Documenti
Circolari

Nessun evento in questo mese.

LMMGVSD
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      
Benvenuto
Nome di Login:

Password:


Ricordami

[ ]
Convenzioni
Convenzioni


Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 30 aprile

L'Aquila, 30 aprile 2021




PNRR: SULLE RIFORME COINVOLGERE LE IMPRESE. TRASFORMAZIONE POSSIBILE MA SERVE PARTNERSHIP PUBBLICO PRIVATO
“In Italia siamo tutti molto presi a valutare le singole misure e le risorse da destinare ai vari capitoli. Invece il Recovery Plan deve diventare uno strumento di trasformazione del Paese, dell'economia e dello Stato”. Queste le prime considerazioni espresse dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in un’intervista con Federico Fubini sul Corriere della Sera, a seguito della presentazione del PNRR alle Camere del Premier Mario Draghi.
“La sfida, adesso, è riuscire a trasformare l'Italia in un Paese moderno, efficiente, aperto e inclusivo”. Per questo il Presidente Bonomi ha posto la questione centrale delle riforme, determinanti per scaricare a terra le risorse del Recovery Plan.
“Le riforme già ben definite sono 5 su 47” – ha spiegato Bonomi, aggiungendo che “due aree, quelle sulla pubblica amministrazione e sulla giustizia civile, sono abbastanza declinate. Le altre non ancora. Il primo capitolo da cui partire sono le semplificazioni, per le quali ci sarà un decreto il mese prossimo. Per 25 anni ci è sempre stato detto che non c'erano risorse per sostenere i costi sociali delle riforme. Ora le abbiamo. Quel che manca nel testo è la partnership pubblico-privato e uno dei nodi che più desta preoccupazione nel documento sul Recovery Fund è il mancato coinvolgimento delle imprese - ha osservato Bonomi nel corso del colloquio. “Credo che sia nell'interesse del presidente Draghi aprire su questo un'interlocuzione con il settore privato: lo svincola da chi vuole solo lo status quo. Il punto del piano è mettere risorse pubbliche perché facciano da leva agli investimenti privati. Ecco perché dobbiamo capire come il Governo intende eseguire le riforme. Infatti, se poi le imprese non capiscono e non condividono, gli investimenti privati non arrivano, l'Italia non diventa attrattiva, il Pil cresce meno, abbiamo meno occupati e quindi il debito è meno sostenibile”.
L’intervista ha affrontato anche il capitolo lavoro e l’intenzione del Ministro Orlando di puntare sui centri per l'impiego e la cassa integrazione. Un’impostazione che Confindustria non condivide. “Usciremo da questa crisi in un mondo completamente cambiato, anche se molti pensano che dopo si riparta da dove eravamo prima” - ha spiegato Bonomi. “Si cerca di difendere il lavoro dov'era e com'era, ma non sarà più così. Questo Paese non ha mai fatto delle vere politiche attive del lavoro, salvo quelle legate al reddito di cittadinanza, che non hanno mai funzionato”. E, secondo il Presidente, non è certo assumendo nella pubblica amministrazione che si risolve il problema: “Se l'obiettivo è aiutare cittadini e imprese di fronte alla burocrazia, siamo fuori strada. Possiamo mettere tutti i miliardi che vogliamo in quest'area del Recovery, ma il mondo del lavoro rimane ingessato”.

LAVORO: RIFORMARE POLITICHE ATTIVE E AMMORTIZZATORI. PER ORA L’UNICA PROPOSTA SUL TAVOLO E’ QUELLA DI CONFINDUSTRIA
“La richiesta di impostare delle politiche attive che funzionino una volta per tutte non è proporre schemi vecchi e superati, anzi. Si tratta di prendere atto del fallimento delle iniziative che in questi anni sono state avviate per rendere il nostro mercato del lavoro più inclusivo. Senza cooperazione fra pubblico e privato non si risolvono i problemi”. Così il Vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali Maurizio Stirpe risponde al Ministro Orlando, che dagli studi di La 7 ha definito la posizione del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, espressa al Corriere della sera, come uno schema dei secoli passati. “I dati parlano chiaro: il collocamento pubblico non funziona e sperare che i navigator risolvessero il problema è stata una illusione. Se i centri per l'impiego, fatte le debite eccezioni, non hanno rapporti con le imprese del territorio, domanda e offerta non si incontreranno mai. Liquidare con una battuta un tema che dovrebbe essere in cima alle priorità del Paese non fa che aumentare una polemica sterile – ha proseguito Stirpe. Le imprese hanno proposto delle soluzioni sia per le politiche attive che per gli ammortizzatori sociali. Il Presidente Bonomi ha voluto solo rimarcare la disponibilità di Confindustria a disegnare un sistema che semplifichi l'assunzione e la ricollocazione dei lavoratori. Credo che questa disponibilità andrebbe accolta, e non stigmatizzata. D’altronde, l’unica proposta che c’è sul tavolo in tema di ammortizzatori e politiche attive del lavoro è quella di Confindustria e su questa il ministero ancora non ha dato alcun riscontro. Con un approccio ideologico perdiamo tutti e non si va lontano”.

CSC, CONGIUNTURA FLASH: L’ECONOMIA ITALIANA INTRAVEDE LA RISALITA DALLA CRISI. NEL III TRIMESTRE PIL CON SEGNO POSITIVO
"In Italia sono iniziati da aprile i primi allentamenti delle restrizioni antiCovid. Questo condurrà nel secondo trimestre a un piccolo segno positivo del Pil, dopo la lieve contrazione nel primo (-0,4%). Si conferma lo scenario in cui un forte rimbalzo si avrà nel 3° trimestre, grazie alla crescita delle vaccinazioni anche se, nonostante il loro ritmo sia accelerato, restano rischi al ribasso". Questa la sintesi che si legge nell’analisi mensile del CsC Congiuntura Flash. "Dall’imponente piano NG-EU, ai nastri di partenza, arriverà un sostegno alla ripresa già nella seconda metà del 2021. Rimane ampio il gap tra servizi e manifattura. Nell’industria il PMI è salito a 59,8 a marzo e la produzione è stimata in crescita già nel 1° trimestre (+1,0%), pur con forte eterogeneità settoriale. Il nodo restano i servizi, dove l’attività è ancora in flessione (PMI sceso a 48,6); la graduale riapertura, nelle prossime settimane, di diverse attività terziarie induce a prevedere un progressivo ritorno in territorio positivo. Anche gli occupati sono in calo: da febbraio 2020 a marzo 2021 si è registrata una riduzione pari a 896mila unità.

MEZZOGIORNO: COSTRUIRE IL MEDITERRANEO, NEL PROGETTO DI CONFINDUSTRIA AL CENTRO L’ECONOMIA DEL MARE
Affermare l’importanza strategica dell’economia del mare per fare dell’Italia una piattaforma logistica del Mediterraneo. È questo l’obiettivo del progetto di Confindustria che ha prodotto una prima proposta in occasione del Pnrr e sarà completato entro il 2021, coinvolgendo le rappresentanze settoriali e territoriali. Il Piano nazionale affronterà le criticità che frenano lo sviluppo del mare e proverà a piantare i pilastri di una politica di settore: pianificazione infrastrutturale, riforme istituzionali, politica industriale e fiscalità capace di attrarre e stimolare investimenti. Al fianco delle linee trasversali, un’attenzione territoriale specifica è riservata al Mezzogiorno, nella convinzione che “qualsiasi prospettiva di ripartenza per l’Italia passa attraverso la risoluzione dello storico divario fra il Sud e il resto del Paese e, sempre più, tra le diverse aree del Sud”. Per questo le 8 Confindustrie meridionali hanno lavorato al progetto ‘Costruire il Mediterraneo’ che si propone di fare del Sud un sistema unitario di promozione dello sviluppo. Un Southern Range logistico euromediterraneo competitivo, green, sostenibile e socialmente inclusivo. Concretamente si tratta di una messa in rete del Mezzogiorno partendo dall’integrazione delle Zes e dei relativi porti che, in questa chiave, possono divenire “potenziali nodi territoriali di sviluppo anche per le aree interne”.
“Le nostre coste e l’economia del mare sono una risorsa da cui partire per mettere in connessione e rendere competitivi i territori e attrarre investimenti. La logistica e i trasporti sono vitali per l’economia e determinanti nei processi produttivi” - ha affermato Natale Mazzuca, Vicepresidente di Confindustria per l’Economia del mare. “Investire nelle aree meridionali e nella risorsa mare è fondamentale per un progetto unitario di ripresa del Paese. In questa fase di crisi le otto Confindustrie regionali del Sud si sono messe insieme, decise a integrare i sistemi portuali, tra di loro e con il Centro-Nord, e a ragionare in una visione di sistema paese e di coesione nazionale” – ha detto Vito Grassi, Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le Politiche di coesione territoriale.

EXPO DUBAI: LUOGO PER RINASCITA INTERNAZIONALE, ITALIA SIA PROTAGONISTA
“L'Expo di Dubai sarà un'occasione di rilancio e di ripartenza. La pandemia ha messo in evidenza le debolezze dei mercati internazionali, anche per questo l'Esposizione deve diventare per l'Italia un’opportunità di rinascita, che dia modo al nostro paese di essere rappresentato in tutta la sua bellezza. Per noi imprenditori sarà molto importante portare il bagaglio delle nostre conoscenze, delle nostre competenze, del nostro Made in Italy”. Così la Vice Presidente per l’Internazionalizzazione Barbara Beltrame Giacomello in un’intervista al Giornale di Vicenza al rientro dalla missione a Dubai con il Ministro Di Maio per la presentazione del Padiglione Italia. “Il nostro dialogo con il Commissariato Generale per l’Italia ad Expo Dubai è intenso e vogliamo essere protagonisti di questa vetrina internazionale e, di concerto con il Commissariato, stiamo promuovendo la più ampia partecipazione possibile delle imprese italiane. L’Esposizione Universale – ha continuato Beltrame – costituisce un’occasione di ricongiungimento e di ricostruzione dei rapporti con tutti i Paesi partecipanti. Expo sarà il luogo per creare quelle connessioni con le delegazioni dei paesi presenti a Dubai, che potranno consentire alle nostre imprese di affermarsi in un contesto ancora più ampio. Possiamo e dobbiamo cogliere le opportunità di Expo per una rinascita internazionale dell’Italia”.









Stampa veloce





Ultime Aziende Associate




Struttura Operativa