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Ammortizzatori sociali – Circolare INPS n. 72/21 su CIGO Covid “Decreto Sostegni”.

L'Aquila, 5 maggio 2021



Segnaliamo che lo scorso 29 aprile è stata pubblicata sul sito dell’INPS la Circolare n. 72 recante “Nuove disposizioni in materia dei trattamenti di integrazione salariale Covid-19 di cui al Decreto Legge n. 41/21”.
La suddetta circolare prende in esame i trattamenti di integrazione salariale (CIGO,CIGS,FIS) alla luce delle novità normative e tecniche introdotte dall’art. 8 del citato “Decreto Sostegni”.

Di seguito riportiamo, i contenuti più rilevanti della circolare a cui – per una lettura più approfondita – facciamo rimando.

1) PREMESSA
Come noto, l’art. 8 del DL n. 41/21 ha introdotto un ulteriore periodo di ammortizzatori sociali (CIGO, CIGD e FIS) che può essere richiesto da tutti i datori di lavoro privati che hanno dovuto interrompere o ridurre la propria attività lavorativa per effetti riconducibili al Covid-19, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla Legge di Bilancio 2021.
La norma differenzia sia l’arco temporale in cui è possibile collocare i trattamenti di integrazione salariale, sia il numero delle settimane richiedibili.
Più specificatamente, infatti, il comma 1 del citato art. 8 riserva alle aziende rientranti nel campo di applicazione della CIGO una durata massima di numero 13 settimane nel periodo compreso dal 1 aprile 2021 al 30 giugno 2021, mentre il comma 2 prevede per le aziende rientranti nella CIGD o nel FIS una durata massima di n. 28 settimane nel periodo tra il 1 aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.
Tutto ciò premesso, la prima importante osservazione che fa l’INPS – oggetto di una forte discussione nelle scorse settimane – riguarda la possibilità, non prevista dalla legge, di poter usufruire delle settimane di ammortizzatori sociali del Decreto Sostegni già a partire dal 25 marzo 2021.
Sul punto, infatti, recita la Circolare dell’istituto che “la decorrenza dal 1 aprile non consente ai datori di lavoro di accedere alle previste misure di sostegno in continuità con quelle precedentemente introdotte dalla Legge di Bilancio, atteso che – per coloro che hanno iniziato il periodo di sospensione/riduzione delle attività dal 1 gennaio 2021 – le 12 settimane previste dalla Legge di Bilancio sono terminate al 25 marzo 2021. In relazione a quanto precede, su conforme parere del Ministero del Lavoro e nelle more dell’iter legislativo di conversione del Decreto Legge, si fa presente che il periodo di trattamenti previsto dall’art. 8 potrà essere richiesto a decorrere dall’inizio della settimana in cui si colloca il 1 aprile, ovvero da lunedì 29 marzo 2021.”

2) CIGO, CIGD e FIS
Nella circolare in oggetto l’INPS analizza puntualmente ogni singolo ammortizzatore sociale, chiarendo per ognuno di essi gli aspetti e i dubbi generalmente più diffusi.
Sulla CIGO viene chiarito che le 13 settimane introdotte dal Decreto Sostegni sono aggiuntive alle 12 della Legge di Bilancio, perciò le aziende richiedenti CIGO non sono obbligate ad esaurire le settimane di CIGO previste dalla Legge di Bilancio per accedere alle misure introdotte dal DL n.41/21.
Ne consegue che, nell’anno 2021, i datori di lavoro rientranti nella CIGO hanno attualmente a disposizione n. 25 settimane di CIGO così distribuite:
- 12 settimane dal 1 gennaio 2021 al 31 marzo 2021 (Legge di Bilancio);
- 13 settimane dal 1 aprile 2021 al 30 giugno 2021 (Decreto Sostegni).
Per CIGD e FIS, analogamente, vengono ribaditi i medesimi concetti, ovvero che i periodi di ammortizzatori COVID richiesti in relazione alla Legge di Bilancio non riducono il numero delle settimane richiedibili col Decreto Sostegni, pertanto ne deriva che il nuovo periodo di cassa è aggiuntivo a quello precedente. In relazione a quanto indicato, quindi, i datori di lavoro rientranti nei campi di CIGD o FIS hanno complessivamente a disposizione n. 40 settimane di trattamenti di integrazione salariale così distribuite:
- 12 settimane dal 1 gennaio al 30 giugno 2021 (Legge di Bilancio);
- 28 settimane dal 1 aprile al 31 dicembre 2021 (Decreto Sostegni).

3) LAVORATORI BENEFICIARI
Come indicato dalla norma, i destinatari del trattamento di integrazione salariale COVID introdotto dal Decreto Sostegni sono tutti i lavoratori dipendenti dei datori di lavoro privati che siano in forza al 23 marzo 2021.
Riguardo a tale requisito soggettivo del lavoratore, viene chiarito che nelle ipotesi di trasferimento di ramo d’azienda ai sensi del 2112 c.c. e di assunzioni per cambio di appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

4) CIGO per aziende in CIGS
L’art. 8 del Decreto Sostegni non disciplina esplicitamente il caso di aziende in CIGS, bensì richiama integralmente gli artt. 19 e 20 del Decreto Legge 18/20 (cd. Decreto Cura).
Di conseguenza, afferma l’Istituto nella circolare, anche alle suddette imprese è riconosciuto il diritto a richiedere le 13 settimane di CIGO COVID previste dal Decreto Sostegni, utilizzando la medesima procedura già utilizzata in precedenza per gli interventi di cassa integrazione previsti dai Decreti Cura, Rilancio, Agosto e infine dalla Legge di Stabilità, e descritta dall’INPS nella Circolare n. 47/20.

5) TERMINI DI TRASMISSIONE DELLE DOMANDE
Il Decreto Sostegni, in linea con la normativa precedente, stabilisce che le domande di CIGO, CIGD e FIS devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione/riduzione dell’attività lavorativa.
La medesima normativa prevede altresì che, in fase di prima applicazione, il termine di presentazione delle istanza è fissato al mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto legge (ovvero entro il 30 aprile 2021).
A tal proposito, nella circolare in oggetto, l’INPS comunica che il suddetto termine di decadenza – al fine di favorire le aziende - è prorogato al 31 maggio 2021.

6) MODALITA’ DI PAGAMENTO DELLA PRESTAZIONE
In merito alla modalità di pagamento della prestazione, ribadendo che dette misure non sono soggette a contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro, rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le somme e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza obbligo di produzione della documentazione probante le difficoltà finanziarie dell’impresa.
Riguardo al pagamento diretto, infine, si precisa che il Decreto Sostegni prevede il medesimo meccanismo di anticipazione introdotto dal Decreto Ristori (art. 22-quater DL n. 18/20), ovvero la possibilità di pagamento diretto dell’INPS con anticipo del 40%.


Per maggiori informazioni contattare i nostri Uffici (Rif. Dott. Emanuele Ciaccia – tel. 329.9690011).






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