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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 28 maggio

L'Aquila, 28 maggio 2021




LAVORO: METODO INACCETTABILE. SERVE UN CONFRONTO LEALE PER FARE LE RIFORME. LAVORARE INSIEME SU AMMORTIZZATORI E POLITICHE ATTIVE
Noi abbiamo dato una grande disponibilità anche a questo Governo, com’è nella tradizione di Confindustria, e anche in materia di lavoro. Avevamo incontrato il Ministro ed era stato trovato un accordo per prorogare il blocco dei licenziamenti al 30 giugno. Poi ci siamo trovati di fronte a un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile: parlo di metodo perché nel merito ci si poteva confrontare e ragionare con la massima trasparenza. Mi sembra però che a mancare sia la volontà del Ministro di affrontare i veri problemi del mondo del lavoro”. Così il Presidente Carlo Bonomi in un’intervista al Mattino e al Messaggero, in cui ha spiegato la reazione di Confindustria e delle sue Associazioni alla notizia di un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti al 28 agosto, senza che la misura fosse stata discussa preventivamente con i rappresentanti delle imprese.
“Da un anno - ha ricordato Bonomi - abbiamo messo nero su bianco le nostre proposte sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro ma, a quanto pare, al momento è solo Confindustria ad avere idee e proposte a riguardo”. Le imprese lamentano un problema di metodo che rischia di minare l’interlocuzione istituzionale necessaria a lavorare insieme sulle riforme delle politiche attive del lavoro, “che dovrebbero vedere il concorso di tutti, dallo Stato alle imprese, ai sindacati”- ha sottolineato il Presidente. “Confindustria aveva investito su questi rapporti, c’era un tavolo sul quale confrontarsi. Tuttavia, il Presidente ha sottolineato che questo episodio non cambia la fiducia e la disponibilità verso il Presidente del Consiglio. “Bisogna cambiare paradigma: il mondo del lavoro sta cambiando e i posti di lavoro non saranno più com’erano e dov’erano (…) perché il mondo si sta trasformando. Ecco perché diciamo che bisogna mettere al centro le persone e la loro occupabilità. Purtroppo, sembra che il futuro delle persone interessi solo a noi. Non a caso nella dialettica comune si cerca di far passare l’idea che Confindustria voglia i licenziamenti e che per questo bocci la proroga: ma non è affatto così” - ha affermato il Bonomi, chiarendo che le imprese stanno guardando ad alti standard qualitativi di produzione, e che quindi necessitino delle competenze necessarie per affrontare le nuove sfide sulla competitività.


LAVORO: SU BLOCCO DEI LICENZIAMENTI METODO SBAGLIATO. SI AUMENTA L’INCERTEZZA PER LE IMPRESE. LA MEDIAZIONE DI DRAGHI PUO’ FUNZIONARE, MA SERVE PRIMA VEDERE I TESTI
“Il ministro Orlando ha messo in discussione la decisione assunta a fine marzo sul blocco dei licenziamenti che aveva trovato, con grande fatica, anche la nostra adesione. Era stato detto che a fine giugno questo divieto non sarebbe stato prorogato. Ora nel decreto Sostegni bis c'è uno slittamento a fine agosto. Non va: non solo per il merito, ma per il metodo e per l'affidabilità dei rapporti tra noi e il ministro”. Cosi Maurizio Stirpe, Vice Presidente per le Relazioni industriali ha commentato in un’intervista con il Sole 24 Ore la scelta a sorpresa, contenuta nel decreto Sostegni Bis, di prorogare il blocco dei licenziamenti fino a fine agosto alle aziende che utilizzano la cassa Covid e ne avessero fatto richiesta al 30 giugno. “Non è certo ciò che serve al mondo del lavoro” – ha proseguito Stirpe. “E’ una fonte di incertezza per le imprese, rallenta quei processi di riorganizzazione e riposizionamento essenziali per tornare ad essere competitive sui mercati, dopo questa crisi così pesante. Questa scelta è proprio controproducente rispetto all'obiettivo di rimettere in moto il mercato del lavoro ed è la dimostrazione che si ragiona in una logica di emergenza e non di prospettiva e visione. E di riforma degli ammortizzatori sociali e di politiche attive ancora non si parla” – ha sottolineato il Vice Presidente. “Due mesi di blocco in più – ha proseguito - avranno l’effetto di aumentare l’incertezza nelle aziende. Riguardo ai timori dei sindacati per un’ondata di licenziamenti Stirpe ha precisato: “non è questa la percezione che abbiamo e non ci sono elementi oggettivi per avallare questa impressione. Penso che l'effetto sull'industria sarà limitato. Piuttosto, le imprese cercano competenze per assumere e non riescono a trovarle. Inoltre ci sono a disposizione 52 settimane di cassa integrazione ordinaria. Se il prolungamento del blocco è stato fatto con questa motivazione è un ulteriore errore”. Stirpe ha commentato in seguito la soluzione di mediazione proposta dal Presidente Draghi: "dobbiamo ancora valutare esattamente cosa che cosa c'è scritto nei testi perché il presidente Draghi ha annunciato questo momento di mediazione ma ancora non c'è stato modo di vedere poi cosa c'è scritto effettivamente nel decreto. Ritengo che come forma di principio il ragionamento può anche funzionare, ma i problemi di metodo rimangono tutti con il ministro del Lavoro" – ha concluso.


RAPPORTO PMI 2021: CRISI ASIMMETRICA SENZA PRECEDENTI. SERVE POLICY DEDICATA AFFIANCANDO RISORSE PNRR E FONDI DI SVILUPPO E COESIONE
Il Rapporto Regionale PMI 2021, realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, analizza le performance economico-finanziarie delle circa 160 mila società di capitale italiane che - impiegando tra 10 e 249 addetti e con un giro d’affari compreso tra 2 e 50 milioni di euro - rientrano nella definizione europea di PMI. Con oltre 94 mila società (54 mila nel Nord-Ovest e 40 mila nel Nord-Est), il Nord è l’area con il numero maggiore di PMI, che registrano comunque una presenza diffusa in tutto il territorio nazionale con 33 mila società nel Centro e 32 mila nel Mezzogiorno. A livello complessivo, il valore aggiunto prodotto è pari a 230 miliardi di euro: il 39% da PMI che hanno sede nel Nord-Ovest, il 28% da società del Nord-Est, il 18% da imprese dell’Italia centrale e il restante 15% da quelle meridionali.
Il Covid-19 ha determinato una crisi senza precedenti per l’economia italiana, non solo in termini di entità, ma anche per la sua natura particolarmente asimmetrica. L’emergenza sanitaria ha avuto, infatti, conseguenze fortemente diversificate, colpendo in misura particolare i settori più interessati dai lockdown ed esposti alle misure di contenimento come, ad esempio, la ristorazione, il turismo, gli alberghi, i trasporti, l’ingrosso e il dettaglio non alimentare e il sistema moda. Mentre ha inciso in misura meno significativa su altri comparti o addirittura stimolandone positivamente alcuni, come la filiera farmaceutica, il commercio online e l’industria agroalimentare.
In sintesi, andrebbero impostate azioni e strumenti per aiutare le PMI ad intraprendere un sentiero di innovazione e di crescita. Gli spazi e le risorse finanziarie per sostenere una policy dedicata alla ripresa e alla resilienza delle PMI sono ampiamente reperibili anche oltre PNRR, in particolare nella politica di coesione, europea e nazionale, da avviare proprio nel corso del 2021.


DIGITALE: AL VIA LA COSTITUZIONE DEL REGIONAL HUB ITALIANO NELL’AMBITO DEL PROGETTO GAIA-X. A CONFINDUSTRIA IL RUOLO DI PROMOZIONE E COORDINAMENTO
Al via la costituzione del Regional Hub italiano, nell’ambito di “Gaia-X”, il progetto europeo per la creazione e lo sviluppo di un cloud federato volto a definire criteri e standard comuni di gestione dei dati e dei servizi in cloud, in linea con le finalità della strategie europea per i dati e con il concetto di sovranità tecnologica europea. Confindustria ha aderito fin dalle prime battute al progetto svolgendo, insieme alle Federazioni e alle Associazioni interessate, una mirata azione di sensibilizzazione e coordinamento per facilitare l’adesione delle realtà associative al progetto. Grazie a questa azione, oltre 30 tra imprese e organizzazioni italiane si sono associate a Gaia-X come “member” e l’Italia è tra i primi tre Paesi europei in termini di partecipazione al progetto, insieme a Germania e Francia. Confindustria, d’intesa con le Istituzioni italiane, ha ora il ruolo di promuovere la costituzione e di coordinare per il nostro Paese il Regional Hub nazionale di Gaia-X, che agirà da aggregatore e punto di riferimento per lo sviluppo dell'economia dei dati a livello Paese. “E’ un progetto molto ambizioso con enormi potenzialità di sviluppo, rivolto alle imprese di tutti i settori produttivi, alla pubblica amministrazione, ai centri di ricerca, a tutti i soggetti che possono essere interessati allo sviluppo del cloud ed all'utilizzo dei dati" – ha commentato il Presidente Bonomi all’evento di lancio, ringraziando il Ministro Colao (presente all’iniziativa) e il ministro Giorgetti per avere affidato a Confindustria il compito di promuovere il progetto in Italia. “Per noi è un ruolo molto importante che vogliamo condividere con tutti, con il governo in primis, a partire sin dalla fase iniziale della costituzione dell'hub italiano. E' un progetto Paese ma ha un valore strategico per l'Europa perché ovviamente Gaia-X getta le basi per lo sviluppo di un'economia europea dei dati, con l'obiettivo di ampliare e consolidare le competenze tecnologiche” – ha aggiunto il Presidente. “Per l'Italia è una sfida positiva” - ha detto Luigi Gubitosi, Vice Presidente per il digitale. "Vogliamo essere un grande contributore perché abbiamo un'economia piena di spunti positivi con una grande voglia di recupero” - ha spiegato, indicando per la seconda metà di giugno un evento dedicato al rapporto del consorzio con il mondo della ricerca.







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