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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 16 luglio

L'Aquila, 16 luglio 2021



CONNEXT 2021: APPUNTAMENTO AL MICO DI MILANO IL 2 E 3 DICEMBRE. AL VIA IL ROADSHOW CON LA TAPPA DI FIRENZE
“C’è una gran voglia di ripartire. L’appuntamento con la seconda edizione di Connext è il 2 e 3 dicembre al MiCo di Milano, dopo che la pandemia ha costretto ad annullare quella del 2020. Intanto, con la prima tappa di Firenze, è partito il roadshow sul territorio, in cui la squadra di Presidenza di Confindustria sarà in prima linea per illustrare i driver su cui è articolata l’edizione del 2021, le sue potenzialità e l’impegno dell’organizzazione nel creare occasioni di business. Il Sistema sta dimostrando grande coesione intorno a questo progetto e, dopo la pausa estiva, seguiranno le tappe di Confindustria Dispositivi Medici a Milano, Pescara, Reggio Emilia, Brescia, Bari, Palermo, Venezia, Torino e tante altre”.
Così Alberto Marenghi, Vice Presidente per l’Organizzazione, lo Sviluppo e il Marketing, ha presentato il progetto in un’intervista al Sole 24 Ore. “I risultati della prima edizione sono andati oltre le aspettative. Sono nate centinaia di partnership, sia nel corso dell’evento che sulla piattaforma digitale, il vero asset dell’iniziativa” - ha commentato Marenghi. “Molte collaborazioni hanno generato innovazione, valore e occupazione. I numeri del primo appuntamento parlano da sé: 7.000 imprenditori al MiCo di Milano, quasi 500 espositori, 2.500 B2B organizzati. Per questa edizione ripartiamo potenziando la nostra offerta: siamo pronti ad accogliere 750 espositori, 5.000 richieste di B2B, oltre 150 laboratori/eventi, 120 imprese internazionali e oltre 4.000 visitatori confermati”. Marenghi ha quindi illustrato l’impianto tematico di Connext 2021, rivisto alla luce dello scenario attuale: “saranno quattro i filoni guida della manifestazione: Fabbrica Intelligente, Città del Futuro, Pianeta Sostenibile, Persone Scienze della Vita e Progresso.” Tra le novità di quest’anno, un’area Expo digitale con gli stand espositivi riprodotti in 3D. “In questo modo - ha spiegato il Vice Presidente - sarà possibile visitare tutti gli stand in tempo reale e realizzare gli incontri B2B anche da remoto, moltiplicando le opportunità di incontro. Inoltre, in questa edizione daremo centralità alle Startup, con iniziative dedicate e una Call nazionale sui 4 driver, che consentirà loro di connettersi con il mondo manifatturiero e di premiare progetti innovativi e sostenibili”. Ampia anche la partecipazione internazionale in questa seconda edizione: “Abbiamo coinvolto in particolare i Paesi del Mediterraneo e dell’Europa ma, con il supporto delle rappresentanze internazionali di Confindustria, di BusinessMed e ICE Agenzia, ci aspettiamo aziende da tutto il mondo” - ha affermato il Vice Presidente. Nel corso dell’intervista Marenghi si è soffermato sul tema del rafforzamento delle filiere e delle reti d’impresa: “sono temi centrali nella nuova edizione di Connext - ha detto - perché partenariati e reti tra imprese sono essenziali nelle nuove modalità di competizione sui mercati. La pandemia ci ha insegnato che è necessario accorciare le fili produttive e gestire in maniera autosufficiente le produzioni strategiche nazionali nello scenario di riferimento europeo”.

CLIMA: CON IL NUOVO PACCHETTO L’EUROPA LANCIA UNA SFIDA SENZA PRECEDENTI. SERVE UN DIALOGO INCLUSIVO E NON IDEOLOGICO
“Con il pacchetto Fit-for-55 l’Europa ha lanciato il guanto di una sfida di politica industriale senza precedenti”. Così Aurelio Regina, Delegato per l’Energia e la transizione energetica di Confindustria in merito all’approvazione del “pacchetto clima” da parte dell’Europa. “È un obiettivo ambientale importante per le generazioni future che deve impegnare l’intera società a finalizzare, attraverso un dialogo inclusivo e non ideologico, un quadro di riferimento capace di coniugare l’obiettivo di rendere green l’economia UE senza penalizzare le imprese e i Paesi che, come nel caso dell’Italia, hanno progressivamente aumentato gli sforzi per accelerare la transizione energetica e ambientale, raggiungendo oggi posizioni di frontiera in molti settori economici” – ha sottolineato Regina. “La stessa Commissione – ha proseguito - prevede a livello UE un fabbisogno di investimenti complessivo al 2030 di oltre 3.500 miliardi di cui oltre 600 per l’Italia. Si tratta di un piano senza precedenti che ci obbliga a cambiare marcia e a passare dalla discussione sugli obiettivi, ormai decisi, a un dibattito pragmatico sulle soluzioni, considerando tutte le opzioni possibili sulla base del costo e della reale efficacia, per evitare di generare potenziali ripercussioni negative per le imprese europee e un inutile spreco di risorse” – ha osservato il Delegato del Presidente Bonomi. “Per le generazioni future va garantita anche la tenuta di un sistema produttivo manifatturiero in grado di assicurare occupazione e sviluppo all’interno di un contesto di filiere globali nel quale tutti devono fare la loro parte nella geopolitica dell’ambiente per evitare effetti di spiazzamento” – ha aggiunto. “Nel nostro Paese sono presenti settori di base fondamentali per lo sviluppo della green economy e leadership manifatturiere pronte a cogliere le grandi opportunità offerte dal nuovo scenario. Per questo il dibattito sull’ambiente deve essere accompagnato da una politica industriale nazionale ed europea volta a costruire anche un ecosistema per uno sviluppo industriale sostenibile” – ha concluso Regina.

RIFIUTI: AUMENTARE LA CAPACITA’ DI RICICLO. L’ECONOMIA CIRCOLARE ABBATTE LA CRIMINALITA’. LAVORIAMO INSIEME, SERVE UN NUOVO PATTO STATO - IMPRESE
“Confindustria condivide gli obiettivi della legge del 2015 sulla ri­for­ma dei rea­ti am­bien­ta­li, che ha previsto una serie di illeciti volti a migliorare le attività di contrasto da parte degli organi giudiziari e di quelli preposti all’ordine pubblico. La cultura della prevenzione resta però il principio guida. La leva della repressione penale degli illeciti in materia ambientale rappresenta uno strumento necessario ma non sufficiente, soprattutto se non è accompagnata dalla valorizzazione delle condotte riparatorie, da adeguate misure di prevenzione e da politiche industriali dirette a riorientare le scelte produttive delle imprese. Invece della repressione, serve più prevenzione e un maggiore accompagnamento alle imprese anche a livello culturale, supportandole nelle attività di ripristino”. Questa la posizione espressa da Maria Cristina Piovesana, Vice Presidente per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, nel corso dell’audizione in commissione Ecomafie in merito all’attuazione della legge sugli eco-reati. “Suggeriamo un rafforzamento dello strumento del ‘ravvedimento operoso’ in presenza di illeciti colposi – ha spiegato Piovesana - e una valorizzazione della riparazione del danno: l'interesse al ripristino deve diventare prevalente – ha aggiunto. “È poi fondamentale creare il contesto giuridico idoneo allo sviluppo dell'economia circolare perché una normativa farraginosa non aiuta. Apprezziamo l’introduzione, quindi, dell’interpello ambientale nel DL “Semplificazioni”, proposto da Confindustria come ulteriore leva di prevenzione degli illeciti. Siamo convinti che l’incertezza normativa insieme all’inefficienza amministrativa siano fattori che agevolano le infiltrazioni criminali anche in campo ambientale, per cui è necessario continuare a lavorare con più incisività nella direzione della semplificazione. Nel modello di business circolare, il rifiuto diventa un elemento centrale del processo produttivo e il pieno sviluppo della circolarità può sottrarre terreno fertile alla criminalità – ha fatto notare la Vice Presidente . “È assolutamente necessario aumentare la nostra capacità di riciclo, creando nuovi impianti nel nostro Paese e rendendo più efficienti quelli già esistenti. È importante creare le condizioni per favorire la crescita di un mercato di sbocco per le materie prime seconde, sia attraverso la domanda pubblica, per esempio attraverso una maggiore promozione del Green public procurement (GPP), sia attraverso quella privata, con l'introduzione di un regime di tassazione Iva agevolato (5%) per l'acquisto di beni e materiali prodotti in linea con i principi dell'economia circolare. Questi driver, se perseguiti, contribuiranno alla crescita dell'economia circolare e allo stesso tempo incentiveranno l'impresa sana del Paese. È necessario un nuovo Patto tra noi e lo Stato per lavorare insieme”, ha concluso Piovesana.

B20, MARCEGAGLIA E DOMPE’: PROMUOVERE L’INTERAZIONE PUBBLICO-PRIVATO E L’INNOVAZIONE PER PREVENIRE FUTURE CRISI SANITARIE
“Promuovere l’interazione fra il settore pubblico e privato e con le istituzioni internazionali e favorire la cooperazione multilaterale mentre si ripensa la salute per prevenire future crisi sanitarie globali: è questa la sfida per massimizzare gli effetti reciprocamente vantaggiosi nella creazione di modelli di assistenza sostenibile nell’agenda post pandemica”. Così Emma Marcegaglia, B20 Chair, durante il dialogo B20-G20 “Come ricostruire meglio e prevenire l'emergenza delle pandemie silenziose”, organizzato dalla task force B20 Health & Life Sciences e Novartis, che ha visto la partecipazione di importanti personalità istituzionali e del mondo della ricerca. “Nella lotta alle crisi sanitarie globali – ha continuato Marcegaglia – un ruolo centrale sarà svolto dall’innovazione. La capacità di affrontare le future crisi sanitarie dipende in gran parte dalla condivisione dei dati e dall’uso delle tecnologie digitali. Come B20, invitiamo i governi a intensificare la collaborazione con le industrie e a incentivare gli investimenti”.
Presente al dialogo anche il Presidente della task force B20 Health & Life Sciences, Sergio Dompé, che ha sottolineato la necessità di creare una piattaforma condivisa e sovranazionale per ripensare il sistema sanitario come un ecosistema interconnesso, efficiente e cooperativo. “La lezione più importante del Covid è la straordinaria collaborazione tra mondo scientifico, industriale e istituzionale, che deve diventare un modus operandi permanente nelle crisi sanitarie globali” - ha affermato Dompé. “La pandemia ha reso evidente che investire in salute significa investire nel benessere economico e sociale e nella crescita globale. Quindi, significa generare opportunità di crescita, occupazione, sviluppo sostenibile ed equità” - ha concluso il Presidente della task force Health & Life Sciences del B20.








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