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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 12 novembre 2021

L'Aquila, 15 novembre 2021



I temi della settimana

MANOVRA: TUTTE LE RISORSE STANZIATE PER LA RIDUZIONE DELLE TASSE SIANO DESTINATE AL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE
“Le risorse stanziate nella legge di bilancio per la riduzione delle tasse, dovrebbero essere tutte destinate al taglio del cuneo fiscale. Questo avrebbe un duplice effetto: met­te­re più sol­di nel­le ta­sche de­gli ita­lia­ni, sti­mo­lan­do la do­man­da in­ter­na che è fer­ma da anni, e ab­bas­sa­re il co­sto del la­vo­ro che, a fron­te di un au­men­to del­le ma­te­rie pri­me e dei co­sti del­l’e­ner­gia, è l’u­ni­ca com­po­nen­te su cui pos­sia­mo agi­re per man­te­ne­re le im­pre­se com­pe­ti­ti­ve. ”. Così Car­lo Bo­no­mi, Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, in­ter­vi­sta­to a Piaz­za­ Pu­li­ta su La7.
“Servirebbe concentrare tutti gli 8 miliardi sul taglio del cuneo contributivo. E già non sono sufficienti, perché ce ne vorrebbero almeno 13 per dare un segno tangibile e forte“, ha aggiunto nel corso del suo intervento a Federmanager. “L’an­no scor­so un mi­lio­ne di ita­lia­ni è en­tra­to sot­to la so­glia di po­ver­tà: c'è bi­so­gno di una vi­sio­ne po­li­ti­ca com­ples­si­va e di un gran­de sen­so di re­spon­sa­bi­li­tà nel di­bat­ti­to pub­bli­co per dare del­le ri­spo­ste con­cre­te alle categorie che stan­no sof­fren­do. Per que­sto, dob­bia­mo la­vo­ra­re tut­ti in­sie­me al mi­glio­ra­men­to del red­di­to di cit­ta­di­nan­za, al­l’as­se­gno uni­co fa­mi­lia­re, a in­ter­ven­ti in fa­vo­re de­gli in­ca­pien­ti e alla re­vi­sio­ne del­le de­tra­zio­ni per le fa­mi­glie - ha pro­se­gui­to Bo­no­mi. Bi­so­gna poi ri­pen­sa­re se­ria­men­te alla for­ma­zio­ne e alla ri­col­lo­ca­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri, per­ché non è pen­sa­bi­le met­te­re al­tri 4 mi­liar­di sui cen­tri pub­bli­ci per l’im­pie­go che in­ter­cet­ta­no solo il 3% del­la di­soc­cu­pa­zio­ne”. In merito al­la tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca, secondo il Presidente “tut­to di­pen­de da come ver­rà ge­sti­ta la svol­ta ver­de: dob­bia­mo pre­ten­de­re una go­ver­nan­ce glo­ba­le, al­tri­men­ti rischiamo di spe­gne­re in­te­re fi­lie­re in­du­stria­li, con la per­di­ta di mi­glia­ia di po­sti di la­vo­ro. Inoltre, per af­fron­ta­re que­ste tran­si­zio­ni, è fon­da­men­ta­le in­ve­sti­re sul­la ri­cer­ca”, ha sottolineato Bonomi.

EUROPA, TRILATERALE: VISIONE COMUNE SU TRANSIZIONI. L'INDUSTRIA NON E' IL PROBLEMA, MA LA SOLUZIONE
“Le in­du­strie ita­lia­na, fran­ce­se e te­de­sca han­no una vi­sio­ne co­mu­ne su come af­fron­ta­re le tran­si­zio­ni - di­gi­ta­le, eco­lo­gi­ca, ener­ge­ti­ca - e su come potenziare la competitività, par­ten­do dal pre­sup­po­sto che l’in­du­stria non è il pro­ble­ma, ma la so­lu­zio­ne”. Così Car­lo Bo­no­mi, Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, nel cor­so del Ter­zo Fo­rum Eco­no­mi­co Tri­la­te­ra­le tra Con­fin­du­stria, Me­def e BDI. In una di­chia­ra­zio­ne con­giun­ta sot­to­scrit­ta dal­le tre con­fe­de­ra­zio­ni sono sta­te pre­sen­ta­te una se­rie di pro­po­ste con l’o­biet­ti­vo di una cre­sci­ta pri­va di emis­sio­ni di car­bo­nio, fa­vo­ren­do la de­car­bo­niz­za­zio­ne del­l’e­co­no­mia sen­za pre­giu­di­ca­re la com­pe­ti­ti­vi­tà del­le im­pre­se eu­ro­pee. “Le tran­si­zio­ni han­no un co­sto eco­no­mi­co e so­cia­le, per­ché po­treb­be­ro com­por­ta­re la chiu­su­ra di in­te­re fi­lie­re del­la no­stra in­du­stria, che rap­pre­sen­ta­no mi­glia­ia di po­sti di la­vo­ro - ha pro­se­gui­to Bo­no­mi. Il pro­ble­ma che non vie­ne af­fron­ta­to dal­le isti­tu­zio­ni UE è chi pa­ghe­rà il co­sto so­cioe­co­no­mi­co di que­ste tran­si­zio­ni”. Sul fron­te ener­ge­ti­co, “gli ac­qui­sti co­mu­ni da par­te del­l'UE pos­so­no aiu­ta­re a mo­de­ra­re il prez­zo di ac­qui­sto e, inol­tre, ave­re ri­ser­ve stra­te­gi­che è fon­da­men­ta­le. Sul nu­clea­re l’I­ta­lia ha fat­to una scel­ta stra­te­gi­ca con il re­fe­ren­dum, ma ora dob­bia­mo ca­pi­re che le tec­no­lo­gie sono cam­bia­te, per­tan­to è ne­ces­sa­rio un ap­proc­cio aper­to e non è più ideo­lo­gi­co”. Rus­swurm, Pre­si­den­te BDI, ha in­si­sti­to sul­la ne­ces­si­tà di un im­pe­gno eu­ro­peo sui se­mi­con­dut­to­ri, men­tre Roux de Be­zieux, ha chia­ri­to che “non c’è so­vra­ni­tà eu­ro­pea sen­za quel­la fi­nan­zia­ria: ser­vo­no mo­del­li di fi­nan­zia­men­to che ga­ran­ti­sca­no con­di­zio­ni di pa­ri­tà ver­so i no­stri con­cor­ren­ti”, ha detto.
Stefan Pan, De­le­ga­to del Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria per l'Eu­ro­pa, ha dichiarato: “E’ es­sen­zia­le che le isti­tu­zio­ni eu­ro­pee con­si­de­ri­no il mon­do del­l'in­du­stria un ele­men­to im­pre­scin­di­bi­le per la so­lu­zio­ne dei pro­ble­mi del­l'U­nio­ne e non un fre­no al pro­ces­so di in­te­gra­zio­ne e ri­for­ma. L'Ue deve crea­re un eco­si­ste­ma che in­cen­ti­vi gli in­ve­sti­men­ti pri­va­ti: uno dei pri­mi ban­chi di pro­va sarà la ri­for­ma del Pat­to di Sta­bi­li­tà e Cre­sci­ta. Il Fo­rum, quin­di, è l'oc­ca­sio­ne per fare fron­te co­mu­ne sul­la pro­po­sta di scor­po­ra­re gli in­ve­sti­men­ti per la dop­pia tran­si­zio­ne dal cal­co­lo rea­li­sti­co del de­fi­cit: sen­za mi­su­re si ri­schia di crea­re ul­te­rio­ri di­stor­sio­ni com­pe­ti­ti­ve e di in­de­bo­li­re for­te­men­te la po­si­zio­ne del­la no­stra in­du­stria, de­ter­mi­nan­do de­ser­ti­fi­ca­zio­ne in­du­stria­le e de­pres­sio­ne eco­no­mi­ca in in­te­ri ter­ri­to­ri del­l'U­nio­ne”, ha con­clu­so Pan.

PATENT BOX: MISURA STRATEGICA DA MANTENERE E POTENZIARE. CANCELLAZIONE SCELTA MIOPE
“Ri­cer­ca, Svi­lup­po e In­no­va­zio­ne sono alla base del PNRR quin­di è stra­te­gi­co pre­ve­de­re, a li­vel­lo na­zio­na­le, in­ter­ven­ti ef­fi­ca­ci per ri­dur­re il gap esi­sten­te ri­spet­to agli al­tri Pae­si. Con l'in­tro­du­zio­ne an­che in Ita­lia del pa­tent box, af­fian­ca­to dal cre­di­to R&S, era stato messo in campo un si­ste­ma ido­neo sia a pro­muo­ve­re in­ve­sti­men­ti in ri­cer­ca, sia a va­lo­riz­za­re il con­tri­bu­to eco­no­mi­co di know-how, bre­vet­ti, mar­chi e al­tri in­tan­gi­ble svi­lup­pa­ti. Il pa­tent box pre­mia fi­scal­men­te la ca­pa­ci­tà di tra­dur­re i ri­sul­ta­ti del­la R&S in pro­dot­ti, pro­ces­si e ser­vi­zi in­no­va­ti­vi in gra­do di crea­re va­lo­re ag­giun­to per le im­pre­se e per il Pae­se. È una mi­su­ra che in que­sti anni si è di­mo­stra­ta mol­to ef­fi­ca­ce e quin­di sor­pren­de la scel­ta pre­sa con il Dl Fi­sca­le di can­cel­lar­la, pri­van­do­si di uno stru­men­to stra­te­gi­co. Mi­su­re fi­sca­li per R&S&I e in­ter­ven­ti di po­li­ti­ca eco­no­mi­ca come il pa­tent box sono com­ple­men­ta­ri e non solo de­vo­no es­se­re man­te­nu­ti ma po­ten­zia­ti in quan­to pre­mia­no la red­di­ti­vi­tà e la com­pe­ti­ti­vi­tà di si­ste­ma Pae­se”, così Fran­ce­sco De San­tis, Vice Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria per la Ri­cer­ca e lo Svi­lup­po. “L’ab­ban­do­no del Pa­tent Box è una scel­ta mio­pe e con­tro­pro­du­cen­te, che avrà ef­fet­ti ne­ga­ti­vi su in­no­va­zio­ne e ri­cer­ca in Ita­lia, ma an­che in­com­pren­si­bi­le, vi­sti i ri­sul­ta­ti in que­sti anni”. Ha ribadito anche Ser­gio Dom­pé, Chair del­la task for­ce Sa­lu­te del B20 e Pre­si­den­te del Gruppo Tecnico Salute del­l'o­mo­ni­mo grup­po bio­far­ma­ceu­ti­co.

FINANZA: PLAFOND STANZIATO CON ACCORDO INTESA – CONFINDUSTRIA ATTIVERA’ INVESTIMENTI PRIVATI, MOLTIPLICANDO RISORSE DEL PNRR
“L’Accordo con Intesa Sanpaolo e il plafond di 150 miliardi messo a disposizione delle imprese consentirà di attivare investimenti privati, generando un effetto moltiplicatore delle risorse del PNRR e creando, contestualmente, nuove prospettive di crescita sostenibile per il sistema produttivo italiano e per l’intero Paese. Dobbiamo accompagnare il Paese verso l’uscita dalla crisi pandemica e accelerare la ripresa, tanto più in territori industrialmente dinamici come il triveneto, agendo sui driver di crescita. Serve sostenere imprese e filiere alle prese con la doppia sfida della transizione sostenibile e digitale anche favorendo gli investimenti in ricerca e innovazione”. Così Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, nel corso della tappa veneta del roadshow di presentazione dell’accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo. “In questa cornice, la precondizione essenziale è il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese, appesantita dall’emergenza. Il ricorso massivo delle imprese a credito bancario garantito durante l’emergenza ha assicurato la tenuta del nostro sistema nella crisi pandemica, ma ci ha fatto fare un significativo salto indietro in quel processo di irrobustimento dei bilanci che avevamo realizzato nei dieci anni precedenti. Ora è essenziale riprendere con vigore il lavoro sul rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese innanzitutto consentendo allungamenti a lungo temine dei finanziamenti bancari garantiti. Va poi favorita una maggiore patrimonializzazione delle imprese e una più ampia diversificazione delle loro fonti finanziarie, anche tramite l’accesso ai mercati dei capitali. È essenziale accompagnare sempre più imprese, anche le più piccole, verso strumenti finanziari alternativi al credito bancario, dall’emissione di bond fino alla quotazione. Per questo serve potenziare le misure e gli strumenti esistenti e si deve proseguire a lavorare sull’evoluzione della cultura finanziaria delle imprese, fattore strategico per l’accesso ai mercati” ha concluso Orsini.

PRODUZIONE INDUSTRIALE: LIEVE CALO A SETTEMBRE (-0,1%), RISALE A OTTOBRE (+0,2%)
Nel 3° tri­me­stre del 2021, la pro­du­zio­ne in­du­stria­le ita­lia­na è cre­sciu­ta del­l’1,0% ri­spet­to al 2°, un rit­mo più con­te­nu­to di quan­to os­ser­va­to nei pri­mi due (ri­spet­ti­va­men­te +1,5% e +1,2% tri­me­stra­le). Il 4° tri­me­stre si sa­reb­be aper­to in cre­sci­ta (+0,2% in ot­to­bre). In set­tem­bre si era ri­le­va­ta una ri­du­zio­ne del­l’at­ti­vi­tà del­lo 0,1% (dopo quel­la del­lo 0,2% ri­scon­tra­ta dal­l’I­STAT e dal CSC ad ago­sto). Que­sto quan­to emer­ge dal­l’ul­ti­ma in­da­gi­ne ra­pi­da del Cen­tro Stu­di Con­fin­du­stria sul­la pro­du­zio­ne in­du­stria­le. Per il CSC, le ra­gio­ni del ral­len­ta­men­to tra lu­glio e set­tem­bre sono ri­con­du­ci­bi­li a fat­to­ri li­mi­ta­ti­vi del­la pro­du­zio­ne, qua­li la scar­si­tà di com­po­nen­ti e ma­te­rie pri­me, al mag­gior ri­cor­so alle scor­te, al ral­len­ta­men­to pro­dut­ti­vo dei prin­ci­pa­li part­ner com­mer­cia­li e al gra­do di in­cer­tez­za. Le im­pre­se in­ter­vi­sta­te dal CSC han­no ri­le­va­to un calo del­la pro­du­zio­ne in­du­stria­le del­lo 0,1% in set­tem­bre ri­spet­to ad ago­sto, ed un au­men­to del­lo 0,2% in ot­to­bre. I li­vel­li di at­ti­vi­tà in en­tram­bi i mesi si sono co­mun­que man­te­nu­ti su­pe­rio­ri di ol­tre l’1% ri­spet­to alla me­dia dei pri­mi otto mesi del­l’an­no. La fi­du­cia del­le im­pre­se ma­ni­fat­tu­rie­re e dei ser­vi­zi a set­tem­bre è leg­ger­men­te peg­gio­ra­ta e, no­no­stan­te il gra­do di uti­liz­zo de­gli im­pian­ti da par­te del­le im­pre­se ma­ni­fat­tu­rie­re nel 3° tri­me­stre ab­bia rag­giun­to il va­lo­re più alto dal di­cem­bre 2018 (78,1%), la scar­si­tà di ma­no­do­pe­ra, l’in­suf­fi­cien­za di ma­te­ria­li, l’au­men­to dei co­sti di espor­ta­zio­ne e l’al­lun­ga­men­to dei tem­pi di con­se­gna sono sta­ti per­ce­pi­ti come ele­men­ti di cre­scen­te osta­co­lo alla pro­du­zio­ne.






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