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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 23 settembre 2022

L'Aquila, 23 settembre 2022



I temi della settimana

ECONOMIA, BONOMI: ANDIAMO VERSO UNA FRENATA, LE IMPRESE NON SONO INVINCIBILI. PROPOSTE AL PROSSIMO GOVERNO
“Le imprese italiane sono forti, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, ma non sono invincibili. Abbiamo un'economia molto interconnessa e la bassa crescita europea e i prezzi dell'energia stanno portando verso una frenata anche dell'economia italiana”, ha detto il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a Genova, all'inaugurazione del 62° Salone nautico. Sono peggiorati gli indicatori, anche i giudizi Istat sugli ordini, si riducono i consumi delle famiglie. La fiducia delle imprese - ha citato Bonomi - ha subito un ulteriore calo, la produzione industriale ha mostrato un recupero a luglio, con una dinamica migliore dei competitor tedeschi e francesi, ma le previsioni sono per la fine dell'anno in calo.

Non è solo a causa della guerra – ha aggiunto Bonomi - il mio primo intervento pubblico con il grido d'allarme sull'energia è stato a settembre dell'anno scorso e abbiamo indicato da subito la necessità di misure strutturali sia a livello nazionale che europeo, una situazione deflagrante chiede una assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori del paese. Una situazione verificatasi dopo la pandemia che ci è costata quasi 9 punti di Pil e un rimbalzo di quasi 6 punti, grazie al cambio di velocità del governo Draghi. La tempesta perfetta non ha trovato nessun argine, è l'analisi di Bonomi, anzi si è abbattuta su un terreno già dissestato dai crescenti colli di bottiglia nella logistica internazionale, dal cambio di passo della politica monetaria per l'inflazione che ruggisce, dal rallentamento dell'economia Ue che la locomotiva tedesca non riusciva più a trainare. Domenica ci saranno le elezioni. Confindustria - ha detto Bonomi - ha individuato una serie di interventi che saranno presentati al prossimo esecutivo, a riprova della volontà di lavorare con il governo che gli italiani sceglieranno, auspichiamo di collaborare insieme per il benessere del paese, allontanando sempre più il retrogrado pregiudizio anti impresa”.

CONGIUNTURA FLASH SETTEMBRE: RECORD DEL PREZZO DEL GAS. A RISCHIO 582MILA POSTI DI LAVORO
“Re­cord del prez­zo del gas, con un rin­ca­ro che da ago­sto è di­ven­ta­to fuo­ri con­trol­lo; in­fla­zio­ne ai mas­si­mi, che ero­de il po­te­re di ac­qui­sto del­le fa­mi­glie e quin­di i con­su­mi, pro­tet­ti (in par­te e non an­co­ra per mol­to) dal ri­spar­mio ac­cu­mu­la­to; il rial­zo dei tas­si del­la Bce che darà un ul­te­rio­re im­pul­so re­ces­si­vo. In que­sto con­te­sto la re­si­lien­za del­le im­pre­se è alle cor­de, dopo trop­pi mesi di im­pat­to del caro ener­gia sui mar­gi­ni, pe­na­liz­zan­do gli in­ve­sti­men­ti. L'I­ta­lia re­si­ste gra­zie a più mo­bi­li­tà e tu­ri­smo; nel­le co­stru­zio­ni re­sta una cre­sci­ta sep­pu­re mi­no­re”. Que­sto è quan­to emer­ge dal­la Con­giun­tu­ra Flash del Cen­tro Stu­di Con­fin­du­stria di Set­tem­bre 2022, se­con­do cui si pre­fi­gu­ra “un con­te­sto mol­to dif­fi­ci­le nel­la se­con­da metà del 2022, con lo sce­na­rio del­l'e­co­no­mia che vira al ri­bas­so”. Il CSC ha rea­liz­za­to an­che una dop­pia si­mu­la­zio­ne del­l'im­pat­to del caro gas sul Pil, con­si­de­ran­do fino alla fine del 2023 una quo­ta a 235 euro MWh (il va­lo­re me­dio di ago­sto) o a 298 euro (il li­vel­lo me­dio at­te­so dai fu­tu­re): “ci sa­reb­be una mi­no­re cre­sci­ta del Pil ri­spet­ti­va­men­te del 2,2% e del 3,2% cu­mu­la­ti nel bien­nio 2022-2023, con 383­mi­la e 582­mi­la oc­cu­pa­ti in meno”. “Quel­lo che ci fa pen­sa­re che an­drà tut­to in ne­ga­ti­vo è che i prez­zi del­le com­mo­di­ty non ener­ge­ti­che stan­no di­mi­nuen­do. Quan­do quei prez­zi scen­do­no si è sul­la stra­da per la re­ces­sio­ne mon­dia­le. Inol­tre, poi­ché sia­mo già in una fase re­ces­si­va, l’au­men­to dei tas­si del­la BCE non fa che ‘get­ta­re ben­zi­na sul fuo­co’, per­ché in Eu­ro­pa l’in­fla­zio­ne è qua­si esclu­si­va­men­te de­ter­mi­na­ta dal­l’au­men­to del prez­zo del gas”. Così Ales­san­dro Fon­ta­na, di­ret­to­re del CSC, ha com­men­ta­to al GR1.

CREDITO, ORSINI: SOSTENERE LE IMPRESE COLPITE DAL CARO ENERGIA. SU CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA SERVE CERTEZZA
“Ol­tre alle mi­su­re per con­te­ne­re il caro bol­let­te e ri­for­ma­re il mer­ca­to ener­ge­ti­co, e' ne­ces­sa­rio in­ter­ve­ni­re per fa­ci­li­ta­re l'ac­ces­so del­le im­pre­se al cre­di­to. Per fare que­sto e' es­sen­zia­le raf­for­za­re le mi­su­re di ga­ran­zia pub­bli­ca pre­sta­te dal Fon­do di Ga­ran­zia per le Pmi e da Sace al fine di fa­vo­ri­re la con­ces­sio­ne di fi­nan­zia­men­ti a me­dio-lun­go ter­mi­ne da par­te del­le ban­che alle im­pre­se col­pi­te dal caro ener­gia e di fi­de­ius­sio­ni a co­per­tu­ra di for­ni­tu­re ener­ge­ti­che". Co­si' Ema­nue­le Or­si­ni, Vi­ce­ Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria per Cre­di­to, Fi­nan­za e Fi­sco, in­ter­ve­nen­do ad un in­con­tro or­ga­niz­za­to dal­l'An­ce al Rem Tech Expo di Fer­ra­ra. "A que­sto pro­po­si­to se­gna­lia­mo, a li­vel­lo na­zio­na­le, il de­lu­den­te im­pian­to del­la boz­za del DL Aiu­ti ter, che con­tie­ne un in­ter­ven­to di mo­de­sta por­ta­ta e di dub­bia ef­fi­ca­cia. Oc­cor­re am­plia­re tale in­ter­ven­to sfrut­tan­do ap­pie­no tut­ti gli spa­zi di ma­no­vra con­sen­ti­ti dal­le re­go­le eu­ro­pee su­gli aiu­ti"; ed "oc­cor­re poi fa­vo­ri­re un al­lun­ga­men­to del­la du­ra­ta dei fi­nan­zia­men­ti ga­ran­ti­ti, sia in es­se­re sia nuo­vi, per at­te­nua­re le ten­sio­ni fi­nan­zia­rie del­le im­pre­se, gia' ap­pe­san­ti­te dal ri­cor­so mas­si­vo al cre­di­to ban­ca­rio per far fron­te alla cri­si pan­de­mi­ca". Orsini è intervenuto in un’intervista sul Sole24ore anche sul tema del credito d’imposta per la ricerca e innovazione: serve certezza sull'applicazione del credito di imposta perla ricerca e sviluppo. E, per il futuro, più collaborazione tra le amministrazioni, coinvolgendo anche le imprese”.







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