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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 24 luglio 2020

L'Aquila, 24 luglio 2020



I temi della settimana

VERTICE UE: BUON RISULTATO DEL GOVERNO. ORA PIANI SERI E CREDIBILI E SI' AL MES
“L'esito del Consiglio europeo sul Recovery Plan rappresenta un buon risultato. Ora è il tempo di predisporre al più presto piani d'impiego delle risorse che siano seri e credibili, volti al rilancio dell'economia, dell'impresa e del lavoro. Gli obiettivi, i tempi e le risorse vanno stimati ex ante con grande precisione, puntando innanzitutto alla crescita degli investimenti, ed evitando, contestualmente, un aumento della spesa pubblica corrente.

Visto che nell'accordo finale del Consiglio europeo sul Recovery Plan risultano purtroppo tagliati rilevanti fondi che dovevano far espandere il bilancio comunitario a favore della ricerca, delle nuove tecnologie, della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della competitività delle imprese europee, siamo ancora più convinti che sia primario interesse dell'Italia usare il Mes per 37 miliardi a fini sanitari, in aggiunta alle risorse necessarie all'economia produttiva”. Così Confindustria ha commentato in una nota stampa l’esito della trattativa sul Recovery Fund.


MISURE PER LE IMPRESE: PER RAFFORZARNE IL PATRIMONIO PREVEDERE ANCHE RIVALUTAZIONE GRATUITA DEGLI ASSET AZIENDALI
“Va riconosciuta al Governo la tenacia nel negoziato con l'Europa” ha commentato il vice presidente Emanuele Orsini in un’intervista al Corriere della Sera. “L'accordo ottenuto è fondamentale per far ripartire il Paese. Ora servono al più presto piani d'impiego delle risorse seri e credibili”. Orsini ha inoltre invocato misure per ricapitalizzare le imprese perché, quelle contenute nel decreto rilancio che prevedono il credito d'imposta per chi rafforza il capitale, sono troppo complesse e, con la scadenza al 31 dicembre di quest’anno, hanno una durata eccessivamente breve. Orsini quindi ha suggerito di azzerare la tassazione per rivalutare gli asset aziendali, consentendo anche la rivalutazione di un singolo cespite, come ad esempio un capannone. Contestualmente il Vice Presidente ha indicato anche la necessità rinegoziare i debiti contratti, di allungarne le scadenze e, in quest’ottica, di potenziare il sistema delle garanzie. Infine Orsini ha sottolineato che a novembre il momento sarà “critico”, quindi tra le misure per sostenere la liquidità delle imprese, ha ribadito la necessità di abolire l’Irap e di riformare complessivamente il fisco.


RAPPORTO PMI: UNA SU TRE A RISCHIO INSOLVENZA. SERVONO LIQUIDITA’ E RIDURRE DIVARIO NORD-SUD
Una fotografia a tinte fosche quella scattata dal nuovo Rapporto Regionale PMI 2020, realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno che, in un’unica pubblicazione, integra le evidenze presentate negli anni scorsi nel Rapporto PMI Mezzogiorno e nel Rapporto PMI Centro-Nord. Secondo il rapporto le PMI italiane contrarranno il fatturato del 12,8% nel 2020, con un rimbalzo nel 2021 dell'11,2%, insufficiente per ritornare ai livelli del 2019. Nel complesso, questo si tradurrà in una perdita di 227 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21 rispetto a uno scenario tendenziale di lenta crescita delle vendite. Nell'ipotesi pessimistica, in caso di nuove ondate del Covid-19, il calo dei ricavi è stimato a -18,1% per l'anno in corso (+16,5% nel 2021), con minori ricavi che sfioreranno i 300 miliardi di euro per le PMI analizzate nel biennio di previsione. Il Rapporto ha messo in evidenza che nei prossimi mesi il divario Nord-Sud potrebbe aumentare, anche se per ora è il Nord a soffrire di più. “La ragione di questa apparente contraddizione – ha commentato il vice presidente Vito Grassi - è che le PMI del Centro Sud sono più fragili di quelle settentrionali, ma queste ultime, pur operando nei settori più esposti allo shock, ne usciranno con meno perdite. Lavoriamo insieme per ripartire con una politica di coesione efficiente. Dobbiamo mettere a terra un piano chiaro per tempi, obiettivi e risorse. Abbiamo un'occasione irripetibile per realizzare una strategia di rilancio”. Per avviare la stagione delle riforme “serve una grande PA” ha sottolineato il presidente Piccola Industria Carlo Robiglio introducendo la presentazione del Rapporto. “Serve un patto sociale fra imprese e pubblica amministrazione. Bisogna uscire dalla logica che l'imprenditore vada controllato - ha detto - bisogna dare fiducia e aprire a percorsi più rapidi rapidi, facendo ex post controlli puntuali e, ove necessario, comminando sanzioni importanti ai furbetti. Cerchiamo uno Stato amico con cui intraprendere un percorso comune per il benessere del Paese".


LAVORO: RISCHI PER L’AUTUNNO. LUNEDI’ AL GOVERNO LA PROPOSTA DI RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI
"Non bisogna più mettere al centro il posto di lavoro, ma prendersi cura dei lavoratori, delle imprese e delle persone. E quindi certamente assicurare un sostegno al reddito a chi perde l’occupazione, ma contestualmente attivare un sistema di formazione finalizzato al reimpiego. Cosi Il Vice Presidente Maurizio Stirpe in un’intervista al Sole24ore anticipa le linee guida della proposta che sarà presentata al ministro del lavoro Catalfo lunedi 27 luglio. Nel delineare una nuova struttura per gli ammortizzatori sociali, immaginiamo alcuni pilastri fondamentali. Innanzitutto, va rivista la Naspi, la Nuova assicurazione sociale per l'impiego. Finora è uno strumento che equivale a un sussidio economico per chi viene licenziato e in Italia non viene accompagnato da una parallela ed efficace ricerca di una nuova collocazione. Gli uffici di collocamento non funzionano e comunque non c'è nessun vincolo per il lavoratore che percepisce la Naspi di formarsi per riuscire a trovare un nuovo impiego. Una riforma invece dovrebbe prevederlo. E bisognerebbe contemporaneamente rendere efficienti le politiche attive. C’è un forte rischio di perdita di posti di lavoro, ha aggiunto il Vice Presidente. “E per questo è importante anche un altro intervento, cioè distinguere tra le crisi che presentano solo problemi occupazionali e quelle a carattere industriale. Sul tema del rischio disoccupazione è tornato anche il Vice Presidente Giovanni Brugnoli commentando il rapporto Istat sull’istruzione che ha certificato il record di 2 milioni di neet, i giovani che non studiano e non lavorano. “I nostri ragazzi sono disorientati ed è un problema che prescinde dal Covid-19. Siamo al paradosso in cui abbiamo da un lato tanti giovani che non trovano o neanche cercano lavoro e dall’altro le imprese che cercano ma non trovano lavoratori giovani. Gli scritti e i diplomati ITS sono troppo pochi e non bastano le lauree professionalizzanti a colmare questo gap. Serve una riforma complessiva” ha concluso Brugnoli.


CONGIUNTURA FLASH LUGLIO: LA DOMANDA BASSA FRENA LA RISALITA
In Italia, nonostante il rimbalzo, la risalita è incompleta e l’attività ancora compressa. La domanda interna è fredda, l’export in parziale risalita e il mercato del lavoro debole. Questa l’analisi del Csc nella congiuntura mensile. L’Eurozona è in recupero, gli spread sovrani sono in calo anche sull’onda dell’accordo europeo sul Recovery Fund. Molti mercati esteri sono ancora frenati dalla pandemia e il commercio mondiale resta difficile, con luci e ombre negli USA e la Cina in debole ripartenza.






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