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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 5 febbraio 2021

L'Aquila, 5 febbraio 2021



GOVERNO: DA MATTARELLA SCELTA SAGGIA. DRAGHI PATRIMONIO DEL PAESE. PRONTI AL CONFRONTO
“Ci siamo trovati di fronte a una situazione sconcertante. E proprio nel cuore di una crisi gravissima. Mi ritrovo perfettamente nelle parole del Presidente della Repubblica. Stiamo vivendo tre emergenze contemporaneamente: sanitaria, sociale ed economica. L'incarico a Draghi mi è sembrato una scelta saggia”.
Con queste parole il presidente Carlo Bonomi ha commentato, in un’intervista su La Stampa, l’incarico che il Presidente Mattarella ha affidato a Mario Draghi per formare un nuovo governo e superare la crisi politica. Secondo Bonomi, Draghi “è una persona seria, competente, autorevole ed efficace. Alla politica noi abbiamo sempre chiesto un metodo di lavoro. Abbiamo sperato di poterci confrontare con persone serie, autorevoli, competenti” – ha aggiunto il presidente. Nel corso del colloquio con La Stampa è stato affrontato anche il tema delle riforme necessarie all’Italia per superare la grave crisi in cui versa. “Abbiamo sempre pensato fosse necessario combattere la povertà ma è sotto gli occhi di tutti che il reddito di cittadinanza come strumento per favorire la ricerca di un lavoro ha fallito” – ha chiarito Bonomi alla domanda su una possibile rimodulazione di Reddito di cittadinanza e Quota 100. “Abbiamo bisogno di una riforma radicale degli ammortizzatori sociali e di politiche attive del lavoro efficaci, non solo imperniate sui centri pubblici per l'impiego. Sono due riforme che vanno insieme. A luglio abbiamo presentato una nostra proposta al Governo, ma non se ne è mai fatto nulla”. E su Quota 100 ha sottolineato: “ Abbiamo sempre avvertito che Quota 100 avrebbe creato problemi di sostenibilità del debito pubblico e aggravato l'ingiustizia verso i più giovani”. Nell’intervista Bonomi è tornato anche sul blocco dei licenziamenti: “All'inizio della pandemia eravamo in emergenza ed era naturale prevedere un intervento di natura emergenziale come il blocco, che peraltro non è stato adottato in nessun altro Paese occidentale. Nessuno vuole fare macelleria sociale. Dobbiamo invece graduare l'uscita dal blocco prolungando la cassa Covid per le aziende in gravi difficoltà ma togliendo il vincolo alle altre”.
Più in generale, Bonomi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di attuare profonde riforme strutturali, che diventa ancora più urgente di fronte dell’opportunità storica offerta dal Recovery fund europeo. “Senza ristrutturare a fondo la nostra pubblica amministrazione non riusciremo mai a spendere 200 miliardi di euro in 6 anni. In media ce ne mettiamo 15 a realizzare le opere di valore superiore ai 100 milioni. Dobbiamo riformare pubblica amministrazione, giustizia e lavoro. A cui si aggiunge la necessità di una importante revisione dell’impianto fiscale italiano”. E, concludendo l’intervista, il Presidente ha rivolto un appello alle forze politiche: “I partiti devono valutare con attenzione quali sono i reali interessi del Paese e guardare alla sua unità, come ha detto Draghi accettando l'incarico”.

ECONOMIA: RIPRESA A META’ 2021. SERVIZI ANCORA IN CRISI, L’INDUSTRIA REGGE. PRODUZIONE IN LIEVE RECUPERO
“Il recupero del PIL italiano è posticipato, una vera ripresa si potrebbe avere solo da metà 2021 se la vaccinazione abbatterà l’emergenza sanitaria e farà ripartire i consumi. Così Il Centro Studi nella congiuntura flash mensile. “Più ampia a inizio 2021 la forbice in Italia tra servizi ancora in crisi e industria che regge, con andamenti divergenti anche nelle corrispondenti dinamiche dei prezzi al consumo. Per l’export italiano lo scenario è un po’ migliorato, sulla scia di scambi mondiali in lenta espansione, mentre le principali economie dell’Eurozona hanno chiuso il 2020 meno peggio del previsto. I tassi sovrani a gennaio restano moderati per l’Italia, poco sopra i minimi, nonostante la nuova instabilità politica e solo grazie ai massicci acquisti di titoli effettuati dalla BCE. Nel 2020 in Italia l’impatto della crisi sanitaria è stato molto vario tra settori e tipologie di imprese, molte delle quali hanno accumulato più debito ma non hanno potuto usarlo per nuovi investimenti”.
Quanto alla produzione industriale italiana, nell’indagine rapida il Csc ha certificato “un recupero a gennaio (+1,0%), dopo la sostanziale stagnazione rilevata in dicembre (-0,1%). Nel quarto trimestre del 2020 si è avuta una diminuzione dello 0,8% sul terzo e nel 2020 dell’11,4% sul 2019 (nei dati corretti per gli effetti di calendario), un calo meno forte di quello registrato nel 2009, l’anno della crisi finanziaria internazionale (-18,7%). Alla luce dei risultati dell’indagine, risulta lievemente negativo il contributo dell’industria alla variazione congiunturale del PIL italiano nell’ultimo trimestre del 2020, diminuito del 2,0% secondo le stime preliminari dell’ISTAT. La dinamica tra fine 2020 e inizio 2021 conferma il persistere di un contesto economico debole, soprattutto a causa dell’andamento nei servizi, fortemente penalizzati dalle misure di contenimento introdotte negli ultimi mesi per frenare la crescita dei contagi da Covid-19”.

RECOVERY: CONFINDUSTRIA PROPONE PATTO PER LIFE SCIENCES. SERVE GRANDE ALLEANZA PUBBLICO-PRIVATO
"Le grandi sfide strategiche della sanità italiana necessitano del massimo delle energie disponibili in campo e devono essere affrontate con una grande alleanza tra pubblico e privato". Così Gianfelice Rocca, Special Advisor di Confindustria per le Life Sciences, in audizione sul piano di ripresa e resilienza alla Camera. E’ necessario rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori del sistema, pubblici e privati, sulla base di criteri e modalità condivise e trasparenti – ha affermato Rocca – e per questo Confindustria propone un Patto per le Life Sciences, attraverso la costituzione di una cabina di regia comune. Consapevoli del nostro ruolo nel rilancio del benessere dei cittadini italiani, nei mesi scorsi abbiamo redatto un position paper, intitolato 'La prosperità dell'Italia passa dal settore salute', per fornire il nostro contributo allo sviluppo delle riforme e degli investimenti che dovranno caratterizzare i prossimi anni" - ha spiegato Rocca di fronte alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive. "Le energie private rappresentano infatti un asset a servizio della collettività per raggiungere obiettivi di pubblico interesse: la salute delle persone e lo sviluppo economico". Entrando nel merito delle proposte, Gianfelice Rocca ha evidenziato che il Pnrr "prevede circa 18 miliardi di investimenti sanitari entro il 2026" e ha indicato che "sarebbe auspicabile l'utilizzo di un approccio basato sulla misurazione dei risultati degli investimenti sia in termini di costi gestionali che di eventuali guadagni di efficienza. Gli investimenti in edilizia sanitaria, ad esempio, devono basarsi anche sul principio della sostenibilità gestionale secondo tecniche di design-to-cost per poter garantire la disponibilità di risorse dedicate alla cura dei cittadini" – ha concluso.


In allegato l'intervista de La Stampa a Carlo Bonomi. Bonomi_a_La_Stampa_4_febbraio.pdf

In allegato l'audizione parlamentare alla Camera di Gianfelice Rocca audizionepnrr-gianfelicerocca.pdf





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