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Presentazione MEPA


Sette giorni - newsletter di Confindustria del 19 febbraio

L'Aquila, 19 febbraio 2021



GOVERNO: DA DRAGHI CHIARA VISIONE INTERNAZIONALE ED EUROPEISTA. ORA E’ IL MOMENTO DELL’UNITA’
“Esprimiamo grande soddisfazione per la chiara visione internazionale ed europeista espressa dal Presidente del Consiglio Draghi: l’irreversibilità dell’euro, la necessità di essere protagonisti in una Europa sempre più integrata, l’alleanza atlantica, il multilateralismo nei rapporti commerciali”.
Così il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha commentato in una nota l’intervento programmatico in Senato del Presidente del Consiglio Mario Draghi. “Ci auguriamo che i partiti condividano e sostengano il forte appello all’unità che ha lanciato il Presidente del Consiglio Draghi, ribadendo il dovere di cittadinanza. Un dovere anteposto alle appartenenze politiche, la svolta che serve per affrontare la pandemia e per rilanciare un Paese che non cresce da molti anni e che oggi affronta nuove immense difficoltà”.
“In materia di finanza pubblica – ha continuato Bonomi - condividiamo il forte richiamo ad evitare, con nuovo cattivo debito, un ulteriore e grave furto alle generazioni future. Così come condividiamo la ferma volontà di lavorare a una riforma fiscale finalmente organica e non più ‘una tassa alla volta’, scritta da esperti e che coniughi progressività con incentivi, senza invece ostacolare la crescita del Paese. Condivisibile anche il richiamo alla necessità di tornare a realizzare interventi di legge necessari per estendere la concorrenza alle troppe aree della vita economica del Paese in cui non viene applicata. Senza, l’apporto positivo della produttività ad opera della sola industria e manifattura non bastano alla crescita italiana” – ha osservato il Presidente Bonomi.
“Apprezziamo molto l’esplicito richiamo a coinvolgere nel piano vaccinale tutte le risorse e le disponibilità del settore privato al fine di implementare rapidamente la maggior copertura possibile della popolazione e, al contempo, a mutuare l’esperienza dei Paesi che si sono mossi con maggiore efficienza ed efficacia su questo fronte. Nel recente passato, queste due nostre richieste sono state ignorate” – ha fatto notare il leader degli industriali.
“Prendiamo atto che il Governo si riserva di rivedere il PNRR – alla cui presentazione mancano solo 8 settimane – solo dopo che il Parlamento si sarà espresso sulla bozza del governo precedente. Rivolgiamo infine un appello al Presidente del Consiglio Draghi: non vorremmo di nuovo, tra poche settimane, assistere a una nuova protrazione del blocco generale dei licenziamenti al fine di prendere ancora tempo. Sarebbe l’invito alle imprese a rinviare ulteriormente riorganizzazioni, investimenti e assunzioni: un segnale decisamente sbagliato” – ha sottolineato Carlo Bonomi. “Abbiamo chiesto da 8 mesi di confrontarci su due riforme che vanno avviate subito: la prima relativa agli ammortizzatori sociali che tenga conto della complessità del settore produttivo, e la seconda inerente alle politiche attive del lavoro con il pieno coinvolgimento dei privati. Entrambe sono volte alla formazione e alla rioccupabilità dei lavoratori, cosa che invece non avviene con le CIG e i Centri Pubblici per l’Impiego. Ora – ha concluso il Presidente di Confindustria - è il momento di agire, per rendere davvero concreto l’impegno a non lasciare ".

LAVORO: SUBITO LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI. IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI SIA SELETTIVO, AGIRE SU POLITICHE ATTIVE E CORREGGERE IL DECRETO DIGNITA’
“Al ministro ho rappresentato le nostre priorità, partendo da un ragionamento che riguarda il metodo, su cui siamo perplessi. A noi va bene l’ascolto, ma abbiamo suggerito di trasformarlo in dialogo. Bisogna avere la possibilità di interagire. E poi abbiamo chiesto di fare sintesi, assieme alla controparte sindacale. È giusto discutere con loro dei problemi che riguardano tutte le parti sociali”. Così Maurizio Stirpe, Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le relazioni industriali in un’intervista a la Stampa, dopo il primo faccia a faccia con il neo ministro per il Lavoro Andrea Orlando.
“E il momento di fare presto - ha detto Stirpe - sette mesi fa abbiamo presentato un progetto di riforma degli ammortizzatori sociali e non ci è stato dato nessun tipo di riscontro. E la cosa paradossale è che se non lo mettiamo in pratica non possiamo eliminare il blocco dei licenziamenti. Ci vuole pragmatismo”. E su questo tema Stirpe ha affermato: “La nostra posizione è chiara: è corretto fermare i licenziamenti per tutte le attività che sono ferme per decreto, che devono continuare a ricevere la cassa Covid gratuita e il differimento degli oneri fiscali e contributivi”. Invece “per quanto riguarda le aziende che magari hanno ridotto i loro livelli di attività ma possono continuare a lavorare, è necessario che si torni a regimi ordinari, per avere l’opportunità di riposizionarsi sul mercato il più in fretta possibile” - ha chiarito il Vice Presidente. Nel corso dell’incontro Stirpe ha evidenziato al Ministro anche la necessità di affrontare ulteriori priorità: “Bisogna intervenire per mitigare gli effetti del decreto dignità per quanto riguarda le causali relative ai contratti a termine. Partendo dalla considerazione che dei 444 mila nuovi disoccupati la maggior parte è a termine, occorre agevolare anche provvisoriamente questo regime per recuperare quanti più posti possibile, proprio per venire incontro ai settori che hanno usufruito di questi lavoratori” - ha fatto notare il Vice Presidente che ha poi affrontato il tema delle pensioni: “Anche qui siamo stati chiari. Abbiamo la legge Fornero che prevede già delle mitigazioni, si tratterebbe di estendere il regime delle salvaguardie anche ad altri casi, ma quella norma esiste, è inutile metterla in discussione ogni anno. Magari agiamo sulle circostanze che ne possono attutire gli effetti”. E sul reddito di cittadinanza Stirpe ha fatto notare che “se si fa la riforma degli ammortizzatori bisogna stralciare la parte relativa alle politiche del lavoro. Dovrebbe rimanere come strumento di contrasto alla povertà, irrigidendo i criteri” - ha concluso.

EX ILVA: EVITARE LO SPEGNIMENTO DELL’AREA A CALDO. A RISCHIO INTERE FILIERE, POSTI DI LAVORO E INVESTIMENTI IN SOSTENIBILITA’
“Evitare lo spegnimento del ciclo integrale a caldo dell’ex ILVA”. Questo è l’appello che Confindustria ha rivolto in una nota al Governo e a tutte le Istituzioni coinvolte, a seguito della pronuncia del TAR di Lecce che ha disposto il blocco. “In attesa delle decisioni del Consiglio di Stato, vogliamo e dobbiamo sottolineare quattro aspetti essenziali di interesse nazionale. Primo: interrompere la produzione e la fornitura dell’acciaio prodotto a Taranto mette in seria difficoltà le intere le filiere della manifattura italiana che ne hanno necessità. Secondo: si avrebbe un sicuro e rilevante aggravio della bilancia commerciale nazionale, poiché occorrerebbe importare l’acciaio dall’estero in una già difficile congiuntura per la siderurgia a livello mondiale. Terzo: la chiusura nell’immediato vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per limitare il numero di esuberi, mettendo a serio rischio migliaia di lavoratori e famiglie. Quarto: sarebbe vanificato in maniera traumatica e definitiva il processo di investimenti per la messa in sicurezza degli impianti e per la sostenibilità ambientale della produzione che, da oltre 8 anni, è al centro degli sforzi pubblici e privati per l’ex ILVA. Confidiamo pertanto in un’azione sinergica di tutte le Istituzioni, affinché ascoltino la voce delle imprese in una materia di tale rilevanza” – concludeva la nota Confindustria.







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