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CONFINDUSTRIA L'AQUILA: “Il nuovo statuto regionale è irricevibile. Aperti al confronto, ma il capoluogo sia tutelato".




“Siamo sempre stati disponibili ad aprire un confronto serio e concreto sulla regionalizzazione di Confindustria Abruzzo e fin dal 2016, ma oggi ci vediamo costretti a richiedere la presenza di Confindustria nazionale al tavolo di lavoro, quale garante del corretto processo di revisione organizzativa. In un eventuale nuovo assetto organizzativo, infatti, il territorio aquilano ha assoluta necessità di essere tutelato anche solo per la concretizzazione delle opere post sisma e per gli investimenti Pnrr”. Con queste premesse il presidente di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, ha inviato, nei giorni scorsi, una lettera al vice presidente nazionale di Confindustria, Alberto Marenghi, alla luce della convocazione, per il prossimo 16 febbraio, del Consiglio di presidenza di Confindustria Abruzzo, che prevede all'ordine del giorno l'approvazione del nuovo Statuto dell'associazione. “Nel massimo rispetto istituzionale”, evidenzia Podda, “ho inteso porre l'attenzione su uno statuto che, così com'è stato predisposto, risulta per i miei associati e per il territorio da noi rappresentato irricevibile e sul quale non c'è stata alcuna preventiva analisi congiunta e soprattutto condivisione. Nei fatti Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno è stata sempre favorevole ad arrivare ad una configurazione unica regionale, e siamo in attesa di una convocazione, ma è necessario ripristinare subito il giusto percorso di dialogo e confronto sul nuovo Statuto di Confindustria Abruzzo, che porti ad un risultato finale soddisfacente per tutti e non di una parte solamente come oggi facilmente leggibile”. Secondo la bozza di testo statutario si prevede, tra l’altro, lo spostamento della sede legale di Confindustria Abruzzo dall'Aquila a Pescara. “Dopo oltre 50 anni di storia e tradizione, la sede legale di Confindustria Abruzzo verrebbe trasferita dal capoluogo di Regione, a Pescara”, prosegue Podda, “così venendo a mancare la direzione e la presenza concreta della rappresentanza confindustriale dove sono allocati i centri decisionali del territorio regionale. Altro elemento che ci è stato proposto è la connessione della “governance” con la “consistenza organizzativa” delle organizzazioni territoriali la quale stranamente, non è mai stata fondamento per giustificare una sede legale diversa da quella del capoluogo di Regione. Se, infatti, fosse realizzata, costituirebbe un caso unico nel panorama nazionale di Confindustria, teso alla marginalizzazione sia del capoluogo che delle aree interne abruzzesi”. Ulteriore elemento presente nella bozza di Statuto è il meccanismo di rotazione della Presidenza regionale, che verrebbe affidata per ben sei anni consecutivi a Confindustria Medio Adriatico e soli due anni a Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, “rendendo irrilevante questa presenza nella sua azione progettuale a lungo termine da connettere, invece, ai tempi della consiliatura regionale”, prosegue Podda, “come è di assoluta evidenza, il documento proposto umilia il fondamento stesso dello spirito associativo che proprio in Confindustria tende ad armonizzare le ricchezze territoriali, combinando insieme l’esperienza delle grandi aziende con quelle di dimensioni più contenute in una virtuosa collaborazione di filiera. Pur considerando quindi la maggiore consistenza organizzativa espressa da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico”, conclude Podda, “è indispensabile creare le condizioni affinché Confindustria Abruzzo, animata oggi da sole due associazioni, sia in grado di operare correttamente e di valorizzare, con equilibrio, contesti territoriali oggettivamente differenti, quali le aree interne da un lato e le aree costiere dall’altro, garantendone comunque la rispettiva rappresentanza ed efficacia”.

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