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Dante Labs, da startup a multinazionale della genetica avanzata

Aggiornamento: 16 apr

Andrea Riposati e Mattia Capulli - Titolari di Dante Labs
Andrea Riposati e Mattia Capulli - Fondatori di Dante Labs

Dante Labs conquista la prima posizione della lista Stelle del Sud 2024 realizzata da Statista e dal Sole 24 Ore. La società - startup nel 2016 e oggi multinazionale nell’ambito del sequenziamento del genoma - ha avuto un tasso di crescita pari a 258,32% in quattro anni, dal 2019 al 2022.

In progressione, anche il modello di business si è evoluto e con le sue tre sedi - all’Aquila, a New York e a Dubai - Dante Labs copre il mercato europeo, statunitense e del Medio Oriente, ovvero quasi 100 paesi nel mondo.


In Italia, l’azienda è insediata nel Tecnopolo d’Abruzzo, incubatore d’impresa nato dalle ceneri del polo elettronico dell’Aquila. A fondarla insieme al 42enne manager Andrea Riposati, il suo amico e coetaneo, Mattia Capulli, anch’egli aquilano, ex compagni di liceo nel capoluogo regionale, si sono poi rincontrati negli States dove hanno deciso di creare una impresa proprio all’Aquila.

 

«Abbiamo creduto e investito in una settore che solo una decina di anni fa era di nicchia, quello della personalizzazione delle cure, che oggi è invece la frontiera della medicina contemporanea, quella di precisione, grazie alle innovazioni nel campo di biologia molecolare, biotecnologie, genetica e informatica - ricorda Riposati, co-fondatore e Ceo di Dante Labs -. Come negli anni passati abbiamo continuato a investire sia in Italia che all’estero nelle aree della genomica che ci permettono di avere un vantaggio competitivo. In pratica, ci siamo concentrati sull’interpretazione del Dna e su quella che è l’actionability, ovvero come rendere le informazioni genomiche utilizzabili. L’obiettivo non è quello di dare un’indicazione del rischio di malattia, ma fornire un preciso piano di prevenzione per il medico da condividere con il paziente. Oggi lavoriamo con gli specialisti, le cliniche, le università (tra cui quella di Harvard), aziende biotech e farmaceutiche. L’anno scorso l’80% dei ricavi è stato prodotto da queste realtà, il 20% dall’e-commerce, cioè i privati».


Il fiore all’occhiello dell’azienda è rappresentato dalla piattaforma genomica proprietaria, un sistema basato sull’intelligenza artificiale e machine learning in grado di integrare e ottimizzare tutte le risorse e le informazioni creando importanti sinergie con gli stakeholder. In particolar modo, la piattaforma agisce come “trait d’union” tra la pratica clinica laboratoriale, i complessi dati genomici derivanti dalle analisi e la refertazione ai clienti; il tutto basato su complessi algoritmi in grado di automatizzare i processi e velocizzare la pratica clinica. «Nel 2023 abbiamo aumentato la capacità di sequenziamento nel laboratorio dell’Aquila e acquistato nuovi sequenziatori di ultima generazione che producono meno energia e molti meno rifiuti, il che aiuta tutta la catena del valore e rende anche più semplice la logistica, lo smaltimento e le operation - contiuna Riposati -. Non solo. Abbiamo fatto investimenti sia sulle nuove omiche, diventando il primo centro in Italia per la proteomica, sia sulla componente di epigenetica e trascrittomica per l’oncologia».

 

E in tema di innovazione e investimenti, Dante Labs ha anche un progetto in corso sull’intelligenza artificiale (Ai) generativa. «Abbiamo sempre utilizzato l’intelligenza artificiale standard per predire l’evoluzione di malattie o di virus, incluso il Covid, e per ottimizzare tutti i processi di qualità e di sequenziamento di laboratorio - riprende Riposati -. Adesso stiamo lavorando sull’Ai generativa e sviluppando il nostro Llm (Large language model) proprio per aumentare l’interpretazione dell’analisi e fornire uno strumento in più ai medici. Non si tratta di un black box, in cui non si sa quello che succede dentro, ma uno strumento di supporto che utilizza sia il dato genomico del Dna completo, sia la storia del paziente, i referti clinici e in futuro anche le altre analisi omiche».


Oggi, e ancor di più in futuro, per accedere alle terapie avanzate la conoscenza della genomica diventa fondamentale, eppure non tutte le società di sequenziamento hanno avuto successo. «Il successo dipende da due fattori di eccellenza: quella scientifico-tecnologica e quella nelle operations - spiega Riposati -. Una parte su cui abbiamo investito, che magari è meno sexy ma è molto importante, è appunto quella dell’eccellenza operativa nel laboratorio, personalizzando la tecnologia così da ottimizzare il processo. Questo ci ha permesso di far crescere non solo i ricavi, ma anche i margini di profitti da reinvestire. In pratica, al contrario dei competitor, noi offriamo un servizio che ha un costo interno inferiore. Come nell’industria farmaceutica, grazie all’integrazione del software nei processi di analisi, riusciamo ad avere un controllo automatico della qualità e delle metriche, quindi un sistema molto più efficiente di sequenziamento che da un lato abbassa i costi di laboratorio e dall’altro innalza la qualità e la standardizzazione. Un altro esempio è Tesla: non ha investito solo su una nuova tecnologia, ma ha creato all’interno delle sue fabbriche dei macchinari nuovi proprietari per la costruzione delle auto».


FONTE: Francesca Cerati - il Sole 24 ore

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