News: Sette giorni - newsletter di Confindustria del 16 settembre 2022
(Categoria: Novità)
Inviato da francescodb
lunedì 19 settembre 2022 - 10:18:32



I temi della settimana


UDIENZA DEL PAPA ALL’ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA, BONOMI: IMPEGNO DELLE IMPRESE PER DARE LAVORO, FUTURO E DIGNITA’. VOGLIAMO E SOGNIAMO UN’ITALIA UNITA

“Il va­lo­re del la­vo­ro, di un la­vo­ro de­gno che ri­spet­ti la per­so­na, ra­di­ca­to nel­la di­gni­tà ori­gi­na­ria di ogni don­na e uomo, in­sop­pri­mi­bi­le e in­di­spo­ni­bi­le a qua­lun­que po­te­re o ideo­lo­gia”. Que­sto il passaggio cen­tra­le del discorso del Pre­si­den­te Car­lo Bo­no­mi davanti a 5000 im­pren­di­to­ri ac­com­pa­gna­ti dai fa­mi­lia­ri, in occasione del­l'U­dien­za del Papa al­l'As­sem­blea di Con­fin­du­stria 2022. “Una de­ci­sio­ne as­sun­ta mesi fa, quan­do non avrem­mo im­ma­gi­na­to che si sa­reb­be te­nu­ta a po­chi gior­ni dal­le ele­zio­ni po­li­ti­che”, ha spie­ga­to Bo­no­mi, ri­cor­dan­do le prio­ri­tà del sistema produttivo e ri­ba­den­do al tem­po stes­so gli im­pe­gni che le im­pre­se sono pron­te ad as­su­mer­si verso il Pae­se.


Il ‘fil rou­ge’ del­la re­la­zio­ne di Bo­no­mi è rap­pre­sen­ta­to dal la­vo­ro, un la­vo­ro che deve ave­re però una sua di­gni­tà so­cia­le ed eco­no­mi­ca e che pos­sa es­se­re svol­to in con­di­zio­ni di si­cu­rez­za. “Ci sono an­co­ra in Ita­lia trop­pi set­to­ri dove l’of­fer­ta di la­vo­ro è ca­rat­te­riz­za­ta da in­fi­me re­tri­bu­zio­ni, dove c'è il la­vo­ro nero, im­pie­ghi pre­ca­ri, ma que­sto non ri­guar­da l'in­du­stria, non sia­mo noi ad of­fri­re que­ste for­me di sot­toc­cu­pa­zio­ne, di vero e pro­prio sfrut­ta­men­to”. Per que­sto, il Pre­si­den­te ha sot­to­li­nea­to l’im­por­tan­za del “la­vo­ro de­gno e non sus­si­di che lo sco­rag­gia­no. Bi­so­gna dare una ri­spo­sta agli squi­li­bri, quindi le in­giu­sti­zie sul la­vo­ro, l’ag­gi­ra­men­to di ga­ran­zie, la bas­sa ca­pa­ci­tà di of­fri­re una for­ma­zio­ne ade­gua­ta, l’in­se­ri­men­to de­gli im­mi­gra­ti, il de­cli­no de­mo­gra­fi­co. Come im­pre­se in­du­stria­li ba­sa­te sul la­vo­ro sen­tia­mo più che mai il do­ve­re di of­fri­re il no­stro con­tri­bu­to”, ha det­to Bo­no­mi nel cor­so del suo in­ter­ven­to in Aula Pao­lo VI. “Sia­mo un Pae­se di­vi­so, smar­ri­to, in­giu­sto con trop­pi dei suoi fi­gli e schiac­cia­to sul pre­sen­te – ha pro­se­gui­to il pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, esprimendo pre­oc­cu­pazione per la sof­fe­ren­za so­cia­le che investe una va­sta parte del­la so­cie­tà. “Bi­so­gna vol­ta­re pa­gi­na, con­ti­nue­re­mo a vo­le­re e a so­gna­re un Pae­se uni­to, in cui il ver­bo prio­ri­ta­rio non è ‘pren­de­re’, ma è ‘da­re’: dare agli al­tri, dare la­vo­ro, fu­tu­ro, di­gni­tà e li­ber­tà”, ha scandito Carlo Bonomi, aggiungendo che “dal Co­vid alla guer­ra in Ucrai­na, in ognu­na di que­ste ter­ri­bi­li pro­ve, in cui sono sta­te, e re­sta­no, a ri­schio le im­pre­se e cen­ti­na­ia di mi­glia­ia di po­sti di la­vo­ro, il faro che ci ha gui­da­to è sem­pre sta­to quel­lo di pen­sa­re prio­ri­ta­ria­men­te a come di­fen­de­re - tut­ti in­sie­me - il la­vo­ro, la cre­sci­ta e la coe­sio­ne so­cia­le del­l'in­te­ro Pae­se”. Per il Pre­si­den­te, “bi­so­gna rea­liz­za­re quel­l’u­ma­ne­si­mo in­du­stria­le che vede l’im­pre­sa pro­ta­go­ni­sta e mo­to­re. Oggi che gli oriz­zon­ti del­la po­li­ti­ca sem­bra­no sem­pre più cor­ti e schiac­cia­ti su fal­se prio­ri­tà, av­ver­tia­mo la ne­ces­si­tà di pro­get­ti di lun­go oriz­zon­te, come uni­ca via per dare ri­spo­sta ai dram­ma­ti­ci pro­ble­mi del­la so­cie­tà ita­lia­na. L’in­con­tro con il Pon­te­fi­ce è sta­to vo­lu­to pro­prio per riaf­fer­ma­re que­sti va­lo­ri”, ha con­clu­so Bo­no­mi, ri­cor­dan­do l’im­por­tan­za del­le im­pre­se nel­le fasi di cri­si e ri­vol­gen­do un rin­gra­zia­men­to a tut­to il Si­ste­ma Con­fin­du­stria per aver di­mo­stra­to di es­se­re una del­le for­ze es­sen­zia­li che sostengono l'I­ta­lia nel mon­do. “È que­sto il gran­de pa­tri­mo­nio col­let­ti­vo, che gra­zie al­l'im­pe­gno di tut­ti, of­fria­mo al Pae­se".

RAPPORTO PMI 2022: CON GUERRA UCRAINA E CRISI ENERGETICA A RISCHIO RIPRESA NEL BIENNIO 2022-23
Il Rapporto Regionale PMI 2022, realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con UniCredit e Gruppo 24 Ore, analizza gli andamenti e le prospettive delle 160 mila società italiane che - impiegando tra 10 e 249 addetti e con un giro d’affari compreso tra 2 e 50 milioni di euro - rientrano nella definizione europea di piccola e media impresa, e generano un valore aggiunto complessivo pari a 204 miliardi di euro. Lo studio tiene conto del conflitto russo-ucraino e della persistenza dei rincari sul mercato delle materie prime e analizza l’esposizione delle PMI italiane ai rischi climatici, ambientali e di transizione nelle diverse regioni. “Il pro­ces­so di re­cu­pe­ro del­le PMI ita­lia­ne po­treb­be su­bi­re un ral­len­ta­men­to nel pros­si­mo bien­nio. Nel­lo sce­na­rio “base”, i li­vel­li pre-Co­vid sa­ran­no re­cu­pe­ra­ti in tut­te le aree già a par­ti­re dal 2022; nel­lo sce­na­rio “wor­st” la di­na­mi­ca di ri­pre­sa dei ri­ca­vi del­le PMI po­treb­be su­bi­re in­ve­ce un net­to ar­re­sto", per ef­fet­to di un peg­gio­ra­men­to del­lo sce­na­rio geo­po­li­ti­co. Que­sto, in sin­te­si, è il mes­sag­gio con­te­nu­to nel Rap­por­to sullo stato di salute delle Pmi italiane. “A li­vel­lo com­ples­si­vo, le PMI che ope­ra­no in set­to­ri a ri­schio di tran­si­zio­ne alto o mol­to alto sono 16 mila (il 10,6% del to­ta­le) e im­pie­ga­no 478 mila ad­det­ti (l’11,0%). In­cro­cian­do le di­men­sio­ni ana­liz­za­te, le PMI che pre­sen­ta­no al­me­no un ri­schio sono 45.781 (il 29,8% del to­ta­le), con un vo­lu­me di de­bi­ti fi­nan­zia­ri pari a 87,7 mi­liar­di di euro. In una fase come quel­la at­tua­le, i li­mi­ti strut­tu­ra­li del­le no­stre PMI ap­pa­io­no quan­to mai evi­den­ti e ri­schio­si per la te­nu­ta del no­stro si­ste­ma im­pre­se. Per que­sto – si leg­ge nel Rap­por­to - è ne­ces­sa­rio agi­re con in­ter­ven­ti tam­po­ne ma an­che strut­tu­ra­li e con l’o­biet­ti­vo di so­ste­ne­re la com­pe­ti­ti­vi­tà del­le im­pre­se, vero mo­to­re per la ri­pre­sa del Pae­se".

ITALIA-COSTA D’AVORIO: LE IMPRESE ITALIANE INCONTRANO IL PRESIDENTE IVORIANO ALASSANE OUATTARA
“Con il Piano Nazionale di Sviluppo 2021-2025, la Costa d’Avorio punta a rafforzare la propria posizione come punto di riferimento nell’area dell’Africa occidentale. Le nostre imprese sono pronte a cogliere le opportunità in molti settori strategici, come l’agroindustria, le energie rinnovabili, i trasporti e le infrastrutture, la logistica, alimentando percorsi di competitività a beneficio di tutti: imprenditori locali e italiani, dipendenti, famiglie”, ha detto la Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria Barbara Beltrame Giacomello all’incontro con il Presidente della Repubblica della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, al quale hanno partecipato oltre 250 tra imprese italiane e rappresentanti del Governo ivoriano. “Il modello che promuoviamo - ha continuato Beltrame - è quello del co-sviluppo e pone come obiettivo primario quello di una crescita economica sostenibile e diffusa tra la popolazione. Seppur la nostra presenza non è ancora numericamente consistente, i dati economici del paese sono incoraggianti e pongono le premesse per essere più presenti e strutturati. Oggi abbiamo posto le basi per questa nuova sfida”. L’iniziativa, organizzata da Confindustria in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo e l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia, è stata incentrata sulle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Sviluppo 2021-2025 del paese, stimato in 90 miliardi di euro, con focus su Energie rinnovabili e Miniere, Infrastrutture e Edilizia, Agroalimentare che punta a trasformare, entro il 2030, l’economia ivoriana attraverso l’industrializzazione di tutti i settori. All’evento era presente anche il Primo Ministro Patrick Jerôme Achi, accompagnato da 10 ministri rappresentanti dei settori economici strategici per l’economia ivoriana, a testimonianza della considerazione e della forte volontà di collaborazione con le aziende italiane.




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