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Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, la Vice Presidenza va a Teramo. Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno: “Uno schiaffo al territorio aquilano, calpestati gli equilibri istituzionali”.

1 giorno fa
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L’esito della votazione per l’elezione del Vice Presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, avvenuta ieri pomeriggio nel corso della riunione della Giunta camerale, che ha visto l'elezione del Rappresentante della Cia, Roberto Battaglia, non può non suscitare un'amara riflessione sull’equilibrio complessivo della rappresentanza territoriale all’interno dell'Ente camerale. Il Presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi, prima della votazione, ha richiamato la finalità di "garantire la rappresentanza equilibrata delle circoscrizioni territoriali provinciali sancita dallo Statuto e dal Regolamento camerale, rilasciando una dichiarazione che riportiamo integralmente per opportuno dovere di cronaca. "La questione riguarda l’equilibrio istituzionale complessivo della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia e la necessità che esso rispecchi effettivamente la pari dignità delle due Province che ne costituiscono la circoscrizione", afferma Ezio Rainaldi, Presidente di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno. A nulla è valsa la dichiarazione del Presidente Rainaldi, prevalendo l’azione politica che non ha nulla a che vedere con l’equilibrio del sistema economico, che invece avrebbe dovuto trovare una concreta applicazione nell’insieme delle scelte di governance dell’Ente, consentendo ai due territori provinciali di sentirsi adeguatamente rappresentati. Rainaldi ricorda che "il territorio aquilano ha affrontato, negli anni, le scelte relative alla governance camerale con senso di responsabilità e con una precisa volontà di privilegiare le ragioni del sistema rispetto a logiche territoriali contrapposte. In questa prospettiva, Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno ha sostenuto anche la scelta di un ulteriore mandato quinquennale alla Presidenza espressione del territorio teramano, nella persona di Antonella Ballone, che si aggiunge ai precedenti cinque anni di presidenza. Una scelta che il sistema aquilano ha accettato nella convinzione che il sacrificio di una parte potesse essere compensato da un effettivo equilibrio complessivo nella rappresentanza e nella governance della Camera". Oggi, però, proprio alla luce delle decisioni assunte, ribadisce Confindustria, tale equilibrio appare sempre più difficile da riscontrare. "Se il territorio teramano esprime la presidenza per un arco complessivo di dieci anni e, contemporaneamente, la vicepresidenza con funzioni vicarie viene affidata a un esponente essenzialmente riconducibile al medesimo territorio, è legittimo interrogarsi su quale sia, nell’attuale assetto, lo spazio effettivamente riconosciuto alla Provincia dell’Aquila", sottolinea con forza Rainaldi,"non può passare come un'anomalia il concetto che i vertici camerali - ovvero la Presidente Ballone (Confindustria) e il vice presidente papabile, unico rappresentate del territorio aquilano (Rainaldi) siano entrambi espressione del mondo industriale (cosa peraltro già avvenuta negli ultimi 5 anni di mandato con la Presidenza Ballone e la Vice Presidenza Frattale, entrambi in quota Industria). Sarebbe, invece, da chiedersi se l’anomalia risieda nel fatto che due mandati consecutivi, (per un totale di ben dieci anni!) di Presidenza vengano attribuiti al territorio teramano". Un equilibrio che viene percepito come sbilanciato rischia, secondo Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, di indebolire il senso stesso dell’aggregazione e la fiducia degli operatori economici nell’istituzione camerale."L’esito della votazione rappresenta, pertanto", conclude Rainaldi, "un elemento che sarà attentamente considerato nelle future valutazioni sull’assetto della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia. In tal senso, non potrà essere considerata estranea alle valutazioni anche l’opportunità di riconsiderare l’attuale modello di aggregazione camerale e, conseguentemente, la stessa permanenza del sistema aquilano all’interno dell’attuale Camera di Commercio interprovinciale. Non è una decisione assunta oggi, né vuole essere una posizione pregiudiziale. È una possibilità che Confindustria L’Aquila ritiene doveroso tenere aperta".


Di seguito l'intervento integrale del presidente Rainaldi nella seduta di giunta per l'elezione del vice presidente.


Dichiarazione del Presidente di Confindustria L’Aquila, Ezio Rainaldi: 

Prima di procedere alla votazione per l’elezione del Vice Presidente con funzioni vicarie, ritengo doveroso richiamare l’attenzione della Giunta su un principio che non può essere considerato né secondario né meramente formale. 

Chiedo che questa mia dichiarazione venga integralmente acquisita al verbale della seduta, affinché resti agli atti la posizione espressa e le ragioni per le quali ritengo che la scelta del Vice Presidente Vicario debba essere valutata non soltanto sotto il profilo della legittimità formale della candidatura, ma anche alla luce della finalità di equilibrata rappresentanza delle circoscrizioni territoriali provinciali. 

L’articolo 22 dello Statuto della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e l’articolo 2 del Regolamento della Giunta camerale stabiliscono espressamente che il Vice Presidente con funzioni vicarie venga eletto «al fine di garantire la rappresentanza equilibrata delle circoscrizioni territoriali provinciali». 

Si tratta, a mio avviso, di una previsione precisa, che deve orientare la scelta della Giunta e che assume un significato particolarmente rilevante alla luce della storia e delle ragioni che hanno accompagnato l’aggregazione delle Camere di Commercio di L’Aquila e Teramo. 

L’equilibrio territoriale richiamato dalle nostre norme non può ridursi ad una verifica puramente formale della provenienza o della circoscrizione di appartenenza del candidato. Deve tradursi in una rappresentanza effettiva, concreta e sostanziale dei territori provinciali che compongono la nostra Camera. 

Oggi siamo chiamati, dunque, non semplicemente ad eleggere una persona ad una carica, ma ad assicurare che la scelta compiuta sia coerente con quel principio di equilibrio che lo Statuto ha voluto porre a presidio della pari dignità dei territori. 

La provincia dell’Aquila, con il proprio tessuto imprenditoriale, economico e produttivo, con il ruolo del capoluogo e con il peso che essa rappresenta all’interno della circoscrizione camerale, deve poter vedere riconosciuta pienamente la propria dignità istituzionale e territoriale.  

Per questa ragione ritengo che, nell’individuazione del Vice Presidente vicario, debba essere attentamente considerata anche la concreta e stabile relazione del candidato con il territorio che è chiamato a rappresentare: non soltanto la sua appartenenza formale, ma la presenza effettiva, l’attività imprenditoriale e il radicamento economico e istituzionale nella relativa provincia. 

È questa, a mio giudizio, la sostanza del principio di “rappresentanza equilibrata” previsto dalle nostre norme: un equilibrio che deve essere reale e percepibile, non soltanto nominale. 

Non pongo, quindi, una questione personale né tantomeno una contrapposizione tra territori o tra singole persone. Pongo una questione di metodo istituzionale e di rispetto dello Statuto che tutti noi siamo chiamati ad osservare. 

La scelta del Vice Presidente vicario dovrebbe rappresentare un momento di equilibrio e di garanzia per entrambe le componenti territoriali, evitando che una provincia possa ritenere di essere stata privata, nella sostanza, di quella rappresentanza che le norme camerali intendono invece assicurare. 

Chiedo pertanto che il principio della equilibrata rappresentanza territoriale venga attentamente valutato dalla Giunta nella sua effettiva portata e che la scelta che ci apprestiamo a compiere sia assunta nella piena consapevolezza delle responsabilità istituzionali che essa comporta. 

Qualora la scelta dovesse ricadere su un componente che, pur formalmente compatibile, non risultasse coerente con il principio di effettiva rappresentanza territoriale e con gli altri requisiti previsti dalla normativa e dalle disposizioni camerali, ritengo doveroso che si proceda ad una puntuale verifica di tutti i requisiti richiesti per l'assunzione della carica. 

Il rispetto delle regole, in questo caso, non può essere soltanto formale. Deve esserlo anche nella loro finalità: garantire equilibrio, pari dignità e piena rappresentanza ai territori che costituiscono la Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia. 

È su questo principio che ritengo debba essere condotta la discussione e, conseguentemente, assunta la decisione.




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