ETS: la proposta della Commissione Europea e la posizione di Confindustria.
- Confindustria L'Aquila

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Vi Informiamo che il 17 luglio u.s. la Commissione Europea ha presentato la proposta di revisione del sistema ETS, introducendo alcune novità strutturali per accelerare il percorso di decarbonizzazione dell'Unione Europea.
Gli elementi principali della proposta della Commissione sono:
LRF (Linear Reduction Factor): rivisto al 3,7% per il 2031-2035 e all'1,7% per il 2036-2040. Dal 2036 le aziende potranno coprire fino al 2% del loro obbligo di consegna delle quote utilizzando crediti internazionali (progetti di decarbonizzazione in Paesi terzi) e mediante l'integrazione di 250 Mt di rimozioni permanenti di carbonio di origine domestica.
Free allocation: mantenuto oltre il 2030, con un ritmo di riduzione più graduale per i settori più esposti al rischio di delocalizzazione (2031-2035). L'assegnazione è legata a nuove condizioni: l'80% delle quote gratuite viene erogato annualmente a fronte della presentazione di piani di decarbonizzazione, il restante 20% solo previa verifica dell'effettiva attuazione degli investimenti. Gli Stati membri dovranno inoltre destinare almeno il 50% dei ricavi nazionali ETS a investimenti per la decarbonizzazione dei settori ETS.
Benchmark: aumento del free allocation di circa 6 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030; per i settori CBAM il phase-out del free allocation è rallentato ed esteso fino al 2038.
MSR: parametri resi più dinamici dopo il 2030 e riduzione dell'intake rate dal 24% al 12% dal 2028; la misura si aggiunge alla proposta di porre fine all'invalidazione automatica delle quote oltre la soglia dei 400 milioni.
Strumenti di sostegno: Industrial Decarbonisation Bank (~100 mld €, 2030-2040) e Investment Booster (~30 mld €, 2028-2030) come prima fase; Innovation Fund confermato.
Scope: rafforzamento per aviazione e trasporto marittimo — con estensione ai voli dei business jet e ai voli verso destinazioni entro 5.000 km dal centro dell'UE — ed estensione all'incenerimento dei rifiuti urbani (phase-in dal 2031 al 2034).
Confindustria considera insoddisfacente la proposta della Commissione poiché questa si limita a interventi con effetti solo marginali nel breve termine e non affronta le criticità strutturali del sistema nel contesto globale. Confindustria chiede una revisione profonda del meccanismo ETS quale strumento chiave del Clean Industrial Deal, che concili ambizione climatica e competitività industriale, sovranità tecnologica e investimenti in Europa, adattando il sistema per favorire la decarbonizzazione senza compromettere la base manifatturiera europea.
Anche con le principali rappresentanze imprenditoriali delle prime economie europee (BDI e MEDEF) Confindustria ha sostenuto che l'industria europea si confronta con costi dell'energia persistentemente elevati, una concorrenza globale sempre più intensa, crescenti incertezze geopolitiche, un aumento delle tensioni commerciali e un fabbisogno senza precedenti di investimenti per la decarbonizzazione, quando molte delle soluzioni più efficienti di riduzione delle emissioni sono già state sfruttate e le tecnologie innovative non risultano ancora economicamente competitive.
In particolare, Confindustria chiede di:
allineare la traiettoria ETS alle reali condizioni tecnologiche, economiche e infrastrutturali dell’industria europea e allo scenario globale;
riformare la Market Stability Reserve per evitare scarsità artificiali di quote e ridurre la volatilità dei prezzi collegandone l’attività all’andamento delle quotazioni sul mercato;
non rimuovere alcuno strumento di protezione contro il carbon leakage prima che alternative valide ed equivalenti siano pienamente operative rafforzando il CBAM, uniformando le compensazioni dei costi indiretti e rivedendo la metodologia per l’assegnazione delle quote gratuite considerando i diversi contesti geografici europei;
destinare integralmente i ricavi ETS alla decarbonizzazione e alla trasformazione industriale per attrarre investimenti e non indirizzarli verso voci generali di costo;
introdurre flessibilità pragmatiche per il post-2030, inclusi crediti internazionali di alta qualità, soluzioni ci cattura e stoccaggio della CO2 e rimozioni permanenti di carbonio;
rivedere l’ambito di applicazione del meccanismo, escludendo marittimo e aviazione, evitando estensioni dannose per l’ambiente, e semplificando gli obblighi per i piccoli emettitori.




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