Materie prime critiche per la transizione energetica, pubblicata la nuova relazione della Corte dei Conti Europea.
- Confindustria L'Aquila

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Informiamo le Aziende Associate che nella giornata di ieri la Corte dei Conti Europea ha pubblicato la Relazione speciale n. 04/2026 su "Materie prime critiche per la transizione energetica", che contiene valutazioni e raccomandazioni molto rilevanti per il dibattito UE su sicurezza dell’approvvigionamento, autonomia strategica e politica industriale.
In estrema sintesi, i principali messaggi sono i seguenti:
Strategia UE fragile nei fondamenti: il regolamento sulle materie prime critiche fornisce una direzione strategica, ma secondo la Corte poggia su dati incompleti, metodologie deboli e obiettivi quantitativi (2030) non sufficientemente giustificati.
Forte dipendenza da Paesi terzi: per molte materie prime strategiche (litio, magnesio, gallio, terre rare) la dipendenza da un singolo Paese non-UE supera ampiamente la soglia del 65%, soprattutto nella fase di trasformazione.
Diversificazione ancora poco efficace: accordi commerciali, partenariati strategici e iniziative esterne UE migliorano la cooperazione, ma non hanno ancora prodotto risultati tangibili in termini di sicurezza dell’approvvigionamento.
Produzione interna ostacolata: esplorazione, estrazione e trasformazione nell’UE restano limitate a causa di strozzature finanziarie, autorizzative e amministrative, oltre a carenze tecnologiche e di investimenti.
Circolarità e riciclo sotto-sfruttati: il potenziale di riduzione della dipendenza tramite riciclo, sostituzione ed efficienza delle risorse non è pienamente valorizzato; mancano obiettivi vincolanti e condizioni di mercato favorevoli.
Progetti strategici UE: lo status di "progetto strategico" può aiutare (autorizzazioni più rapide, visibilità), ma molti progetti difficilmente contribuiranno in modo significativo entro il 2030, anche per assenza di finanziamenti UE dedicati.
La Corte formula raccomandazioni operative alla Commissione (rafforzamento dei dati e delle metodologie, migliore monitoraggio dei fondi UE, revisione dei partenariati, sostegno agli investimenti e alla circolarità), con scadenze tra il 2026 e il 2029.
In allegato: la Relazione speciale n.04/2026.






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