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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 14 giugno 2024



I temi della settimana 

  

ELEZIONI UE, ORSINI: NUOVA COMMISSIONE ABBIA AL CENTRO LE POLITICHE INDUSTRIALI. SERVE TRANSIZIONE GIUSTA“A li­vel­lo eu­ro­peo sap­pia­mo quan­to è im­por­tan­te ave­re una Com­mis­sio­ne che ab­bia al cen­tro le po­li­ti­che in­du­stria­li e non sia anti-in­du­stria­le. È fon­da­men­ta­le per­ché è un tema di com­pe­ti­ti­vi­tà che na­sce dal fat­to che l'Eu­ro­pa pos­sa met­te­re al cen­tro la pro­dut­ti­vi­tà”. Così il Pre­si­den­te Ema­nue­le Or­si­ni, in vi­deo-col­le­ga­men­to al­l’e­ven­to pro­mos­so da BPER Ban­ca e RTZ Ad­vi­so­ry as­sie­me a Con­fin­du­stria Emi­lia e al Di­par­ti­men­to di Scien­ze Azien­da­li del­l'U­ni­ver­si­tà di Bo­lo­gna "Le Pmi ver­so il suc­ces­so so­ste­ni­bi­le". L’im­por­tan­te, ha sot­to­li­nea­to Or­si­ni, è che nel Vec­chio Con­ti­nen­te si av­vii “una giu­sta tran­si­zio­ne”, men­tre ne­gli ul­ti­mi anni su que­sto fron­te “ab­bia­mo ri­schia­to pa­rec­chio”. Sul fron­te del­la so­ste­ni­bi­li­tà e i temi Esg “in Eu­ro­pa dob­bia­mo par­la­re del­la sal­va­guar­dia dei know-how tec­no­lo­gi­ci nei no­stri Pae­si ma, so­prat­tut­to, del­le neu­tra­li­tà tec­no­lo­gi­che” e su que­sto “noi come Ita­lia po­tre­mo es­se­re i ca­pi­ta­ni, vi­sto che su al­cu­ni ca­pi­to­li sia­mo tra i pri­mi". Am­bien­te, so­cia­le e go­ver­nan­ce sono “tut­ti temi per noi fon­da­men­ta­li” vi­sto che gli obiet­ti­vi Esg “ci ac­com­pa­gne­ran­no per il pros­si­mo fu­tu­ro”. Ma, al con­tem­po, “come Con­fin­du­stria lot­te­re­mo per cor­reg­ge­re le po­li­ti­che eu­ro­pee che, con il pre­te­sto di tu­te­la­re l'am­bien­te, po­treb­be­ro ab­ban­do­na­re il prin­ci­pio del­la neu­tra­li­tà tec­no­lo­gi­ca”. Poi a pro­po­si­to di nu­clea­re, Or­si­ni ha det­to: “Ab­bia­mo par­la­to con il go­ver­no in que­sti gior­ni sul tema del­le nuo­ve tec­no­lo­gie del nu­clea­re. Ab­bia­mo sem­pre la vi­sio­ne del­le mega-cen­tra­li men­tre oggi ab­bia­mo del­le nuo­ve tec­no­lo­gie” come quel­le sui mi­cro-reat­to­ri che rap­pre­sen­ta­no “un nu­clea­re pu­li­to che an­drà ver­so un'at­ten­zio­ne al­l'am­bien­te”. Il tema del­l'e­ner­gia è “fon­da­men­ta­le per­ché è un tema di com­pe­ti­ti­vi­tà: la Spa­gna a mag­gio pa­ga­va l'e­ner­gia 13 euro al MWh, l'I­ta­lia 86 euro al MWh. Il mix ener­ge­ti­co è fon­da­men­ta­le ma dob­bia­mo ri­ve­der­lo e sa­per rin­no­var­lo”. In­fi­ne, sul fron­te de­gli in­ve­sti­men­ti “che ser­vo­no per la tran­si­zio­ne, for­tu­na­ta­men­te con il go­ver­no in que­sti gior­ni die­ci gior­ni ab­bia­mo avu­to un di­bat­ti­to mol­to pro­fi­cuo”. 

  

WELFARE INDEX PMI 2024, BARONI: WELFARE AZIENDALE IN AUMENTO, È LEVA ECCEZIONALE PER ACCELERARE LA CRESCITA NELLE PMI 

Cre­sce la dif­fu­sio­ne del wel­fa­re azien­da­le nel­le pic­co­le im­pre­se. Il 75% del­le Pmi, tre su quat­tro, ha un li­vel­lo al­me­no me­dio di wel­fa­re azien­da­le, cioè ul­te­rio­re a quel­lo pre­vi­sto dai Ccnl. Dal 2016 le im­pre­se che han­no rag­giun­to un li­vel­lo alto o mol­to alto di wel­fa­re azien­da­le sono tri­pli­ca­te, dal 10,3% al 33,3%, ac­ce­le­ran­do ne­gli ul­ti­mi due anni (+ 8%). Non solo. Nel­lo stes­so pe­rio­do si sono di­mez­za­te le azien­de a li­vel­lo ini­zia­le, il cui wel­fa­re con­si­ste nel­l'a­do­zio­ne di mi­su­re pre­vi­ste dai con­trat­ti col­let­ti­vi: da 148,9% al 25,5 per cen­to. L'e­di­zio­ne 2024 del rap­por­to Wel­fa­re In­dex Pmi pro­mos­so da Ge­ne­ra­li Ita­lia, e pre­sen­ta­to ieri a Roma, as­sie­me a Con­fin­du­stria, Con­fa­gri­col­tu­ra, Con­far­ti­gia­na­to, Con­f­pro­fes­sio­ni e Con­f­com­mer­cio - e alla mi­ni­stra per la Fa­mi­glia, Eu­ge­nia Ma­ria Roc­cel­la, ha coin­vol­to cir­ca 7mí­la im­pre­se con ol­tre 6 di­pen­den­ti (142 sono ri­sul­ta­te Wel­fa­re Cham­pion - era­no 22 nel 2017). Lo stu­dio ha evi­den­zia­to come  sia pos­si­bi­le fare leva sul­le Pmi per rin­no­va­re il si­ste­ma di wel­fa­re del no­stro Pae­se, nel­la lo­gi­ca di un pat­to pub­bli­co pri­va­to. “Il wel­fa­re si di­mo­stra an­co­ra una vol­ta un'ec­ce­zio­na­le leva per ac­ce­le­ra­re cre­sci­ta, pro­dut­ti­vi­tà e so­ste­ni­bi­li­tà nel­le no­stre im­pre­se - ha com­men­ta­to il pre­si­den­te Pic­co­la In­du­stria Con­fin­du­stria Gio­van­ni Ba­ro­ni. Tra le prio­ri­tà, la sa­ni­tà in­te­gra­ti­va. “Non mi sor­pren­de che la pre­sen­za di fon­di e po­liz­ze in­te­gra­ti­ve nel­le Pmi sia in con­ti­nua cre­sci­ta. La sa­ni­tà in­te­gra­ti­va, in­fat­ti, oggi co­pre qua­si i 6 mi­lio­ni di ita­lia­ni tra la­vo­ra­to­ri e fa­mi­lia­ri in­ter­cet­tan­do cir­ca 4,5 mi­liar­di di ri­sor­se, a te­sti­mo­nian­za di quan­to le azien­de, at­tra­ver­so la con­trat­ta­zio­ne, stia­no in­ve­sten­do in que­sta im­por­tan­tis­si­ma tu­te­la che non è più solo ap­pan­nag­gio del­le im­pre­se gran­di, anzi”. Du­ran­te la gior­na­ta Ba­ro­ni ha con­fe­ri­to la men­zio­ne spe­cia­le “Sa­lu­te e Be­nes­se­re” alla Far­co Group, azien­da che si oc­cu­pa di in­stal­la­zio­ne e ma­nu­ten­zio­ne di di­spo­si­ti­vi e si­ste­mi an­tin­cen­dio as­so­cia­ta a Con­fin­du­stria Bre­scia e Ani­ma. Tra le imprese pre­mia­te come prime classificate an­che Elt Group, real­tà lea­der nel set­to­re del­la di­fe­sa as­so­cia­ta a Unin­du­stria e Te­nu­te Ruf­fi­no, sto­ri­ca azien­da vi­ti­vi­ni­co­la as­so­cia­ta a Fe­der­vi­ni. 

  

CSC, CONGIUNTURA FLASH: TAGLIO TASSI MIGLIORA LO SCENARIO MA L’INFLAZIONE RESTA ALTA.  RIPARTE L’EXPORT DI BENI

  "L'avvio del taglio dei tassi migliora lo scenario, ma l'inflazione resta alta in Europa e i tassi scenderanno meno dell'atteso". E’ quanto emerge dalla la congiuntura flash del Centro studi di Confindustria. L'export di beni italiani è andato "male nel primo trimestre, meglio ad aprile e le attese sono in miglioramento", ha spiegato il CsC aggiungendo che "nell'industria è possibile una  schiarita in vista grazie alla migliore domanda interna di beni". I positivi segnali sui consumi, con il taglio dei tassi, anticipano una minore flessione nell'industria nel secondo trimestre. In Italia, continua a crescere il lavoro ma scende la produttività. Luci e ombre per la domanda interna, nel primo trimestre sono cresciuti sia i consumi (+0,3%), che gli investimenti (+0,5%, ma -1,5% in macchinari-attrezzature in attesa di Transizione 5.0). Gli indicatori sono migliorati a maggio: la fiducia delle famiglie ha recuperato il livello di inizio anno; gli ordini delle imprese di beni strumentali sono risaliti parzialmente. Giocherà a favore un minor costo del credito, sebbene il ribasso atteso sia limitato; viceversa, gli investimenti in costruzioni sono attesi in frenata. L'input di lavoro ha continuato a crescere nei primo tre mesi del 2024, sia nell'industria (+0,2% le unità a tempo pieno),nonostante il calo del valore aggiunto, sia nei servizi (+0,8%), dove da due trimestri cresce più dell'attività economica. Questo si riflette in una produttività del lavoro che è in ripiegamento, che nell'industria è ridiscesa sotto i livelli pre-Covid dal terzo trimestre 2023.   Costruzioni e servizi hanno alimentato la buona dinamica del Pil italiano nel primo trimestre, prosegue la crescita del turismo, che alimenta l'export netto, insieme al calo dell'import. Resta la bassa fiducia delle imprese per  i problemi nei trasporti e nei prezzi dell'energia.   In Italia l'inflazione è stabilmente bassa (+0,8% annuo a maggio), grazie ai prezzi energetici in riduzione (-11,7%) e ai prezzi core scesi al +2,0%, sulla soglia Bce. Quanto all'industria, nel primo trimestre ha registrato un -0,4% in termini di valore aggiunto e in aprile un calo della produzione (-1,0%), anche se  l'indice 'Real time turnover' (Rtt) indica che il fatturato ha recuperato i livelli di febbraio. A maggio l'indagine Csc sulle grandi imprese mostra un miglioramento delle stime di produzione nel mese corrente, coerente con la timida risalita nelle attese a breve (Istat).

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