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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 21 giugno 2024




I temi della settimana

 

ECONOMIA, ORSINI: SFIDA ITALIA E’ SULLA COMPETITIVITA’. LAVORIAMO A MIX ENERGETICO, PIANO CASA, LOGISTICA E CAPITALE UMANO 

“Ab­bia­mo da­van­ti tan­te sfi­de sia sul­le po­li­ti­che in­du­stria­li eu­ro­pee che qui in Ita­lia, dobbiamo guar­dare a com­pe­ti­ti­vi­tà e nu­clea­re”. In oc­ca­sio­ne del­l’as­sem­blea di Con­fin­du­stria Va­re­se, il pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, Ema­nue­le Or­si­ni, ha con­fer­ma­to “l'e­si­gen­za di una po­li­ti­ca in­du­stria­le Ue” au­spi­ca­ndo una svol­ta an­che sul tema del­l'e­ner­gia con un’aper­tu­ra vera al nu­clea­re di nuo­va ge­ne­ra­zio­ne e un prez­zo uni­co con­ti­nen­ta­le. “È un tema di si­cu­rez­za na­zio­na­le e di com­pe­ti­ti­vi­tà e non pos­sia­mo pen­sa­re che l'Eu­ro­pa non sia sin­cro­na, com­pat­ta e uni­ta nel­la bat­ta­glia per ave­re un co­sto uni­co del­l'e­ner­gia. Il mix ener­ge­ti­co sarà cen­tra­le, ma sap­pia­mo an­che che, per quan­to ri­guar­da il no­stro fu­tu­ro, do­vrà es­se­re cam­bia­to. Sen­za se e sen­za ma dob­bia­mo so­ste­ne­re il nu­clea­re”. “Stia­mo co­min­cian­do a la­vo­ra­re in­sie­me al mi­ni­stro Sal­vi­ni – ha aggiunto Or­si­ni in aper­tu­ra del­l'as­sem­blea del­l'as­so­cia­zio­ne dei co­strut­to­ri a Roma – con dei ta­vo­li pro­prio sui temi della competitività. Per le po­li­ti­che del no­stro Pae­se ab­bia­mo mes­so al cen­tro due cose. In primo luogo la lo­gi­sti­ca e i tra­spor­ti, per­ché su 27 pae­si noi oggi sia­mo il di­cian­no­ve­si­mo men­tre la Ger­ma­nia è il quar­to. Quin­di ab­bia­mo bi­so­gno di in­fra­strut­tu­re”. “In secondo luogo - ha ag­giun­to Or­si­ni - ab­bia­mo bi­so­gno di ca­pi­ta­le uma­no. Non riu­scia­mo ad es­se­re at­trat­ti­vi e dun­que ab­bia­mo bi­so­gno di garantire ap­par­ta­men­ti e case a co­sti so­ste­ni­bi­li ai ra­gaz­zi che ven­go­no a la­vo­ra­re nel­le no­stre in­du­strie e nel­le no­stre im­pre­se. Per que­sto ab­bia­mo bi­so­gno di fare un gran­de Pia­no casa in­sie­me per dare una ri­spo­sta se­ria e con­cre­ta a chi la­vo­ra da noi”. 


ECONOMIA, ORSINI: POSITIVO SE CUNEO RICONFERMATO, MA CAMBIARE STRATEGIA SU INVESTIMENTI.  NUOVA COMMISSIONE UE GUARDI A POLITICHE PER L’INDUSTRIA

“Per sal­va­guar­da­re la com­pe­ti­ti­vi­tà del tes­su­to im­pren­di­to­ria­le ita­lia­no è ne­ces­sa­rio che i nuo­vi or­ga­ni eu­ro­pei fac­cia­no un cam­bio di mar­cia in nome del­la neu­tra­li­tà tec­no­lo­gi­ca, che si trat­ti di po­li­ti­che per l'au­to elet­tri­ca o di ener­gie pu­li­te, per sal­va­guar­da­re il know-how di ter­ri­to­ri come que­sto e di im­pre­se ca­po­fi­la in Eu­ro­pa per de­car­bo­niz­za­zio­ne e so­ste­ni­bi­li­tà”. Così il pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, Ema­nue­le Or­si­ni, in­ter­ve­nu­to al­l’As­sem­blea di Unin­du­stria Reg­gio Emi­lia, “So­ste­ni­bi­li­tà 2024. Pia­nu­ra & In­du­stria”, che si è te­nu­ta a Gua­stal­la. Per Or­si­ni va bene la ri­con­fer­ma del cu­neo fi­sca­le ar­ri­va­ta dal mi­ni­stro Gior­get­ti, ma ha proposto al Go­ver­no Me­lo­ni di cam­bia­re stra­te­gia in tema di in­ve­sti­men­ti: “il mi­ni­stro Urso ci ha fat­to la pro­mes­sa che en­tro fine giu­gno, al mas­si­mo nel­la pri­ma set­ti­ma­na di lu­glio, il de­cre­to Tran­si­zio­ne 5.0 tor­ne­rà dal­la ra­gio­ne­ria, ma avre­mo ap­pe­na un anno ef­fet­ti­vo per met­te­re a ter­ra le ri­sor­se, men­tre ci ser­vo­no mi­su­re di lun­go ter­mi­ne per spin­ge­re la pro­dut­ti­vi­tà, e quin­di ric­chez­za, in un Pae­se da oggi sot­to pro­ce­du­ra di in­fra­zio­ne per ec­ces­so di de­bi­to, ce lo chie­de l'Eu­ro­pa. La ve­ri­tà è che oggi dob­bia­mo pre­ten­de­re dal­la nuo­va Com­mis­sio­ne eu­ro­pea del­le po­li­ti­che che va­da­no a fa­vo­re del­l’in­du­stria e che non sia­no anti-in­du­stria­li”. 


REGINA AL FOGLIO: L’ENERGIA E’ LA RIFORMA PIU’ URGENTE. PRIORITA’ RIDURRE IL DIFFERENZIALE DI PREZZO PER L’INDUSTRIA ITALIANA 

“Ridurre il costo dell'energia è la riforma più urgente da fare, ne va della nostra crescita e della creazione di posti di lavoro. Se c'è una priorità per l'industria italiana oggi è questa”. Cosi in un’intervista al Foglio Aurelio Regina, delegato del Presidente di Confindustria per l'energia. "Ci vuole una cabina di regia articolata a Palazzo Chigi perché l'energia è un tema dirimente per il futuro del nostro paese. A Giorgia Meloni questa visione è molto chiara ma ci sono una serie di implicazioni tecnico giuridiche che necessitano di una cabina di regia più strutturata".  E, a questo proposito, il delegato ha citato l’esempio del decreto Agricoltura: “non può esserci schizofrenia”. “Invece – ha detto Regina - da una parte c'è il Mase che spinge per l'electricity release (che prevede prezzi ridotti per l'industria energivora a fronte di investimenti sulle rinnovabili), dall'altra il ministero dell'Agricoltura che limita drasticamente l'utilizzo del suolo. La politica energetica – ha proseguito - si definisce su tre pilasti: competitività, sicurezza e decarbonizzazione e non si può intervenire su uno di questi senza valutare gli impatti sugli altri".  Oggi il nervo scoperto è la competitività della nostra manifattura. "Il prezzo italiano – ha ribadito Regina – è enormemente superiore a quello degli altri paesi europei. Questo gap di prezzo è diventato insostenibile per i settori energivori come acciaio, plastica, cemento, alluminio e ceramica”. E parlando di Ets ha aggiunto: “negli altri paesi europei utilizzano i proventi delle aste Ets per proteggere i settori dal rischio delocalizzazione e per supportare i progetti di transizione energetica. In Germania la cifra della compensazione dei costi indiretti è di 2,6 miliardi di euro. Da noi, su 3,5 miliardi di proventi annuali, solo 140 milioni all'anno sono per la compensazione: la metà dei proventi è utilizzata per ridurre il debito pubblico e non per la decarbonizzazione delle imprese che pagano l'Ets”. Alla base dello svantaggio di competitività dell'industria italiana c'è anche il mix nazionale di produzione di energia elettrica: “se vogliamo raggiungere i target di decarbonizzazione abbiamo bisogno di produrre e di consumare più energia elettrica riducendo l'apporto del gas", ha detto Regina. "C'è una condivisione di visione e di obiettivi con l'attuale governo e pensiamo che il nucleare sia indispensabile. I piccoli reattori modulari accompagnano perfettamente i tre pilasti di cui parlavamo prima, perché incidono sul sistema dei prezzi e quindi sulla competitività, garantiscono la sicurezza e l'autonomia energetica del paese e danno un colpo importantissimo agli obiettivi di decarbonizzazione". Confindustria sta costituendo una commissione di studio che riunisce tutta la filiera industriale del settore e le istituzioni per valutare gli aspetti legislativi, economici e tecnologici. “L’idea  - ha annunciato - è di avere tutte le risposte su costi e implementazione in un paio di mesi. Visto il nostro sistema industriale parliamo di numeri sostenibili: potremmo avere 10 o 15 micro generatori per altrettanti distretti industriali".


LAVORO, MARCHESINI: FACCIAMO GLI ACCORDI INSIEME CON I SINDACATI, Il GOVERNO CI ASCOLTERA’. 

“Confindustria e sindacato hanno la responsabilità di trovare soluzioni. Inauguriamo una nuova stagione, dibattiamo ma troviamo una sintesi. Conosciamo le fabbriche, sappiamo quello che occorre. Se ci mettiamo d'accordo fra di noi su questi temi, il governo ci ascolta. Altrimenti andremo avanti con provvedimenti che sono o inutili o addirittura controproducenti”. Maurizio Marchesini, Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali, è intervenuto al talk di Repubblica insieme al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Sul tema della sicurezza sul lavoro, da affrontare puntando sulla prevenzione e sulla formazione, Marchesini ha detto: “Non è solo una questione di subappalto, occorre il responsabile della sicurezza anche nelle imprese più piccole che sono la maggioranza nel nostro paese. Anche i datori di lavoro devono fare formazione. E le leggi vanno fatte rispettare, da tutti”, proponendo una white list per le imprese se si vogliono usare aziende in subappalto e di utilizzare enti bilaterali - come ad esempio Fondimpresa - per formare gli esperti di sicurezza. Sul contrasto ai contratti pirata, il Vice Presidente ha sottolineato: “I contratti dei metalmeccanici sono 174, circa il 98% dei lavoratori è nei primi tre, contiamoci”, e sulla rappresentanza, ha rilanciato sulla necessità di fare un accordo tra le parti: “Discutiamo prima tra di noi, e poi andiamo dal governo, compatti. Se andiamo insieme, ripeto, il governo ci ascolta”. Infine, Marchesini non ha condiviso l’approccio del sindacato sul referendum: “Dissento, troppo tranchant su questi temi. Occorre il dialogo”. 


Leggi l’intervista di Regina al Foglio 

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