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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 31 maggio 2024



I temi della settimana 


INDUSTRIA 5.0, ORSINI: LEVA IM­POR­TAN­TE PER RI­MET­TE­RE AL CEN­TRO CRE­SCI­TA E IN­VE­STI­MEN­TI. BENE DIALOGO CON GOVERNO “Ab­bia­mo ini­zia­to una in­ter­lo­cu­zio­ne po­si­ti­va". Così il Pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, Ema­nue­le Or­si­ni, al ter­mi­ne del­l'in­con­tro al Mi­mit con il Mi­ni­stro del­le Im­pre­se e del Made in Ita­ly, Adol­fo Urso. Mol­ti i temi af­fron­ta­ti du­ran­te l’in­con­tro. En­tro giu­gno ver­rà at­tua­to il pia­no Tran­si­zio­ne 5.0 fi­nan­zia­to con 6,3 mi­liar­di del Pnrr e il Mi­ni­stro Urso ha con­fer­ma­to che il de­cre­to at­tua­ti­vo è in fase di tra­smis­sio­ne agli al­tri mi­ni­ste­ri in­te­res­sa­ti. “Il dia­lo­go è sta­to po­si­ti­vo al fine di ri­met­te­re l'in­du­stria al cen­tro del Pae­se. E Con­fin­du­stria vuo­le es­se­re nel di­bat­ti­to e por­ta­re le istan­ze del­le pro­prie im­pre­se”, ha detto il Presidente che al suo primo incontro con il Governo ha incassato l’impegno del Ministro per le imprese e per il Made in Italy a mettere a terra i decreti attuativi entro la fine di giugno. “Ab­bia­mo par­la­to di prio­ri­tà per l'in­du­stria e per il Pae­se: In­du­stria 5.0 è una leva im­por­tan­te per ri­met­te­re al cen­tro cre­sci­ta e in­ve­sti­men­ti, nu­clea­re, mi­cro cen­tra­li, ma­te­rie pri­me e an­che au­to­mo­ti­ve, che è un pez­zo di in­du­stria fon­da­men­ta­le e va sal­va­guar­da­to” ha prosegui­to Orsini. “Ci au­gu­ria­mo che Stel­lan­tis man­ten­ga il pat­to di pro­dur­re un mi­lio­ne di auto in Ita­lia. E sia­mo con­ten­ti se do­ves­se ar­ri­va­re un se­con­do pro­dut­to­re, l'im­por­tan­te è man­te­ne­re la pro­du­zio­ne in Ita­lia, per­ché l'au­to­mo­ti­ve è una fi­lie­ra im­por­tan­tis­si­ma, è ec­ce­zio­na­le e que­sto vie­ne ri­co­no­sciu­to in tut­to il mon­do. Al ta­vo­lo al Mimit Or­si­ni ha poi al­lar­ga­to il rag­gio an­che ai con­te­nu­ti del­la pros­si­ma leg­ge di bi­lan­cio, ri­ba­den­do la ne­ces­si­tà di con­fer­ma­re il ta­glio al cu­neo fi­sca­le: “lo ab­bia­mo chie­sto, per noi è uno dei ca­pi­to­li cen­tra­li, dare ca­pa­ci­tà di spe­sa ai la­vo­ra­to­ri è fon­da­men­ta­le in que­sto mo­men­to”. Il presidente  intervenendo all’assemblea di Confindustria Cuneo, è tornato anche sul capitolo im­mi­gra­zio­ne: “ab­bia­mo ne­ces­si­tà di la­vo­ra­to­ri stranieri, sap­pia­mo quan­ti profili man­cano al mon­do del la­vo­ro. Per pen­sa­re le nuo­ve con­trat­ta­zio­ni del la­vo­ro in coe­ren­za con le nuo­ve tec­no­lo­gie e la ri­vo­lu­zio­ne in­du­stria­le ser­vi­ran­no po­li­ti­che di wel­fa­re, pri­ma di tut­to un pia­no casa con af­fit­ti con­te­nu­ti. Mentre chiudendo il Festival dell’Economia di Trento, aveva sintetizzato, i quattro "capitoli centrali" per l'industria: da un fermo no, in vista del voto per le europee, ad una "politica anti-industriale in Europa", al fronte dell'energia, come tema di competitività e di sicurezza nazionale.Occorre il nucleare, sicuro, di ultima generazione. “Sosteniamo il mix energetico, ma abbiamo bisogno di aumentare l'indipendenza energetica del paese. In Europa – ha ribadito il Presidente - serve un mercato unico dell'energia, e attuare l'energy release e il gas release”.  Infine , Orsini ha riaffermato la sua netta contrarietà alle norme retroattive, ribadendo la centralità "della certezza del diritto: gli imprenditori hanno bisogno di chiare regole del gioco".     


CAPITALE UMANO, ORSINI: MANCA PERSONALE, IMPRESE PRONTE A FARE MAPPATURA 

“Il capitale umano è una sfida importantissima. Oggi mancano le persone. In modo responsabile potremmo fare una mappatura di cosa occorre al sistema imprenditoriale nei prossimi 5 anni e così si potrebbe orientare la didattica per formare le persone in base alla necessità delle nostre industrie”. Così Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, in occasione dell'Assemblea di Confindustria Piacenza e dell’Assemblea di Confindustria Alto Adige. “Il capitale umano manca, anche in visione delle nuove tecnologie che arriveranno come l'Intelligenza Artificiale”, ha sottolineato Orsini anche al termine della relazione annuale di Bankitalia. Sull’AI mettere l'accento sui rischi “mette in difficoltà le nostre start up e le nostre Pmi. Dobbiamo sostenerla, altrimenti perderemo competitività rispetto a Usa e Cina”, ha detto Orsini alle assemblee di Confindustria Piacenza e di Confindustria Alto Adige. E ricordando il gap che esiste tra le richieste delle imprese e la mancanza di disponibilità di lavoratori, che vale 38mld di euro: “Una strada - secondo Orsini - potrebbe essere far restare in azienda chi sta uscendo per il pensionamento, in modo volontario, affinché possa formare i giovani: diventeremmo il più grande Its d'Europa”. Citando, poi, i dati Unioncamere, ha sottolineato che: “tra il 2024 e il 2028 serviranno 3,2mln e 3,6mln di nuovi occupati, tra sostituti di chi va in pensione e lavoro aggiuntivo, nella manifattura il fabbisogno sarà tra le 660mila e 800mila unità”. Le priorità, quindi, sono lavoro e investimenti, a partire dell'attuazione di Industria 5.0. Vanno rilanciati anche i contratti di sviluppo, soprattutto per le nuove produzioni, tema affrontato con il Ministro Urso e che Orsini ha trattato alle assemblee di Confindustria Piacenza e Confindustria Alto Adige, perché, per il Presidente “sostenere la produzione del Paese vuol dire sostenere la seconda manifattura d’Europa e generare consumi".   


DI STEFANO AL SOLE24ORE: INDUSTRIA E CRESCITA SIANO LE PRIORITA’ DELLA NUOVA UE. AL CENTRO DEL CONVEGNO DI RAPALLO I TEMI DELLE ELEZIONI

“Una re­spon­sa­bi­li­tà dop­pia: per i cit­ta­di­ni, che de­vo­no per­ce­pir­ne l’im­por­tan­za in que­sto mo­men­to, e per i no­stri rap­pre­sen­tan­ti po­li­ti­ci, che do­vran­no im­pri­me­re un cam­bia­men­to di rot­ta a Bru­xel­les”. Così Ric­car­do Di Ste­fa­no, VP Con­fin­du­stria e Pre­si­den­te G.I. di Con­fin­du­stria, in un’in­ter­vi­sta al So­le24O­re sot­to­li­nean­do, in vi­sta del­le ele­zio­ni Ue, la scel­ta di de­di­ca­re il 53° con­ve­gno di Ra­pal­lo alle pro­spet­ti­ve del­l’Eu­ro­pa e alla sua col­lo­ca­zio­ne ne­gli sce­na­ri glo­ba­li. “L’in­du­stria va mes­sa al cen­tro del­le po­li­ti­che Ue, c’è in gio­co la com­pe­ti­ti­vi­tà del­l’U­nio­ne del­l’I­ta­lia e quin­di la cre­sci­ta. Bi­so­gna ri­flet­te­re sui va­lo­ri eu­ro­pei, sul­l’ef­fi­ca­cia del pro­ces­so de­ci­sio­na­le, sul­la li­ber­tà”. Per Di Ste­fa­no, “van­no ri­pen­sa­ti i Trat­ta­ti. Per esem­pio, il voto al­l’u­na­ni­mi­tà bloc­ca i cam­bia­men­ti. Quin­di – ha ag­giun­to il pre­si­den­te dei Gio­va­ni -, pre­sen­te­re­mo alla po­li­ti­ca le no­stre ri­fles­sio­ni, fa­re­mo pre­sen­ti le ra­gio­ni del­l’in­du­stria. Sen­za in­du­stria non c’è be­nes­se­re, ric­chez­za e wel­fa­re. Ma per cre­sce­re dob­bia­mo es­se­re com­pe­ti­ti­vi”. Sul­le gran­di sfi­de tec­no­lo­gi­che Di Ste­fa­no ha ag­giun­to che “la Ue in que­sti anni ha avu­to un at­teg­gia­men­to, in par­ti­co­la­re sul­l’am­bien­te, ideo­lo­gi­co e an­tin­du­stria­le. An­che sul­l’AI non ha crea­to un con­te­sto fa­vo­re­vo­le alla cre­sci­ta di que­sta tec­no­lo­gia. Dob­bia­mo re­cu­pe­ra­re”. Inol­tre, se­con­do Di Ste­fa­no, ser­ve “rom­pe­re gli in­du­gi sul nu­clea­re di ul­ti­ma ge­ne­ra­zio­ne e pun­ta­re a un mix ener­ge­ti­co che sia di so­ste­gno alle im­pre­se. Ser­ve un Fon­do Ue per le tran­si­zio­ni, green e di­gi­ta­le”. In­fi­ne, su In­du­stria 5.0 Di Ste­fa­no ha ri­ba­di­to che è at­te­sa da mesi per­ché “è il più im­por­tan­te stru­men­to di in­cen­ti­vo agli in­ve­sti­men­ti di cui c’è estre­mo bi­so­gno per es­se­re più com­pe­ti­ti­vi. Quel­lo che ser­ve è ri­lan­cia­re, in Ita­lia e in Eu­ro­pa, la po­li­ti­ca in­du­stria­le per la cre­sci­ta del pae­se e del­la Ue”. 


REGINA IN AUDIZIONE SU DL AGRICOLTURA: DA LIMITAZIONE ALL’USO DEL SUOLO IMPATTO NEGATIVO SU RINNOVABILI E DECARBONIZZAZIONE 

La nor­ma che pre­ve­de li­mi­ta­zio­ni al­l’u­so del suo­lo agri­co­lo per l’in­stal­la­zio­ne di pan­nel­li fo­to­vol­tai­ci a ter­ra “ri­schia di im­pat­ta­re ne­ga­ti­va­men­te sul­la pro­du­zio­ne di ener­gia rin­no­va­bi­le ne­ces­sa­ria a sod­di­sfa­re gli obiet­ti­vi di de­car­bo­niz­za­zio­ne com­pe­ti­ti­va del­le im­pre­se in­du­stria­li”. Così Au­re­lio Re­gi­na, De­le­ga­to Con­fin­du­stria per l'E­ner­gia, in au­di­zio­ne in Com­mis­sio­ne In­du­stria del Se­na­to sul Dl agri­col­tu­ra. “In que­sto con­te­sto pro­po­nia­mo di mo­di­fi­ca­re il de­cre­to e di pre­ve­de­re un’ul­te­rio­re ec­ce­zio­ne a fian­co di quel­le già pre­vi­ste, sta­bi­len­do che la nor­ma di li­mi­ta­zio­ne al­l’u­so del suo­lo agri­co­lo per l’in­stal­la­zio­ne di im­pian­ti fo­to­vol­tai­ci a ter­ra non si ap­pli­chi ai pro­get­ti fi­na­liz­za­ti al­l’au­to­pro­du­zio­ne di ener­gia rin­no­va­bi­le, an­che a di­stan­za, da par­te del­le im­pre­se in­du­stria­li o da sog­get­ti ter­zi con cui le stes­se sot­to­scri­vo­no con­trat­ti di ap­prov­vi­gio­na­men­to a ter­mi­ne. Un’at­ten­zio­ne par­ti­co­la­re va inol­tre ri­ser­va­ta ai set­to­ri ener­gy in­ten­si­ve del­l’in­du­stria, che sono alla base del si­ste­ma ma­ni­fat­tu­rie­ro e che do­vran­no rag­giun­ge­re en­tro il 2030 un tar­get di ri­du­zio­ne del­le emis­sio­ni del 62% ri­spet­to al 2005. Per que­sto ri­te­nia­mo che le aree dei siti og­get­to di bo­ni­fi­ca do­vreb­be­ro es­se­re of­fer­te in con­ces­sio­ne per l’at­tua­zio­ne del­la mi­su­ra c.d. ener­gy re­lea­se. In­fi­ne, l’ar­ti­co­lo 6 del DL è de­di­ca­to alla pe­ste sui­na afri­ca­na (PSA). Le mi­su­re in­tro­dot­te dal DL ap­pa­io­no sen­z’al­tro uti­li, ma an­dreb­be­ro raf­for­za­te, af­fi­dan­do al Com­mis­sa­rio po­te­ri straor­di­na­ri”, ha det­to Re­gi­na. 


RTT INDEX E INDAGINE RAPIDA, CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA: CRESCE IL FATTURATO DI APRILE. BENE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE 

“Un mese di apri­le in mi­glio­ra­men­to: il fat­tu­ra­to del­le im­pre­se, a prez­zi co­stan­ti, si pro­spet­ta con un au­men­to del 5,7%, che re­cu­pe­ra il -4,8% su­bi­to a mar­zo e che fa sa­li­re di +0,6 il va­lo­re di apri­le ri­spet­to a quel­lo di feb­bra­io”. Que­sto è quan­to ri­sul­ta in base al­l'RTT In­dex - Real Time Tur­no­ver In­dex - crea­to da Team­Sy­stem e Con­fin­du­stria, ba­sa­to sui dati di fat­tu­ra­zio­ne elet­tro­ni­ca del­le im­pre­se nel mese di mag­gio. Se­con­do il CSC, “il rim­bal­zo di apri­le è dif­fu­so in tut­ti i set­to­ri del­l'e­co­no­mia, più am­pio nei ser­vi­zi, +7,6%, dove però era sta­ta mag­gio­re la fles­sio­ne di mar­zo, ri­spet­to al­l'in­du­stria, che ha se­gna­to +5% e alle co­stru­zio­ni, che tor­na­no in po­si­ti­vo, +3,9, dopo i cali mol­to mar­ca­ti dei pri­mi tre mesi del 2024, le­ga­ti alla sca­den­za de­gli in­cen­ti­vi. Il rim­bal­zo è con­cen­tra­to nel Nord-Ove­st, +11,6%, dove co­mun­que la fles­sio­ne di mar­zo era sta­ta più pro­fon­da (-84%) e tra le gran­di im­pre­se, con +17,6%, dato che com­pen­sa l'am­pio calo re­gi­stra­to a mar­zo. An­che per le pic­co­le im­pre­se e per le me­die si re­gi­stra un re­cu­pe­ro, +8,2% e +5,3%, dopo la fles­sio­ne del mese pre­ce­den­te. Il rim­bal­zo è sta­to am­pio an­che al Cen­tro, +8,5%, men­tre nel Nord-Est e al Sud è sta­to di +4,0% e di +2,7 %. Com­ples­si­va­men­te dal­l'RTT emer­ge che il 2° tri­m. del 2024 è ini­zia­to in mi­glio­ra­men­to per l'e­co­no­mia ita­lia­na. Una ten­den­za che vie­ne con­fer­ma­ta an­che nel­l'in­da­gi­ne ra­pi­da sul­la pro­du­zio­ne in­du­stria­le del­le gran­di im­pre­se, pub­bli­ca­ta dal CSC: a mag­gio il 45,0% del cam­pio­ne pre­ve­de un au­men­to del­la pro­du­zio­ne ri­spet­to al mese scor­so (era il 17,3% nel mese pre­ce­den­te). Solo il 6,2% ipo­tiz­za un calo (era il 33,3% ad apri­le), men­tre il re­stan­te 48,8% non si aspet­ta va­ria­zio­ni si­gni­fi­ca­ti­ve. “Que­sti dati – ha af­fer­ma­to la nota – evi­den­zia­no un sen­ti­ment in mi­glio­ra­men­to ri­spet­to ad apri­le. Per la pri­ma vol­ta, inol­tre, da ot­to­bre 2023 la quo­ta di im­pre­se che per­ce­pi­sce un mi­glio­ra­men­to del­le con­di­zio­ni fi­nan­zia­rie su­pe­ra quel­la che le ri­tie­ne ne­ga­ti­ve rag­giun­gen­do un sal­do del­lo 0,7%”. 



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