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Contributi pubblici: pubblicato in GU il DPCM sui controlli.


Informiamo le Aziende Associate che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026, il DPCM 26 marzo 2026, n. 84 , attuativo dell'articolo 1, commi 857 e 858, della Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), che ha introdotto nuovi obblighi di rendicontazione e un tetto alla spesa privata per beni e servizi per società, enti, organismi e fondazioni beneficiari di contributi pubblici di entità significative. Il provvedimento entrerà in vigore il 4 giugno 2026.


In particolare, il DPCM definisce il perimetro applicativo dei nuovi obblighi, individuando i presupposti oggettivi e soggettivi in ​​presenza dei quali un contributo pubblico debba considerarsi di entità significativa.


Nel dettaglio, rientrano nella nuova disciplina i contributi a carico dello Stato erogati da amministrazioni centrali, da società direttamente possedute in misura maggioritaria dalle stesse amministrazioni - escluse le società quotate e le loro controllate - oppure da enti pubblici non economici vigilati, che soddisfino cumulativamente le seguenti condizioni:

  • siano destinati alla realizzazione di finalità o specifici progetti di interesse pubblico, con esclusione dei contributi destinati a una generalità di soggetti, di quelli aventi natura corrispettiva, retributiva, indennitaria o risarcitoria e di quelli concessi sotto forma di credito d'imposta. Sono esclusi anche i contributi erogati alle società quotate e alle loro controllate, agli enti del Terzo settore, alle ONLUS e agli enti ecclesiastici;

  • siano di importo superiore a un milione di euro annui oppure, anche se inferiori a tale soglia, rappresentino almeno il 50% del totale delle entrate o del valore della produzione del beneficiario.


Il provvedimento si applica ai contributi percepiti a partire dal 1° gennaio 2025 , salva la possibilità di rinuncia al contributo.

Sul fronte dei controlli, il DPCM affida ai collegi di revisione e ai collegi sindacali degli enti il ​​compito di verificare che le somme ricevute siano state utilizzate nel rispetto delle finalità per cui sono state concesse o per la realizzazione dei progetti previsti. Gli organi di controllo dovranno essere trasmessi al MEF, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, una relazione con gli esiti di tali verifiche entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di erogazione del contributo.

Si prevede, inoltre, che, per assicurare lo svolgimento dei nuovi adempimenti, gli enti che ne siano attualmente privi debbano costituire organi di controllo interno, anche in forma monocratica, previa approvazione delle occorrenti modifiche statutarie, regolamentari e organizzative.

Il mancato invio della relazione, oppure la comunicazione del mancato rispetto delle finalità o della mancata realizzazione del progetto, potrà incidere sull'eventuale concessione di contributi pubblici nelle annualità successive.


Il DPCM introduce anche obblighi a carico dei soggetti erogatori, che dovranno essere comunicati entro il 28 febbraio di ogni anno alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al MEF gli esiti del riconoscimento sui beneficiari dei contributi significativi assegnati nell'esercizio precedente.

Infine, è prevista l'adozione, entro novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto, di un provvedimento del MEF per la definizione delle modalità telematiche di trasmissione delle relazioni e delle disposizioni operative.


Confindustria ha seguito la questione fin dall'avvio dell'iter legislativo di approvazione della Legge di Bilancio per il 2025, evidenziando la criticità complessiva dell'intervento e, in subordine, l'opportunità di apportare modifiche rispetto alle bozze di DPCM circolanti.

Nel testo pubblicato permangono critiche interpretative e applicative, con particolare riferimento a: i) la chiara individuazione, in concreto, dei contributi inclusi nella nuova disciplina; ii) l'obbligo di nomina degli organi di controllo anche negli enti finora non tenuti in base al diritto societario, che risulta un onere gravoso e sproporzionato; iii) l'assenza di un regime transitorio.


A racconto ultimo riguardo, il DPCM prevede riferimenti temporali tra loro non coordinati. Il Regolamento, infatti, entrerà in vigore il 4 giugno 2026 e, come detto, richiederà a un successivo provvedimento del MEF la definizione delle modalità operative; al contempo, conferma l'applicazione dei nuovi obblighi ai contributi percepiti a decorrere dal 1° gennaio 2025, con conseguente obbligo di trasmissione della relazione degli organi di controllo entro il 30 aprile 2026, termine ormai decorso e comunque precedente all'entrata in vigore del decreto in esame.


Alla luce del notevole impatto delle nuove disposizioni, si tratta di profili che dovranno necessariamente essere oggetto di puntuali chiarimenti e Confindustria proseguirà le proprie interlocuzioni in questa direzione.

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