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Protocollo di Legalità - siglato il rinnovo tra Confindustria e il Ministero dell'Interno.


Informiamo che il 30 aprile si è svolto l’incontro tra il Presidente Orsini e il Ministro dell’Interno Piantedosi per la firma del Protocollo di Legalità (testo in all.). Viene così rinnovata la collaborazione, iniziata nel 2010, tra Confindustria e il Ministero dell’Interno per contrastare le infiltrazioni criminali nell’economia e promuovere la legalità nello svolgimento delle attività d’impresa. 


L’intesa conferma sostanzialmente l’impostazione della precedente, con l’estensione a determinate tipologie di contratti tra imprese private dei presidi di legalità che la legge impone per i rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni, introducendo però alcune semplificazioni per favorirne la diffusione, oggi limitata anche dalle difficoltà che le imprese incontrano a causa dei lunghi tempi di rilascio della documentazione antimafia. 


In particolare, il Ministero dell’Interno ha accolto le osservazioni di Confindustria e ha proposto una revisione del Protocollo, per introdurre misure sostenibili dalle imprese e dalle Prefetture chiamate a svolgere i controlli antimafia, nonché per valorizzare ulteriormente i comportamenti virtuosi delle imprese aderenti.


In particolare, tra le principali novità si segnalano:

  1. Verifica antimafia mediante comunicazione antimafia

    Viene previsto il riferimento alla comunicazione antimafia, con conseguente semplificazione rispetto al precedente impianto che prevedeva, in determinati casi, anche l’informazione antimafia.

  2. Possibilità di iscrizione sotto condizione risolutiva

    Qualora, a seguito della richiesta tramite BDNA, la Prefettura debba svolgere ulteriori verifiche, decorso il termine di 45 giorni senza esito, l’Associazione potrà procedere all’iscrizione dell’impresa nell’elenco delle aderenti sotto condizione risolutiva.

  3. Controllo dei fornitori sopra la soglia di 50.000 euro

    Le imprese aderenti dovranno servirsi di fornitori di beni e servizi sottoposti a verifica antimafia per tutti i contratti di valore superiore a 50.000 euro, IVA inclusa, nonché per i contratti di valore inferiore qualora, nell’anno solare, la somma dei contratti con il medesimo fornitore superi tale soglia.

  4. Equivalenza con white list e Anagrafe antimafia degli esecutori

    Resta confermata la possibilità di considerare equivalente, ai fini dell’adesione, l’iscrizione in corso di validità nelle white list prefettizie o nell’Anagrafe antimafia degli esecutori.

  5. Tracciabilità dei flussi finanziari

    Le imprese aderenti si impegnano a effettuare i pagamenti relativi ai propri contratti, di importo pari o superiore a 2.000 euro, esclusivamente mediante strumenti idonei a garantire la piena tracciabilità delle operazioni.

  6. Clausole contrattuali verso i fornitori

    Nei contratti con i fornitori dovranno essere inserite specifiche clausole volte a garantire il rispetto degli impegni previsti dal Protocollo, incluse quelle relative alla denuncia di eventuali tentativi di estorsione, pressioni illecite, atti intimidatori o altre forme di condizionamento criminale.

  7. Requisiti preliminari di regolarità

    L’adesione presuppone il rispetto delle prescrizioni normative in materia di pagamento delle retribuzioni, contributi previdenziali e assicurativi, ritenute fiscali, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e tutela dell’ambiente.


L’adesione al Protocollo resta, dunque, uno strumento volontario ma di grande valore reputazionale e organizzativo, in quanto consente alle imprese di rafforzare i propri presìdi di legalità, qualificare la filiera dei fornitori e contribuire a un sistema economico più trasparente e sicuro.

Nei prossimi giorni, a seguito delle indicazioni operative che saranno fornite da Confindustria, provvederemo a comunicare alle imprese interessate le modalità per procedere alla conferma o alla nuova adesione al Protocollo, nonché la documentazione necessaria.


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