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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 10 maggio 2024




I temi della settimana 


SUPERBONUS, MARCHESINI AL SOLE24ORE: NO A NORME RETROATTIVE, A RISCHIO LA FIDUCIA TRA IMPRESE E ISTITUZIONI. 


"Com­pren­dia­mo la dif­fi­col­tà del go­ver­no a ge­sti­re im­pe­gni gra­vo­si, pre­si da al­tri, che stan­no di­mo­stran­do di ave­re ef­fet­ti im­po­nen­ti sul bi­lan­cio del­lo Sta­to. Ma un aspet­to non pos­sia­mo ac­cet­ta­re, in que­sto e in qual­sia­si al­tro caso: la re­troat­ti­vi­tà di un prov­ve­di­men­to. Una scel­ta del ge­ne­re crea un cli­ma di sfi­du­cia e mina le fon­da­men­ta di uno dei ca­pi­sal­di prin­ci­pa­li del fare im­pre­sa: la cer­tez­za del di­rit­to" così Mau­ri­zio Mar­che­si­ni, vice pre­si­den­te di Con­fin­du­stria per le Fi­lie­re e le Me­die im­pre­se e vice pre­si­den­te in pec­to­re per le Re­la­zio­ni in­du­stria­li, ha com­men­ta­to in un'in­ter­vi­sta sul So­le24O­re le di­chia­ra­zio­ni del mi­ni­stro del­l'E­co­no­mia Gian­car­lo Gior­get­ti sul­lo spal­ma­cre­di­ti re­la­ti­vo al Su­per­bo­nus. Mar­che­si­ni ha ri­chia­mato l'at­ten­zio­ne del go­ver­no sul­la ne­ces­si­tà di av­via­re su­bi­to un con­fron­to: "ci au­gu­ria­mo che il go­ver­no ri­con­si­de­ri le pro­prie in­ten­zio­ni  va­lu­tan­do con at­ten­zio­ne l'im­pat­to de­va­stan­te che avreb­be­ro sul set­to­re e su tut­ta la sua lun­ga e ar­ti­co­la­ta fi­lie­ra. Ri­pe­to, com­pren­dia­mo bene le dif­fi­col­tà del go­ver­no per im­pe­di­re che la coda dei cre­di­ti da Su­per­bo­nus met­ta a ri­schio il de­fi­cit pro­gram­ma­ti­co del­l'an­no in cor­so, in­di­ca­to dal Def e ap­pro­va­to in Par­la­men­to. Ma in nome del­la cer­tez­za del di­rit­to non con­di­vi­dia­mo l'e­ven­tua­le re­troat­ti­vi­tà. Noi ab­bia­mo un'e­si­gen­za non ne­go­zia­bi­le: dob­bia­mo por­ta­re a ter­mi­ne i con­trat­ti in es­se­re, che pre­ve­do­no, ad esem­pio, ac­con­ti già ver­sa­ti e al­tro. Det­to que­sto sia­mo pron­ti a dia­lo­ga­re e chie­dia­mo con for­za un con­fron­to con il go­ver­no. Se­con­do il vice pre­si­den­te "l'im­pat­to coin­vol­ge­reb­be tut­to il si­ste­ma im­pren­di­to­ria­le, per­ché la fi­lie­ra è mol­to am­pia e va dai ma­te­ria­li agli in­fis­si ai mac­chi­na­ri. Si ve­ri­fi­che­reb­be un con­ta­gio a ca­te­na, dal­le di­men­sio­ni enor­mi, su tut­te le ar­ti­co­la­zio­ni del­l'im­mo­bi­lia­re. Il mon­do del­le co­stru­zio­ni è ov­via­men­te in al­lar­me, ma il fat­to che ab­bia rea­gi­to an­che quel­lo del cre­di­to e del­la fi­nan­za la dice lun­ga su­gli ef­fet­ti del­l'e­ven­tua­le prov­ve­di­men­to".


BARONI AL SOLE24ORE:SERVE UN FONDO EUROPEO PER LE TRANSIZIONI. AL VIA IL FORUM DELLA PICCOLA INDUSTRIA A NAPOLI. 


“C’è un ele­men­to chia­ve, im­pre­scin­di­bi­le: la so­ste­ni­bi­li­tà deve co­niu­gar­si con una mag­gio­re com­pe­ti­ti­vi­tà del­l'in­du­stria, con una spin­ta al­l'in­no­va­zio­ne tec­no­lo­gi­ca e alla ri­cer­ca. Se deve li­mi­tar­si ad un ap­proc­cio bu­ro­cra­ti­co, ideo­lo­gi­co e re­go­la­to­rio, a cer­ti­fi­ca­zio­ni fini a sé stes­se, al­lo­ra è una stra­da da non per­se­gui­re, che con­dan­na l'Eu­ro­pa a per­de­re ter­re­no nei con­fron­ti de­gli al­tri con­ti­nen­ti, Usa e Cina in te­sta”. Così Gio­van­ni Ba­ro­ni, pre­si­den­te del­la Pic­co­la In­du­stria, in un’in­ter­vi­sta al So­le24O­re, lan­cian­do il Fo­rum an­nua­le del­la Pic­co­la In­du­stria, "La via eu­ro­pea alla so­ste­ni­bi­li­tà: Pmi fra op­por­tu­ni­tà e in­co­gni­te", che si ter­rà a Na­po­li il 10-11 mag­gio e che met­te­rà at­tor­no a un ta­vo­lo im­pre­se e isti­tu­zio­ni per ri­flet­te­re sul­l'Ue che ver­rà. “Sul pal­co avre­mo an­che i no­stri col­le­ghi di Me­def e Bdi. Un ap­proc­cio com­pe­ti­ti­vo alla so­ste­ni­bi­li­tà non è un'e­si­gen­za solo del­l'I­ta­lia, è con­di­vi­sa an­che da­gli al­tri pae­si in­du­stria­liz­za­ti del­l’Ue. Dal­l'in­du­stria, con l'in­no­va­zio­ne tec­no­lo­gi­ca e la ri­cer­ca, pos­so­no ar­ri­va­re so­lu­zio­ni alla tran­si­zio­ne green e di­gi­ta­le, cre­sci­ta, svi­lup­po so­cia­le e pro­gres­so ci­vi­le. E quin­di va mes­sa al cen­tro nel­la co­stru­zio­ne del fu­tu­ro del­l'Eu­ro­pa”, ha det­to Ba­ro­ni, se­con­do cui “in que­st'ul­ti­mo pe­rio­do l'Eu­ro­pa ha ra­gio­na­to come se non fos­se in­se­ri­ta in un con­te­sto ge­ne­ra­le. Ab­bia­mo as­si­sti­to a ri­va­li­tà tra Sta­ti al­l'in­ter­no del­la Ue e non ci sia­mo im­pe­gna­ti nel­la com­pe­ti­zio­ne con il re­sto del mon­do, non è sta­to ca­pi­to che la com­pe­ti­zio­ne è glo­ba­le e non lo­ca­le. Ab­bia­mo ad­di­rit­tu­ra re­go­le an­ti­tru­st che li­mi­ta­no la cre­sci­ta dei cam­pio­ni  eu­ro­pei quan­do al­l'e­ste­ro ce ne sono di ben più gran­di”. Per il VP, “oc­cor­re una po­li­ti­ca in­du­stria­le che ren­da le tran­si­zio­ni green e di­gi­ta­le un fat­to­re di com­pe­ti­ti­vi­tà. E per far­lo ser­vo­no mol­te ri­sor­se: ri­ba­di­sco an­co­ra una vol­ta la ne­ces­si­tà di un fon­do co­mu­ne eu­ro­peo fi­nan­zia­to an­che a de­bi­to da­gli Sta­ti mem­bri per so­ste­ne­re que­sti pas­sag­gi cru­cia­li e che af­fian­chi le im­pre­se in que­sto per­cor­so”. 


CONFINDUSTRIA PRESENTA UN VOLUME SULLE COLLEZIONI D’ARTE CUSTODITE DALLE IMPRESE 


È stato presentato a Torino, presso la fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il volume “Il segno dell’arte nelle imprese. Le collezioni corporate italiane per l’arte moderna e contemporanea”, edito da Marsilio Arte, su iniziativa di Confindustria, con il patrocinio del Ministero della Cultura. La pubblicazione accoglie immagini e storie di 57 collezioni di arte moderna e contemporanea custodite dalle imprese: un racconto che testimonia la passione per l’arte di imprenditrici e imprenditori e il loro desiderio di sostenere la produzione artistica, italiana e internazionale, sia di artisti già conosciuti e affermati che di quelli emergenti. Il progetto è nato su iniziativa di Katia Da Ros, Vice Presidente per Ambiente, Sostenibilità e Cultura, e di Antonio Alunni, Presidente del Gruppo Tecnico Cultura di Confindustria, con l’obiettivo di promuovere un fenomeno poco conosciuto al grande pubblico e valorizzare un diverso modello di imprenditorialità ispirata alla Corporate Cultural Responsibility che vede le imprese come motore di crescita non solo economica, ma anche civile, sociale e culturale, della società e dei territori in cui hanno i propri insediamenti produttivi. Il volume è stato realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo, la Main Partnership per la Cultura di Impresa di 4.Manager, in collaborazione con IWS,  con il Knowledge Partner Deloitte Private e con il contributo di Fondazione Bracco e Christie’s Italy. 


CONFINDUSTRIA E INAIL PREMIANO LE AZIENDE VINCITRICE DELL’ VIII EDIZIONE DEL PREMIO SICUREZZA. 


For­ma­zio­ne, pre­ven­zio­ne e par­te­ci­pa­zio­ne. I la­vo­ra­to­ri de­vo­no ave­re con­sa­pe­vo­lez­za del­le scel­te del­l'a­zien­da, oc­cor­re av­vi­ci­na­re im­pren­di­to­ri e la­vo­ra­to­ri. Una lo­gi­ca di di­vi­sio­ne, che si reg­ge sul re­gi­me san­zio­na­to­rio, non po­trà es­se­re ef­fi­ca­ce”. Così il Vice Pre­si­den­te Mau­ri­zio Stir­pe in­ter­ve­nen­do al­l’ot­ta­va edi­zio­ne del “Pre­mio Im­pre­se per la Si­cu­rez­za” or­ga­niz­za­to da Con­fin­du­stria e Inail, con la col­la­bo­ra­zio­ne tec­ni­ca di APQI-As­so­ria­zio­ne pre­mio qua­li­tà Ita­lia, e di Ac­cre­di­a, Ente ita­lia­no di ac­cre­di­ta­men­to, isti­tui­to per im­ple­men­ta­re nel mon­do im­pren­di­to­ria­le la cul­tu­ra del­la si­cu­rez­za e il mi­glio­ra­men­to con­ti­nuo dei li­vel­li di tu­te­la del­la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri. Il pre­mio vuo­le con­di­vi­de­re e dif­fon­de­re le buo­ne pra­ti­che, in modo che pos­sa­no es­se­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to. Su que­sto aspet­to han­no in­si­sti­to tut­ti: “la cul­tu­ra del­la si­cu­rez­za del la­vo­ro deve in­se­rir­si nei pro­ces­si pro­dut­ti­vi, non deve es­se­re con­si­de­ra­ta l'en­ne­si­mo ag­gra­vio bu­ro­cra­ti­co, ma qual­co­sa di es­sen­zia­le per lo svi­lup­po”, ha det­to il Vice Pre­si­den­te Mau­ri­zio Mar­che­si­ni. Il Pre­mio è ri­vol­to a tut­te le azien­de an­che non ade­ren­ti al si­ste­ma Con­fin­du­stria, con­fe­ri­to se­con­do il pun­teg­gio rag­giun­to (alla fa­scia più alta sono sta­ti as­se­gna­ti gli Award e a se­gui­re i Pri­ze), a ca­te­go­rie di im­pre­se di­stin­te per ti­po­lo­gia di ri­schio e per di­men­sio­ne, a se­gui­to di un lun­go iter di va­lu­ta­zio­ne che ha pre­vi­sto an­che vi­si­te in azien­da. Inol­tre, Men­zio­ni spe­cia­li sono sta­te ri­co­no­sciu­te ad azien­de che han­no svi­lup­pa­to pro­get­ti spe­ci­fi­ci. L’A­ward è sta­to as­se­gna­to a: Dia­sen Srl; Siot Spa; Maer­sk H2S Sa­fe­ty Ser­vi­ces Ita­lia Srl. I 7 Pri­ze sono sta­ti con­se­gna­ti a: Che­me­tall Ita­lia Srl; Ro­tork In­stru­men­ts Ita­ly Srl; Re­mo­sa Srl; Ca­ter­pil­lar Pro­dot­ti Stra­da­li Srl; Coo­pe­ra­ti­va Edi­le Ap­pen­ni­no Srl; Dom­pé Far­ma­ceu­ti­ci Spa; In­ter­cos Eu­ro­pe Spa. Le 5 Men­zio­ni sono sta­te date a: Su­per Glanz Spa, Dia­sen Srl, Che­me­tall Ita­lia Srl, Dom­pé Far­ma­ceu­ti­ci Spa, Geo­sec Srl. Sono ar­ri­va­te Fi­na­li­ste: Ere­di Rai­mon­do Bu­fa­ri­ni Srl, Po­ly­keg Srl, O-I Ita­ly Spa. 


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