Circ. 64/26 - INAIL – Pubblicazione Guida tecnica polveri pericolose nei luoghi di lavoro.
- Confindustria L'Aquila

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Informiamo le Aziende Associate che l’INAIL ha pubblicato la Guida tecnica “polveri pericolose: Strategie e misure tecniche per il contenimento e la rimozione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro”, con lo scopo di aggiornare, chiarire e fornire elementi utili di valutazione che orientino datori di lavoro, RSPP, tecnici della prevenzione, figure preposte ed in generale tutti gli attori della filiera coinvolti da interesse o responsabilità in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
Nei luoghi di lavoro il rischio di esposizione alle polveri pericolose non è solo una questione di igiene: si parla sempre più di un vero e proprio rischio tecnico da gestire in modo strutturato. Le polveri pericolose si generano praticamente ovunque attraverso attività manuali, attraverso macchinari o impianti di processo.
Il testo unico sulla sicurezza (Decreto Legislativo 81/2008) richiede di prevenire o contenere la sua diffusione con lo scopo di proteggere i lavoratori e l’ambiente.
Per poter prevenire l’emissione di polvere le buone prassi suggeriscono di prevedere:
· captazione alla sorgente: integrare i sistemi di ventilazione e depolverazione adeguati, atti a captare alla sorgente la diffusione dell’agente/materiale pericoloso, eliminando o riducendo sufficientemente la concentrazione respirabile nell’aria;
· sistemi di ventilazione e depolverazione dedicati: stabilire procedure di pulizia con l’utilizzo di attrezzature adeguate, consente di eliminarne la stratificazione o l’accumulo;
· progettazione dei layout per limitare dispersioni.
Nel caso in cui le misure di prevenzione e protezione collettiva adottate non consentissero la totale eliminazione dell’esposizione, è necessario l’utilizzo di idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che permettono di evitare il contatto con la cute e l’inalazione.
Altro tema spesso sottovalutato è la gestione ordinaria. Pulizia e manutenzione non sono attività secondarie, ma parte integrante del controllo del rischio.




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