Federmeccanica: la Congiuntura dell'Industria Metalmeccanica - Sintesi 177^ Indagine.
- Confindustria L'Aquila
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Nel 2025 l’attività industriale nel nostro Paese ha continuato ad essere condizionata dal complesso scenario internazionale con riflessi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di export.
Dopo un biennio 2023-2024 difficile, nel 2025 la dinamica produttiva è stata altalenante e senza capacità di effettivo recupero rispetto al passato, evidenziando, infatti, sulla base dei dati grezzi, una contrazione tendenziale media dell’1,0.
Anche nel settore metalmeccanico, la produzione è mediamente diminuita dello 0,9% nel confronto con l’anno precedente. Nel corso dell’intero 2025, la dinamica produttiva è stata alquanto altalenante in termini sia congiunturali sia tendenziali. Nel quarto trimestre, la produzione si è ridotta (-0,8%) rispetto al terzo quando, invece, era aumentata (+1,6%); mentre nel confronto tendenziale c’è stato un nuovo incremento (+2,5%), dopo quello già rilevato nel terzo trimestre (+3,2%), ma senza un completo recupero della significativa perdita di produzione registrata nei primi due trimestri dell’anno.
Nei comparti metalmeccanici le dinamiche produttive sono state diversificate anche perché il settore è fortemente eterogeneo sia per l’inclusione di una vasta gamma di attività produttive sia per le differenti dimensioni che caratterizzano le imprese metalmeccaniche
Il peggioramento settoriale è stato condizionato in particolar modo dalla ridotta fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi che si è registrata rispetto al 2024 (-11,1%) cui si sono accompagnate le contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-1,1%), di Macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-0,5%). All’opposto, hanno aumentato la produzione le attività della Metallurgia (+3,0%) e i comparti dei Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e degli Altri mezzi di trasporto (+1,6%).
Nell’Unione europea, nella media dei 27 Paesi membri, nel 2025 la produzione metalmeccanica è rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,2%) evidenziando difficoltà e disomogeneità produttive nelle principali economie. In Francia l’attività settoriale è cresciuta del 2,2% mentre in Spagna la variazione positiva è stata molto contenuta e pari al +0,3%; mentre, all’opposto, in Germania e Italia la produzione si ridotta, rispettivamente dell’1,9% e dello 0,9%.
Malgrado le forti tensioni geopolitiche e la politica commerciale degli Stati Uniti, tra annunci, introduzione ma anche smentite e modifiche dei dazi, nel 2025 le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute in valore del 2,9%, rispetto al 2024, così come le importazioni, determinando un saldo positivo della bilancia commerciale di 52,1 miliardi di euro.
I risultati della 177° indagine che la Federmeccanica conduce presso un campione d’imprese associate, descrivono un quadro ancora critico della congiuntura settoriale, condizionata dal persistere del clima di forte incertezza come evidenziato dal modesto risultato positivo del portafoglio ordini e da una previsione di produzione per l’estero più contenuta di quella totale:
• Il 28% (come nella scorsa indagine) delle imprese intervistate dichiara un portafoglio ordini in miglioramento a fronte del 27% di quelle che, invece, hanno registrato un aggravamento. Il saldo è positivo ma contenuto in un +1,0% e continua a prevale un giudizio negativo sul livello degli ordini;
• La percentuale di imprese che valuta “cattiva o pessima” la situazione della liquidità aziendale è pari al 9%;
• Il 47% (in salita dal precedente 45%) ritiene che per i prossimi mesi non ci saranno variazione nei volumi di produzione (il 32% prospetta incrementi a fronte del 21% che, invece, prevede contrazioni)
• Si conferma al 68% la quota di imprese che non pensa di modificare la propria forza lavoro (il 20% prevede aumenti a fronte del 12% che, invece, pronostica ridimensionamenti);
FOCUS
Acciaio: utilizzo, costi e fornitori
La siderurgia rappresenta uno dei principali settori produttivi su cui si fonda l’economia nazionale di un Paese, ed è uno degli indicatori che meglio ne rappresenta la forza economica ed industriale. I prodotti siderurgici sono ampiamente utilizzati in vari ambiti produttivi, pressoché insostituibili in molti settori economici, tra cui l’edilizia, la meccanica, l’Automotive, la produzione di elettrodomestici, la cantieristica navale, i servizi energetici e di trasporto. Tutto ciò che utilizziamo è fatto di acciaio o presenta parti in acciaio o è stato realizzato con macchinari in acciaio.
A tal fine, nella presente indagine sono state inserite delle domande sull’utilizzo dell’acciaio in azienda e i suoi relativi costi, nonché la localizzazione dei fornitori.
Il 63% delle imprese metalmeccaniche partecipanti all’indagine ha dichiarato di utilizzare l’acciaio nella propria attività aziendale. Di queste, il 42% ha affermato che, nell’ambito delle materie prime complessivamente utilizzate nella produzione, l’incidenza del costo di approvvigionamento dell’acciaio è superiore al 30%. Sono pari al 26% le imprese nelle quali la percentuale è inferiore o uguale al 10% e poco di meno (il 19%) quelle nelle quali tale quota si colloca nella classe ‘11%-20%’, mentre nel restante 13% di imprese rispondenti il costo di approvvigionamento dell’acciaio incide tra il 20% e il 30%.
Con riferimento ai fornitori, e in particolare alla loro ubicazione geografica, oltre il 60% delle imprese intervistate acquista l’acciaio da fornitori localizzati in Italia con la distinzione che nel 34% dei casi si tratta di un produttore nazionale di acciaio e nel 29% di un distributore. Sono pari al 22% le imprese che si rivolgono a fornitori ubicati negli altri paesi UE, mentre il 9% si approvvigiona negli altri paesi extra-UE e il restante 6% acquista l’acciaio direttamente in Cina.
Infine, gli imprenditori sono stati altresì chiamati a esprimersi sull’impatto di un ripristino dell’attività produttiva dell’ex-ILVA: il 68% ritiene che possa essere strategico sia per il sistema industriale italiano sia per quello europeo anche alla luce dell’operatività del regolamento CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).
Legge di Bilancio
La legge di Bilancio, entrata in vigore a Gennaio 2026, prevede misure finalizzate a rafforzare la competitività delle imprese italiane.
Per ciascuna delle misure considerate nella presente indagine, più della metà degli imprenditori ritiene che esse possano essere efficaci solo in parte. Un giudizio di alta incisività è stato, ad ogni modo, maggiormente espresso per quanto riguarda Iperammortamento per investimenti digitali e green e Proroga maggiorazione della deduzione per nuove stabili assunzioni con una quota pari al 34% in entrambi i casi, seguite da "Nuova Sabatini" per acquisto di beni strumentali e Credito d'imposta per R&S, rispettivamente con il 27% e il 25%; mentre nelle ultime posizioni si collocano Ires premiale (12%) e Zes unica (11%), misure che, al contrario registrano le percentuali più elevate di basso grado di efficacia.
In allegato trasmettiamo la sintesi della 177^ indagine congiunturale trimestrale sull’Industria Metalmeccanica Italiana.
