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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 13 ottobre 2023



I temi della settimana

MADE IN ITALY, BONOMI: VERA SALVEZZA DEL PAESE. EXPORT POTENZIALE EQUIVALE A 10 MANOVRE


Il made in Ita­ly è la vera sal­vez­za del Pae­se, un te­so­ro a di­spo­si­zio­ne che dob­bia­mo es­se­re in gra­do di sfrut­ta­re. Le im­pre­se del made in Ita­ly han­no già di­mo­stra­to di po­ter­ce­la fare, han­no te­nu­to in pie­di il pae­se in anni di cri­si per­ma­nen­te, han­no te­nu­to alta la re­pu­ta­zio­ne del­l'I­ta­lia nel mon­do”. Così il Pre­si­den­te Car­lo Bo­no­mi nel suo in­ter­ven­to al "Made in Ita­ly Sum­mit 2023: Boo­sting Glo­bal Com­pe­ti­ti­ve­ness", or­ga­niz­za­to da Il Sole 24 Ore e Fi­nan­cial Ti­mes, in col­la­bo­ra­zio­ne con Sky, in cui ha sot­to­li­nea­to che di fron­te alla si­tua­zio­ne com­ples­sa che si pro­spet­ta oc­cor­re am­plia­re l'ac­ces­so del­le pro­du­zio­ni italiane ai mer­ca­ti in­ter­na­zio­na­li “una scel­ta ob­bli­ga­ta – ha detto Bonomi - da cui di­pen­de la so­prav­vi­ven­za di mi­glia­ia di im­pre­se”. Per il Pre­si­den­te bi­so­gna met­te­re le azien­de nel­le con­di­zio­ni di co­glie­re le op­por­tu­ni­tà: “Non si trat­ta di chie­de­re aiu­ti o sus­si­di, piut­to­sto di di­se­gna­re un qua­dro giu­sto, un fra­mework di re­go­le e una stra­te­gia mi­ra­ta di in­ve­sti­men­ti. Il po­ten­zia­le di cre­sci­ta sull’export dei prodotti made in Ita­ly cor­ri­spon­de a qua­si 10 ma­no­vre fi­nan­zia­rie”. Bo­no­mi ha poi ri­cor­da­to che il 2022 è sta­to un anno sto­ri­co per l'ex­port, men­tre il 2023 si pre­sen­ta in­cer­to – ha osservato. Quest’anno le ven­di­te al­l'e­ste­ro han­no avu­to una bat­tu­ta d'ar­re­sto: pesa la do­man­da eu­ro­pea e mon­dia­le, in par­ti­co­la­re la dif­fi­col­tà del­la ma­ni­fat­tu­ra te­de­sca.”


MANOVRA, BONOMI: RISORSE SCARSE, ALLOCARLE SU CAPITOLI DI SVILUPPO


“In una fase di scrit­tu­ra del­la leg­ge di bi­lan­cio, con una co­per­ta così cor­ta e un de­bi­to pub­bli­co da con­te­ne­re ne­ces­sa­ria­men­te, chie­der­si dove in­ve­sti­re e al­lo­ca­re le ri­sor­se per ge­ne­ra­re cre­sci­ta non è un eser­ci­zio ac­ca­de­mi­co ma una ne­ces­si­tà". Così il pre­si­den­te Car­lo Bo­no­mi, in­ter­ve­nen­do in vi­deo­mes­sag­gio alla pre­sen­ta­zio­ne del rap­por­to 'pe­so e cen­tra­li­tà del soft­ware in Ita­lia', al­l'U­ni­ver­si­tà Luiss, a cura di Luiss Data Lab, Cen­tro Stu­di Con­fin­du­stria e As­so­soft­ware. Per il Pre­si­den­te, “con un qua­dro di pro­dut­ti­vi­tà asfit­ti­ca da cir­ca ven­t'an­ni, ra­gio­na­re con un ap­pro­fon­di­men­to sul set­to­re del soft­ware deve far­ci ri­flet­te­re sulla ne­ces­sità di pun­ta­re sugli in­ve­sti­men­ti in questo settore. Infatti, da un au­men­to del 20% de­gli in­ve­sti­men­ti nel com­par­to, ne de­ri­va­no qua­si 5 mi­liar­di di va­lo­re ag­giun­to ed un incremento del­l’oc­cu­pa­zio­ne di 67.000 uni­tà. Più in generale, come si­ste­ma Pae­se, serve spin­ge­re gli in­ve­sti­men­ti pri­va­ti attraverso ope­ra­zio­ni di sem­pli­fi­ca­zio­ne e at­trat­ti­vi­tà dell’Italia e sup­por­ta­re in­ve­sti­men­ti pub­bli­ci mi­ra­ti ed ef­fi­cien­ti.


CONTRATTAZIONE COLLETTIVA, BONOMI: E’ LA STRADA MAESTRA PER IL SALARIO GIUSTO


"Il tema del­la di­gni­tà del la­vo­ro è mol­to di­bat­tu­to in que­sto pe­rio­do e per­so­nal­men­te ri­ten­go che si pos­sa ot­te­ne­re nel­la con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va na­zio­na­le per­ché è il luogo della sin­te­si tra le ne­ces­si­tà del­l'im­pre­sa e quelle del la­vo­ra­to­re. Per que­sto, secondo noi è la stra­da mae­stra da se­gui­re”. Così il Presidente Car­lo Bo­no­mi, ospi­te del­la pri­ma pun­ta­ta di 'Pa­ni e Pe­sci, l'e­co­no­mia del Van­ge­lo' in onda su Tv2000. “È im­por­tan­te ca­pi­re che in Europa si discute di sa­la­rio mi­ni­mo ­per in­ter­ve­ni­re sui pae­si con bas­sa con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va na­zio­na­le del la­vo­ro, che quin­di fan­no dum­ping sa­la­ria­le al­l'in­ter­no del­la co­mu­ni­tà eu­ro­pea. Pren­den­do per buo­na la ci­fra di 9 €, i con­trat­ti col­let­ti­vi na­zio­na­li di Con­fin­du­stria, che co­pro­no 5 mi­lio­ni e mez­zo di la­vo­ra­to­ri, sono tut­ti su­pe­rio­ri a que­sta ci­fra. Più del­la metà dei con­trat­ti sca­du­ti sono nel­la PA, quindi è lo Sta­to che non li rin­no­va e que­sto fran­ca­men­te non è ac­cet­ta­bi­le. Cre­do si deb­ba fare un’o­pe­ra­zio­ne ve­ri­tà, in­nan­zi­tut­to ca­pi­re real­men­te il fe­no­me­no e in­qua­dra­re i settori che pa­ga­no poco per poi in­ter­ve­ni­re”.


DI STEFANO A SOLE24ORE E MATTINO: FAVORIRE GLI INVESTIMENTI PER LA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE. BENE ZES UNICA, MA ATTENTI A CRITICITA’


“Un viag­gio per ra­gio­na­re sul­le nuo­ve di­na­mi­che del­la glo­ba­liz­za­zio­ne, in que­sta fase geo­po­li­ti­ca così com­ples­sa e in­cer­ta, che ren­de più dif­fi­ci­le fare im­pre­sa ed es­se­re com­pe­ti­ti­vi sui mer­ca­ti. Ser­vo­no po­li­ti­che eu­ro­pee e scel­te a li­vel­lo na­zio­na­le che crei­no un con­te­sto fa­vo­re­vo­le alla cre­sci­ta e agli in­ve­sti­men­ti”. Così Ric­car­do Di Ste­fa­no, pre­si­den­te dei Gio­va­ni Im­pren­di­to­ri, che nel po­me­rig­gio apri­rà il 38° con­ve­gno di Ca­pri “Cor­ren­ti. Sfi­de, con­trad­di­zio­ni, op­por­tu­ni­tà” in un’intervista al Sole24Ore ha anticipato alcuni temi, dal con­te­sto glo­ba­le per poi analizzare ­la con­giun­tu­ra economica del pae­se, a po­chi gior­ni dal varo del­la leg­ge di bi­lan­cio. “E’ una fase di gran­de in­cer­tez­za e di at­ten­zio­ne ai con­ti pub­bli­ci. Ora l’at­tac­co di Ha­mas a Israe­le ag­gra­va lo sce­na­rio, ol­tre ai ri­svol­ti uma­ni­ta­ri, ri­schia di ave­re un im­pat­to ne­ga­ti­vo sui co­sti del­l’e­ner­gia. Spe­ria­mo si pos­sa evi­ta­re un’e­sca­la­tion – ha com­men­ta­to. In que­sto con­te­sto ser­ve cer­ta­men­te ra­gio­ne­vo­lez­za vi­sto il no­stro alto de­bi­to pub­bli­co. Ma è ne­ces­sa­rio spin­ge­re gli in­ve­sti­men­ti, af­fin­ché le im­pre­se pos­sa­no in­no­va­re e com­pe­te­re, in­ter­ven­to quan­to­mai ne­ces­sa­rio ora che la po­li­ti­ca dei tas­si del­la Bce sta ren­den­do più dif­fi­ci­le l’ac­ces­so al cre­di­to. E in­ter­ve­ni­re sul­le fa­mi­glie a bas­so red­di­to, per so­ste­ne­re il po­te­re d’ac­qui­sto, ren­den­do strut­tu­ra­le il ta­glio al cu­neo fi­sca­le”. Sul­la ter­za rata del Pnrr in ar­ri­vo, il pre­si­den­te ha ri­cor­da­to: “L’I­ta­lia ha sem­pre avu­to dif­fi­col­tà nel­l’ef­fet­ti­vo uti­liz­zo dei fon­di co­mu­ni­ta­ri. Tut­ta­via, an­che se con qual­che ri­tar­do, le rate ar­ri­va­no e que­sto si­gni­fi­ca che l’Italia si sta muo­ven­do nel­la giu­sta di­re­zio­ne. Il go­ver­no è sa­li­to su un tre­no in cor­sa e gli ri­co­no­scia­mo un ap­proc­cio cor­ret­to sul cam­bio di go­ver­nan­ce e nel­l’a­ver reso gli in­ter­ven­ti più coe­ren­ti con re­po­wer Eu e i fon­di di coe­sio­ne. Ades­so, quin­di, è ne­ces­sa­rio re­cu­pe­ra­re il tem­po per­du­to e dare una for­te ac­ce­le­ra­zio­ne alle pro­ce­du­re di spe­sa". E in merito alla manovra, Di Stefano ha detto: “La pru­den­za del go­ver­no sui mar­gi­ni di spe­sa per la Leg­ge di Bi­lan­cio 2024 è con­di­vi­si­bi­le, con­si­de­ra­to an­che l'e­le­va­to de­bi­to pub­bli­co: non di­men­ti­chia­mo che sul­la no­stra eco­no­mia pe­sa­no tut­ti fat­to­ri ester­ni e di con­se­guen­za il ri­fles­so sui sal­di di fi­nan­za pub­bli­ca non po­te­va che es­se­re ri­si­ca­to. Ma ci sono al­cu­ne prio­ri­tà che van­no ri­spet­ta­te: la con­fer­ma del ta­glio del cu­neo fi­sca­le per ve­ni­re in­con­tro ai red­di­ti più bas­si, come da noi ripetutamente indicato, e la con­cen­tra­zio­ne del­le po­che ri­sor­se di­spo­ni­bi­li su stru­men­ti ca­pa­ci di ge­ne­ra­re cre­sci­ta”. Ha detto Di Sfefano in un’intervista al Mattino, in cui ha anche apprezzato “la pro­po­sta del go­ver­no sulla Zes Unica per­ché al­lar­ga­re un in­cen­ti­vo al­l'in­te­ra area a mi­no­re svi­lup­po del Pae­se è si­cu­ra­men­te im­por­tan­te. Ci sono però del­le cri­ti­ci­tà che il go­ver­no do­vreb­be te­ne­re a men­te per­ché a no­stro av­vi­so sono di­ri­men­ti per la riu­sci­ta del Pia­no”.


DL ENERGIA, AUDIZIONE CONFINDUSTRIA: CREDITO D'IMPOSTA, DALLA PROROGA NESSUN IMPATTO SUI CONTI. AGIRE CON GRADUALITA’


“Ci tro­via­mo in una fase in cui gli alti co­sti del­l'e­ner­gia ren­do­no fon­da­men­ta­le ge­sti­re con gra­dua­li­tà ed ef­fi­ca­cia il pas­sag­gio dal­le po­li­ti­che con­giun­tu­ra­li a quel­le strut­tu­ra­li”. Così i rap­pre­sen­tan­ti di Con­fin­du­stria nel cor­so del­l'au­di­zio­ne sul Dl ener­gia nel­le com­mis­sio­ni Fi­nan­ze e At­ti­vi­tà pro­dut­ti­ve del­la Ca­me­ra dei De­pu­ta­ti. “Ser­ve un'a­zio­ne so­prat­tut­to fi­na­liz­za­ta a sup­por­ta­re i set­to­ri ener­gi­vo­ri che in­ner­va­no tut­te le fi­lie­re pro­dut­ti­ve ita­lia­ne, espo­ste alla con­cor­ren­za in­ter­na­zio­na­le e a ri­schio de­lo­ca­liz­za­zio­ne. In que­sto sce­na­rio, an­dreb­be va­lu­ta­ta l'ap­pli­ca­zio­ne di una pro­ro­ga dei cre­di­ti di im­po­sta per il caro ener­gia ai con­su­mi ma­ni­fat­tu­rie­ri di gas ed elet­tri­ci­tà, sen­za di­stin­zio­ne di in­ten­si­tà ener­ge­ti­ca, an­che per ot­to­bre e no­vem­bre 2023, sia pure con un de­ca­la­ge che ten­ga con­to del­l'an­da­men­to dei prez­zi, per­ché non avreb­be un im­pat­to ne­ga­ti­vo per i con­ti del­lo Sta­to: si po­treb­be uti­liz­za­re l'a­van­zo de­ri­van­te da­gli ac­can­to­na­men­ti del 1° e 2° tri­m. 2023 che am­mon­te­reb­be a 997,25 mln di euro” ha pro­se­gui­to Con­fin­du­stria. “La man­can­za di in­ter­ven­ti sta in­ci­den­do sul­la ri­pre­sa del­la pro­dut­ti­vi­tà e sul con­fron­to com­pe­ti­ti­vo a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le. Inol­tre, la man­ca­ta pre­vi­sio­ne di mi­su­re a so­ste­gno del­le im­pre­se e ­l'an­ti­ci­pa­zio­ne del ter­mi­ne per frui­re dei cre­di­ti di im­po­sta ener­gia, con­tri­bui­sco­no a crea­re una si­tua­zio­ne cri­ti­ca per l'in­du­stria”.


Leggi l’intervista a Riccardo Di Stefano sul Sole24Ore


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