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Sette giorni - newsletter di Confindustria del 16 giugno 2023






I temi della settimana



BONOMI AL SOLE24ORE: APERTURA DELLA SEDE DI WASHINGTON E’ UN’OPERAZIONE PAESE


“L'e­mo­zio­ne pro­va­ta in oc­ca­sio­ne del­la con­fe­ren­za stam­pa di pre­sen­ta­zio­ne del pro­get­to che ci ve­drà por­ta­re 12 fo­gli del Co­di­ce Atlan­ti­co di Leo­nar­do Da Vin­ci in Ame­ri­ca, in con­co­mi­tan­za con ­l'a­per­tu­ra del­la no­stra nuo­va sede a Wa­shing­ton, non era an­co­ra ca­pi­ta­ta, no­no­stan­te gli anni da pre­si­den­te di As­so­lom­bar­da pri­ma, e poi di Con­fin­du­stria. È l'e­mo­zio­ne per il pro­get­to nel suo com­ples­so, che co­sti­tui­sce un' Ope­ra­zio­ne Pae­se di di­plo­ma­zia eco­no­mi­ca, di cul­tu­ra e di slan­cio so­cia­le”. Così Car­lo Bo­no­mi, pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, in un am­pio col­lo­quio con il Sole 24 Ore Do­me­ni­ca, ha spie­ga­to il si­gni­fi­ca­to del pro­get­to “Ima­gi­ning the Fu­tu­re. Leo­nar­do da Vin­ci in the mind of an Ita­lian Ge­nius”. “Con l'oc­ca­sio­ne del­l'a­per­tu­ra di una nuo­va sede ne­gli Usa ab­bia­mo vo­lu­to rac­con­ta­re l'in­du­stria ita­lia­na in ma­nie­ra di­stin­ti­va. Con­fin­du­stria vuo­le crea­re un im­ma­gi­na­rio pon­te, l'in­ge­gno, il sa­per far bene, la cul­tu­ra e il so­da­le, in modo da po­ter rac­con­ta­re il va­lo­re del­l'im­pre­sa”, ha spie­ga­to il Pre­si­den­te. Si trat­ta di qual­co­sa che va ol­tre, an­che se li com­pren­de, gli in­te­res­si del­le im­pre­se e il ruo­lo che gio­ca l'as­so­cia­zio­ne su ta­vo­li in­ter­na­zio­na­li: “ne va del pre­sti­gio, del­la tra­di­zio­ne, del­l'i­den­ti­tà del­l'I­ta­lia. Si rac­con­ta con en­tu­sia­smo la ge­ne­si e il com­pi­men­to di un per­cor­so che, dal 20 giu­gno, ri­ve­le­rà, una vol­ta di più agli Sta­ti Uni­ti l'in­cre­di­bi­le ric­chez­za e la per­si­sten­te uni­ci­tà del­l'es­se­re e del fare ita­lia­no, in nome del­la cul­tu­ra. Il pre­sup­po­sto era que­sto: ave­va­mo una sede a Bru­xel­les, ma oggi l'at­ti­vi­tà di rap­pre­sen­tan­za va in­ten­si­fi­ca­ta su sca­la in­ter­na­zio­na­le, vi­sto che il no­stro si­ste­ma lo reg­gia­mo sul­l'ex­port. Ab­bia­mo scel­to di ri­lan­cia­re nel mon­do, pri­ma con Kiev, poi Sin­ga­po­re e ora Wa­shing­ton. Dob­bia­mo es­se­re ca­pa­ci di uni­re co­no­scen­za, va­lo­ri, tra­di­zio­ni e in­no­va­zio­ni. Que­st'o­pe­ra­zio­ne è uno stru­men­to di di­plo­ma­zia eco­no­mi­ca. L'in­du­stria non è solo bu­si­ness e la cul­tu­ra è ca­pa­ce di crea­re pon­ti”.



SILVIO BERLUSCONI: IL CORDOGLIO DI CONFINDUSTRIA PER LA SCOMPARSA. LASCIA SEGNO PROFONDO


“Silvio Berlusconi è stato un imprenditore che lascia nella storia italiana un segno profondo e duraturo. La tenacia visionaria con cui riuscì ad affermare il proprio gruppo televisivo e multimediale, lo ha reso meritoriamente un protagonista della vita italiana. Ha fatto dell’innovazione il proprio tratto distintivo dando voce a profondi cambiamenti del costume e delle passioni degli italiani. Con il suo impegno in politica, nel 1994 scompaginò gli equilibri precedenti interpretando la voglia di cambiamento nel Paese. Confindustria esprime il cordoglio più profondo ai suoi familiari, a tutti coloro che operano nelle imprese di famiglia e alla vasta comunità di italiani per cui ha continuato ad essere un punto di riferimento. Con la sua capacità di leadership, il suo carisma e il suo entusiasmo lascia un’eredità che continuerà a segnare anche il futuro del Paese”. Così Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, commenta a nome dell’Associazione la scomparsa di Silvio Berlusconi.


NOTA DEL CSC: SALARI E PRODUTTIVITA’ DEL LAVORO NEL MANIFATTUTIERO ITALIANO


Tra il 2000 e il 2020, nel ma­ni­fat­tu­rie­ro ita­lia­no i sa­la­ri rea­li sono cre­sciu­ti del 24,3%, pres­so­ché in li­nea con pro­dut­ti­vi­tà del la­vo­ro (22,6%). Que­sto è quan­to emer­ge dal­la Nota del CSC su sa­la­ri e pro­dut­ti­vi­tà. La cre­sci­ta dei sa­la­ri rea­li è sta­ta si­mi­le in Fran­cia e su­pe­rio­re a Ger­ma­nia e Spa­gna dove la pro­dut­ti­vi­tà del la­vo­ro è cre­sciu­ta mol­to più che in Ita­lia. Que­sto im­pli­ca una net­ta per­di­ta di com­pe­ti­ti­vi­tà per il no­stro ma­ni­fat­tu­rie­ro, ma an­che l’e­ro­sio­ne del­la quo­ta di va­lo­re ag­giun­to che va a re­mu­ne­ra­zio­ne del ca­pi­ta­le. Nel bien­nio 2021-2022 l’au­men­to dei prez­zi ha ero­so i sa­la­ri rea­li men­tre la pro­dut­ti­vi­tà ha te­nu­to. Nei pros­si­mi anni i sa­la­ri re­cu­pe­re­ran­no po­te­re d’ac­qui­sto in vir­tù del mec­ca­ni­smo con­trat­tua­le. Nel­lo stes­so pe­rio­do, i mar­gi­ni di pro­fit­to in al­tri pae­si del­l’A­rea euro sono cre­sciu­ti, men­tre in Ita­lia han­no re­gi­stra­to una con­tra­zio­ne, e la di­stan­za tra red­di­ti­vi­tà nel ma­ni­fat­tu­rie­ro ita­lia­no e la me­dia eu­ro­pea si è am­plia­ta. I mar­gi­ni di pro­fit­to nel ma­ni­fat­tu­rie­ro sono cre­sciu­ti nel 2021-2022, men­tre in Ita­lia han­no re­gi­stra­to una con­tra­zio­ne nel 2022, mi­su­ra­ta sia in ter­mi­ni di quo­ta pro­fit­ti (-3,4 pun­ti il rap­por­to tra MOL e va­lo­re ag­giun­to), sia in ter­mi­ni rea­li (-9,2% il MOL rea­le) sia in ter­mi­ni uni­ta­ri (-3,7 pun­ti il MOL in rap­por­to al va­lo­re ag­giun­to rea­le).


Leggi la nota del Centro Studi Confindustria su salari e produttività

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